Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

Cosa fare con i bambini e gli adolescenti in depressione?

Un adolescente o un bambino irritabile potrebbero nascondere sintomi di depressione. Come fare diagnosi e come trattare questo disturbo nei bambini e negli adolescenti.

Un adolescente su 11 ad un tratto della sua vita manifesta sintomi di depressione. La maggior parte di loro non riceve aiuto da uno specialista della salute mentale, ma solo dal proprio pediatra, per questo motivo l’associazione dei pediatri americani (AAP) si è preoccupata di fornire ai pediatri delle indicazioni su come trattare queste situazioni. Se i sintomi depressivi sono lievi, dovrebbe esserci un periodo di osservazione e supporto attivo prima di iniziare un vero e proprio percorso di terapia. Se invece ci troviamo davanti ad una diagnosi di depressione moderata, o grave, bisognerebbe iniziare immediatamente un trattamento senza un periodo di attesa.

La diagnosi di depressione nei bambini e negli adolescenti

Esistono dei test, molto adatti ai bambini, che aiutano i professionisti a discriminare una depressione da altri disturbi, e richiedono solo l’utilizzo di carta e matita. Tra i più diffusi e utilizzati ci sono il test della figura umana e il test della persona sotto la pioggia. Viene chiesto al giovane paziente di effettuare alcuni disegni e commentarli. Attenzione però a non pensare di utilizzare questi test senza la supervisione di un professionista, sebbene sembrino molto semplici. Per avere validità essi vanno somministrati esclusivamente da personale qualificato, anche per evitare di allarmarsi inutilmente davanti a dei disegni che potrebbero sembrare preoccupanti.

Altri modi per fare diagnosi consistono nell’utilizzo di questionari da proporre ai genitori, e ovviamente l’osservazione dei sintomi, guidata da uno specialista.

Un sintomo tipico della depressione nei bambini e negli adolescenti: l’irritabilità

A differenza di quello che avviene negli adulti, uno dei modi in cui si manifesta la depressione negli adolescenti, è l’irritabilità. Essa può prendere il posto della tristezza, sebbene anche la tristezza sia spesso presente. È abbastanza strano pensare che un bambino irritabile o un adolescente irritabile possano essere depressi. Ma si tratta proprio di uno dei sintomi tipici di questo disturbo in questa fascia d’età. Dobbiamo quindi notare le situazioni in cui l’adolescente inizia ad andare male a scuola, si isola, ha scatti d’ira o commette azioni delinquenziali. Altri sintomi tipici della depressione sono variazioni nell’appetito, nel ritmo del sonno, perdita di energia, pensieri ricorrenti di morte o pensieri legati al suicidio e sensazione di sentirsi inutile.

Attenzione però: si può parlare di depressione solo se questi sintomi non sono collegati a degli eventi esterni accaduti al bambino. Come ad esempio la perdita di una persona cara, la scoperta di una malattia o un altro trauma.

Per fare diagnosi di depressione devono essere presenti almeno cinque sintomi per un minimo di due settimane e devono alterare e/o compromettere la vita quotidiana. Tali sintomi non devono essere conseguenti a malattie fisiche o ad uso di sostanze (DSM-5, 2014).

Le terapie psicologiche nella depressione dei bambini e degli adolescenti

Nelle linee guida dell’Associazione Pediatri Americani sono state presi in considerazione due tipi di psicoterapia, la terapia cognitivo comportamentale e la psicoterapia interpersonale, entrambe adattate alle esigenze degli adolescenti (Cheung, 2018).

La psicoterapia cognitivo comportamentale si basa sulla teoria per cui i pensieri influenzano i comportamenti e le emozioni, e viceversa. La terapia modifica pensieri e comportamenti del paziente per migliorare il suo umore. I passi più importanti sono: un aumento delle attività piacevoli, la riduzione dei pensieri negativi e l’insegnamento di tecniche di risoluzione dei problemi.

La psicoterapia interpersonale presuppone che problemi interpersonali possono causare, o amplificare, la depressione e che, a sua volta, la depressione può far nascere problemi interpersonali. Per questo il trattamento ha come obiettivo il miglioramento delle relazioni con gli altri in modo da risollevare l’umore. Anche i genitori sono coinvolti in alcune fasi della terapia.

