Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

L’estate e il benessere psicologico

L’estate è la stagione dell’anno attesa da tutti. Arricchita di tante aspettative, è però un periodo dai profondi cambiamenti dei ritmi di vita quotidiani. È la stagione del benessere psicologico e del divertimento. ma è anche il periodo dell’anno da vivere con equilibrio e regolarità.

Introduzione

L’estate viene spesso associata alla leggerezza, alle vacanze, al mare, ai viaggi e alla felicità. Le giornate più lunghe e la temporanea interruzione dei ritmi abituali possono favorire il recupero delle energie. Possono inoltre offrire nuove opportunità di socialità e contribuire al benessere psicologico. Tuttavia, l’estate non coincide necessariamente con una maggiore felicità. Per alcune persone, infatti, questo periodo può rappresentare una fase di maggiore vulnerabilità psicologica.

Durante l’estate cambiano la routine quotidiane, aumentano le temperature e il sonno può diventare più irregolare. Anche il confronto con immagini di vacanze e vite apparentemente perfette può alimentare sentimenti di inadeguatezza o solitudine. La salute mentale non dipende esclusivamente dalle caratteristiche individuali. È influenzata anche dall’ambiente fisico e sociale nel quale viviamo (WHO, 2023).

A tal fine è importante considerare l’estate non soltanto come la stagione prestata al divertimento, ma pensata anche al proprio benessere psicologico. Vivere con equilibrio e regolarità il nostro tempo ed i nostri spazi è fondamentale per un sano divertimento.

L’estate e il cambiamento della routine

Nel periodo estivo cambiano molti dei punti di riferimento che contribuiscono a organizzare la quotidianità. Scuola, lavoro, orari prestabiliti e attività strutturate vengono temporaneamente sospesi oppure modificati. Per molte persone, questo cambiamento rappresenta un’opportunità per recuperare energie e dedicare maggiore tempo a sé stessi. Per altre, invece, la perdita improvvisa della routine può provocare disorientamento e difficoltà di adattamento.

Questo può accadere soprattutto quando la prevedibilità delle giornate rappresenta una risorsa importante per l’equilibrio psicologico. Mantenere alcuni punti di riferimento può, pertanto, contribuire a preservare il benessere durante il periodo estivo. Tra questi rientrano orari di sonno sufficientemente regolari, alimentazione equilibrata e attività percepite come significative. È comunque importante lasciare spazio anche alla spontaneità, al riposo e alle esperienze piacevoli.

Questo equilibrio assume particolare importanza anche durante l’infanzia e l’adolescenza. Bambini e adolescenti possono beneficiare di una struttura quotidiana sufficientemente prevedibile anche durante le vacanze, questo è un fattore fortemente incisivo sulla loro salute mentale.

Il caldo e il benessere psicologico

L’estate porta con sé un fattore climatico spesso sottovalutato: il caldo. Le temperature elevate possono influenzare la salute fisica e psicologica, aumentando stanchezza e difficoltà di concentrazione. Possono inoltre aggravare alcune condizioni di salute mentale già presenti (WHO, 2026).

Il caldo può anche compromettere la qualità del sonno. Dormire male per diversi giorni può influenzare negativamente l’umore e la capacità di gestire le emozioni. Può inoltre ridurre la tolleranza allo stress e aumentare il senso di affaticamento.

Quando il corpo è sottoposto a condizioni di forte disagio, anche il benessere psicologico può risentirne. Per questo motivo, è importante proteggersi dalle temperature elevate e mantenere una corretta idratazione. È inoltre utile riposare adeguatamente e organizzare le attività nelle ore meno calde. Queste strategie contribuiscono alla tutela della salute fisica e psicologica.

 L’estate e la felicità a tutti i costi

Uno degli aspetti più delicati dell’estate riguarda il rapporto con la felicità. Durante questa stagione sembra scontato essere felici, divertirsi, viaggiare e vivere esperienze memorabili. Anche fotografie e video possono alimentare l’idea di dover mostrare continuamente momenti piacevoli. Ma cosa accade quando non ci sentiamo felici? Possiamo essere in vacanza e sentirci stanchi, oppure essere al mare e provare tristezza. Possiamo avere molto tempo libero e non avere voglia di fare nulla. Queste esperienze non indicano necessariamente che ci sia qualcosa che non va.

La salute mentale, infatti, non coincide con la presenza costante di emozioni positive. Il benessere psicologico comprende anche la capacità di riconoscere e accettare le emozioni spiacevoli. Significa comprenderne il significato e sviluppare modalità adeguate per affrontarle. La felicità, pertanto, non dovrebbe diventare un obiettivo da raggiungere a ogni costo. Paradossalmente, la pressione di dover essere felici può trasformarsi in una fonte di disagio.

Uno dei messaggi più importanti riguarda la necessità di non sentirsi obbligati a essere felici. Possiamo vivere una giornata difficile anche durante le vacanze. Possiamo annoiarci, sentirci soli oppure avere bisogno di rimanere a casa. Si può desiderare il riposo mentre altre persone sono in viaggio o partecipano a numerose attività.

La felicità non rappresenta uno stato permanente e non costituisce l’unico indicatore della salute mentale. A volte stare bene significa semplicemente rimanere in contatto con ciò che proviamo. Significa anche riconoscere i propri bisogni e concedersi il diritto di non soddisfare le aspettative altrui. L’estate può diventare un’occasione per rallentare, ascoltarsi e recuperare energie. Non deve necessariamente trasformarsi in una continua ricerca della felicità.

Social network e confronto con gli altri

Il confronto sociale può diventare particolarmente intenso, durante le vacanze. I social network mostrano continuamente immagini di viaggi, feste, corpi idealizzati e momenti apparentemente perfetti. Il rischio è confrontare la propria vita reale con una rappresentazione selezionata della vita degli altri. Questa rappresentazione può essere fortemente idealizzata e non riflettere la realtà quotidiana.

