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Psicoterapia per la Depressione

Quando si cerca per la prima volta un aiuto psicologico è difficile orientarsi davanti al gran numero di approcci disponibili, come possiamo trovare quello adatto a noi?

Quante psicoterapie sono utili per la Depressione?

Quando si parla di psicoterapia per la Depressione ci si riferisce ad un insieme di attività che possono essere piuttosto diverse l’una dall’altra. Chi ha avuto modo di essere seguito da diversi terapeuti si sarà reso certamente conto delle differenze, anche sostanziali, tra un approccio e l’altro.

Esistono approcci che indagano il passato e altri che si concentrano sul presente. Approcci incentrati sulle emozioni, altri sulla ragione, approcci nei quali il terapeuta per lo più ascolta e altri nei quali interviene molto. Ci sono approcci che prevedono più sedute in una settimana, altri che prevedono un paio di sedute al mese e così via.

Quale psicoterapia scegliere?

Confrontandoci con questo tipo di realtà possiamo chiederci quale psicoterapia sia efficace nel trattamento della depressione. Questa domanda se la sono posta anche numerosi studiosi nel corso degli anni, anche se non è così facile trovare una risposta definitiva.

Nel 2016, Barth e colleghi hanno analizzato 198 ricerche fatte su un totale di 15.118 pazienti adulti. Lo studio ha considerato solo le situazioni in cui la psicoterapia non era associata con il trattamento farmacologico. Questo per evitare che i risultati fossero influenzati da fattori esterni. Sono state considerate tutte le possibili tipologie di ‘setting’ (1), viso a viso, telefonico, via internet, sia individuale che di gruppo.

La psicoterapia per la Depressione

Lo studio di Barth ha preso in considerazione 7 differenti tipologie di psicoterapia per la depressione in base alle loro caratteristiche:

  1. Psicoterapia Interpersonale: un approccio che considera fondamentale il ruolo delle relazioni interpersonali nello sviluppo della depressione, lavorando su queste per risolvere il disturbo. Rientra tra le terapie brevi, è una terapia limitata nel tempo, in genere tra le 12 e le 16 sedute (Bellino et al, 2014).
  2. ACT: la Acceptance and Commitment Therapy, è una delle terapie di terza ondata della terapia cognitivo-comportamentale. Essa è basata sulla consapevolezza, sulla piena attenzione e sulla capacità di accettazione delle difficoltà e sofferenze.
  3. Psicoterapia Cognitivo Comportamentale: si focalizza sull’impatto che i pensieri non funzionali o patologici hanno sul comportamento della persona. Utilizza modifiche sostanziali del ragionamento per correggere positivamente i pensieri alterati o non funzionali.  Vengono insegnate al paziente tecniche e comportamenti idonei per affrontare le situazioni stressanti.
  4. Problem Solving Therapy sono definite così le terapie che prevedono il chiarimento del problema e la messa a punto di più possibili soluzioni per ogni problema. Si elabora una strategia di uso di queste soluzioni e si attua la verifica dei risultati ottenuti applicando le soluzioni previste.
  5. Psicoterapia Psicodinamica: si concentra sul passato del paziente, partendo dal presupposto che le esperienze infantili, i conflitti passati irrisolti, e le relazioni storiche influenzano significativamente il funzionamento presente del paziente.
  6. Insegnamento di Competenze Sociali: è un tipo di terapia comportamentale in cui vengono insegnate al paziente le abilità per costruire e mantenere relazioni sociali.
  7. Sostegno Psicologico: vengono classificati qui i casi in cui non vengano utilizzate tecniche specifiche di altri approcci psicologici. Vengono sfruttati i fattori comuni a tutte le terapie, come l’aiutare le persone a parlare dei propri problemi e offrire un ascolto in modo autentico. Si manifesta l’intenzione onesta di comprenderne il punto di vista e le idee della persona, senza avere la fretta di interromperla per esprimere la propria opinione. Non vengono proposte soluzioni o insegnate nuove abilità. Ci si basa sul presupposto che discutere con gli altri di un problema possa portare di per sé sollievo.

I risultati

Da questa ricerca emerge che tutti i tipi di psicoterapia considerati hanno risultati della stessa importanza. Esse mostrano poche differenze l’una con l’altra, ma hanno differenze rilevanti rispetto al “gruppo di controllo” (2). Possiamo dire che sottoporsi ad una qualsiasi psicoterapia è meglio che non fare nulla.

E se la psicoterapia per la Depressione non funziona?

Se secondo questo studio tutte le psicoterapie funzionano per il trattamento della depressione perché esistono casi in cui effettivamente non funzionano?

Il motivo secondo i ricercatori è da attribuire alle differenze che esistono tra persona e persona. Possiamo dire che tutte le psicoterapie funzionano per trattare la depressione, ma non tutte funzionano con tutti.

Ad ognuno la sua psicoterapia quindi, ma quale debba essere, non si può stabilire a priori. È necessario, se un approccio non funziona, tentarne un altro fino a trovare quello adatto a sé, senza arrendersi al primo fallimento.

Andrea Iengo

Glossario

(1) il setting terapeutico “È definito da modalità spazio-temporali (caratteristiche della stanza in cui avviene la terapia, frequenza e durata delle sedute, pagamento ecc.) e da regole relative alla interazione tra terapeuta e paziente.” (da treccani.it)

 (2) gruppo di controllo: in un esperimento si confrontano i risultati delle persone sottoposte alla terapia (gruppo sperimentale) con quelli che non sono sottoposti alla terapia, quest’ultimo gruppo è detto “gruppo di controllo”

Bibliografia

Sitografia

https://en.wikipedia.org/wiki/Behavioral_activation  – sito visitato il 10-12-2021

https://it.wikipedia.org/wiki/Studio_clinico  – sito visitato il 10-12-2021

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