Psicoterapia sistemico relazionale

In Italia è molto diffusa anche la Terapia Sistemico Relazionale. Questa considera i problemi psicologici come effetto della relazione del paziente con l’ambiente in cui vive, con la sua famiglia e con le altre persone importanti.

In questo tipo di terapia, così come anche nella Terapia Breve Strategica, viene utilizzato a volte un approccio indiretto al problema.

In alcuni casi il paziente, soprattutto se molto giovane, può addirittura non essere mai portato in seduta dal terapeuta e tutto il lavoro viene effettuato attraverso le indicazioni che vengono date alla famiglia.

L’idea è che se un determinato problema esiste è perché viene alimentato da tutti i tentativi che facciamo per cercare di risolverlo. Questi tentativi possono essere fatti tanto dal paziente, quanto dai suoi familiari. Si andrà pertanto ad intervenire proprio su questi tentativi per distruggere il disturbo dalle fondamenta. Non dimentichiamoci inoltre che è possibile che un adolescente depresso, ma anche un bambino irritabile, faccia uso di qualche tipo di droga. cosa che può portare ad un’alterazione dell’umore.

Dopo la terapia

Una depressione negli adolescenti non trattata adeguatamente, può causare problemi nello sviluppo sociale, cognitivo, emozionale e nelle relazioni familiari. Mentre se viene affrontata correttamente i risultati sono molto promettenti.

Le ricadute sono molto frequenti in questo tipo di disturbo (dal 20 al 60% tra uno e due anni dalla fine della terapia). E’ stato dimostrato che continuare la psicoterapia anche dopo aver risolto i sintomi più gravi, ci consente di ridurre notevolmente queste ricadute. (Cook, 2009)

Conclusioni

Come abbiamo visto è molto importante che il bambino, o l’adolescente depresso, possano sentirsi ascoltati nel più breve tempo possibile. Proprio per questo il ruolo del pediatra è fondamentale, trattandosi della prima figura di aiuto con cui il bambino si confronta. Se si instaura un buon rapporto con il pediatra sarà molto più semplice provvedere a indirizzare il ragazzo ad uno psicologo che possa seguirlo in modo più approfondito.

È bene quindi non ignorare i campanelli d’allarme, ma mantenere una posizione equilibrata riguardo il problema. Come abbiamo visto, infatti, non sempre è necessario intraprendere una vera e propria psicoterapia. Con sintomi lievi di depressione, può essere sufficiente tenere sotto controllo la situazione, mentre si insegna al ragazzo come affrontare le difficoltà che può incontrare nella vita quotidiana. Al tempo stesso, se dovesse essere necessario, è importante, in caso di sintomi di depressione media o grave, intervenire nel modo più adeguato e senza perdere tempo.

Andrea Iengo

Bibliografia

  1. Biondi M. (2014). DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico Dei Disturbi Mentali) American Psychiatric Association- Cortina Editore
  2. Castellazzi, V. L. (2018). Il test del disegno della persona sotto la pioggia. LAS.
  3. Castellazzi, V. L. (2021). Il test del disegno della figura umana. LAS.
  4. Cheung, A. H., Zuckerbrot, R. A., Jensen, P. S., Laraque, D., Stein, R. E., Levitt, A., … & GLAD-PC STEERING GROUP. (2018). Guidelines for adolescent depression in primary care (GLAD-PC): Part II. Treatment and ongoing management. Pediatrics, 141(3).
  5. Clarke, G., Hops, H., Lewinsohn, P. M., Andrews, J., Seeley, J. R., & Williams, J. (1992). Cognitive-behavioral group treatment of adolescent depression: Prediction of outcome. Behavior Therapy, 23(3), 341-354.
  6. Cook, M. N., Peterson, J., & Sheldon, C. (2009). Adolescent depression: an update and guide to clinical decision making. Psychiatry (Edgmont), 6(9), 17.

Sitografia

  1. https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/pediatria/disturbi-mentali-nei-bambini-e-negli-adolescenti/disturbi-depressivi-nei-bambini-e-negli-adolescenti (visitato in data 31/03/2022)
  2. https://www.stateofmind.it/psicoterapia-sistemico-relazionale/#la-psicoterapia-sistemico-relazionale-in-italia-mara-selvini-palazzoli-e-il-gruppo-di-milano (visitato in data 31/03/2022)
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