Pensieri come: “Tutti si divertono più di me” possono alimentare insoddisfazione e sentimenti di inadeguatezza. Anche pensare che gli altri abbiano una vita migliore può aumentare ansia e frustrazione. Le evidenze disponibili suggeriscono di valutare l’uso dei social considerando età, modalità di utilizzo e caratteristiche individuali. Non è corretto considerarli semplicemente positivi oppure negativi (U.S. Surgeon General, 2023; APA, 2023).

Anche l’uso prolungato degli schermi può interferire con la qualità del sonno. Questo aspetto riguarda soprattutto bambini e adolescenti (Hale & Guan, 2015). Ricordare che ciò che vediamo online rappresenta soltanto una parte della realtà può aiutare a ridimensionare il confronto.

L’ estate, il cambiamento e il benessere psicologico

Non tutte le persone vivono le vacanze e l’estate come un periodo caratterizzato da una maggiore socialità. Per alcune, la sospensione delle attività scolastiche o lavorative può ridurre le occasioni di incontro. Questo cambiamento può rendere più evidente una condizione di solitudine già presente.

La solitudine, tuttavia, non coincide necessariamente con lo stare fisicamente da soli. È possibile sentirsi soli anche in mezzo agli altri, quando mancano relazioni significative, autentiche e soddisfacenti. Per questo motivo, non dovremmo dare per scontato che tutti vivano l’estate con leggerezza e felicità. Una domanda semplice, come “Come stai vivendo questo periodo?”, può favorire un importante spazio di ascolto. Prendersi cura della propria salute mentale.

Prendersi cura della propria salute mentale durante l’estate non significa organizzare continuamente attività. Non significa nemmeno cercare di vivere esperienze straordinarie. Può significare mantenere una routine sufficientemente regolare e proteggersi dalle temperature elevate. È importante anche dormire adeguatamente e mantenere relazioni sociali significative. L’attività fisica e il tempo trascorso all’aria aperta possono contribuire al benessere generale.

Può essere utile anche limitare il confronto con gli altri attraverso i social network. È inoltre importante concedersi momenti di riposo e ascoltare i segnali di stanchezza fisica ed emotiva. Quando una difficoltà psicologica diventa persistente, è importante considerare la possibilità di chiedere aiuto. Lo stesso vale quando il disagio interferisce significativamente con la vita quotidiana.

I cambiamenti nell’estate dei bambini e degli adolescenti

Per bambini e adolescenti, l’estate comporta un cambiamento significativo nella quotidianità. La fine della scuola offre maggiore libertà e nuove opportunità di gioco. Allo stesso tempo, viene a mancare la perdita, temporanea, di una struttura che organizza le giornate.

L’obiettivo non dovrebbe essere riempire ogni momento della giornata. È preferibile trovare un equilibrio tra libertà, autonomia e prevedibilità. Mantenere alcuni riferimenti per il sonno, i pasti e le attività può favorire una maggiore stabilità. È comunque importante lasciare spazio al gioco libero, alla socializzazione e anche alla noia.

La noia, infatti, non deve essere necessariamente eliminata. Può rappresentare un’opportunità per sviluppare creatività, autonomia e capacità di organizzare il proprio tempo. Particolare attenzione dovrebbe essere dedicata anche all’uso degli schermi durante le vacanze. È importante evitare che gli schermi sostituiscano completamente il movimento, il sonno e le relazioni sociali.

Conclusioni

L’estate non coincide necessariamente con la felicità, e questo è del tutto normale. Non tutti devono partire, viaggiare, uscire ogni sera o vivere un’estate ricca di esperienze. Non esiste un’unica modalità corretta per trascorrere questo periodo. Il benessere psicologico comprende anche la possibilità di accettare emozioni diverse nella propria quotidianità. Possiamo provare entusiasmo e stanchezza, gioia e malinconia, desiderio di socialità e bisogno di solitudine.

Possiamo quindi smettere di chiederci se stiamo vivendo un’estate sufficientemente felice. Possiamo iniziare, invece, a porci domande più significative: “Come sto?” e “Di cosa ho bisogno?”. Possiamo anche chiederci: “Cosa contribuisce realmente al mio benessere?”. La salute mentale non è una stagione e la felicità non rappresenta un obbligo. È la possibilità di vivere le proprie emozioni, rispettare i propri limiti e costruire condizioni favorevoli al benessere.

Petronilla Procopio

Bibliografia

  1. American Psychological Association. (2023). Health Advisory on Social Media Use in Adolescence. American Psychological Association.
  2. Hale, L., & Guan, S. (2015). Screen time and sleep among school-aged children and adolescents: A systematic literature review. Sleep Medicine Reviews, 21, 50–58. https://doi.org/10.1016/j.smrv.2014.07.007
  3. Palinkas, L. A., & Wong, M. (2020). Global climate change and mental health. Current Opinion in Psychology, 32, 12–16. https://doi.org/10.1016/j.copsyc.2019.06.023
  4. U.S. Department of Health and Human Services, Office of the Surgeon General. (2023). Social Media and Youth Mental Health: The U.S. Surgeon General’s Advisory. Washington, DC.
  5. World Health Organization. (2023). Climate change and health. WHO.
  6. World Health Organization. (2026). Heat and health. WHO.
  7. World Health Organization Regional Office for Europe. (2024). Mental health and the triple planetary crisis: A call for action. WHO Regional Office for Europe.
  8. World Health Organization Regional Office for Europe. (2026). Heat–health action plans: Guidance, second edition. WHO Regional Office for Europe.

Foto: Envato Elements

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