Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

RSA e buonumore

Le RSA accolgono anziani spesso non autosufficienti che necessitano di un’assistenza medica, infermieristica e riabilitativa costante. Il buonumore può essere un aiuto per la prevenzione contro la depressione geriatrica.

Nella gestione sociosanitaria delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), emerge con forza il bisogno di una “gestione umana”. Molte persone vivono, infatti, una condizione di isolamento affettivo, con contatti limitati o saltuari con i propri familiari. In questo contesto, il benessere psicologico e la socializzazione diventano pilastri fondamentali della cura e della prevenzione della depressione nella terza età.

RSA e Rotary Club

https://it.wikipedia.org/wiki/Rotary_InternationalNel gennaio 2026, il Rotary Club Distretto 2032 di Sanremo, presieduto dalla Prof.ssa Stefania Sandra, mi ha richiesto un parere come esperto EDA per individuare un’attività di Service efficace per gli ospiti di alcune RSA locali. In qualità di responsabile per la Liguria della European Depression Association, ho analizzato le diverse proposte sul tavolo.
Inizialmente, l’orientamento generale propendeva per approfondimenti tecnici, come consulenze medico-legali o incontri di aggiornamento su patologie diffuse quali l’ipertensione e il diabete. Tuttavia, l’esperienza sul campo dimostra come gli ospiti, pur consapevoli della propria condizione clinica, non sentano il bisogno di ulteriori nozioni teoriche sulle patologie da cui sono affetti. Sono temi, peraltro, già ampiamente e quotidianamente trattati dal personale medico interno.

La scelta: combattere l’apatia con la terapia del sorriso

Ho proposto quindi di concentrare gli sforzi e le risorse sul pericolo più insidioso e invisibile per la terza età: lo stato depressivo e l’isolamento. Invece di somministrare informazioni mediche che rischiavano di alimentare ansie o paure, abbiamo attivato un percorso sperimentale basato sull’intrattenimento di qualità come forma di supporto psichico. L’obiettivo centrale del Service è stato fin da subito chiaro. Bisognava contrastare l’apatia, stimolare le funzioni cognitive e promuovere il benessere emotivo attraverso la convivialità e il divertimento condiviso.

Le tappe del progetto pilota RSA e Umorismo

Il progetto si è articolato in due interventi pilota mirati della durata di 90 minuti ciascuno.  Distribuiti tra i mesi di marzo e aprile 2026, presso due RSA d’eccellenza del territorio Imperiese. Questo è stato possibile grazie alla preziosa sensibilità e collaborazione dei rispettivi direttori:

Attraverso il racconto di aneddoti, barzellette, quiz storici e momenti di partecipazione attiva, abbiamo trasformato i classici pomeriggi residenziali in occasioni di autentico scambio umano e culturale.

I risultati dei questionari: l’efficacia terapeutica del buonumore

Per misurare l’impatto e l’efficacia del Service in modo rigoroso, nei giorni successivi agli incontri sono stati somministrati questionari di gradimento a un campione di ospiti. L’analisi dei dati raccolti ha evidenziato un successo straordinario, confermando l’ipotesi scientifica di partenza: l’intrattenimento mirato ha un valore terapeutico preventivo e curativo.
I punti chiave emersi dall’analisi statistica e qualitativa includono:

Gradimento e coinvolgimento totale. La quasi totalità degli ospiti ha espresso il massimo punteggio riguardo all’atmosfera e al senso di accoglienza. Gli stimoli narrativi (barzellette e aneddoti) si sono rivelati uno strumento potente per risvegliare ricordi piacevoli, contrastando attivamente il senso di solitudine.

Desiderio di connessione e stimoli cognitivi. I quiz di attualità e cultura generale sono stati accolti con enorme entusiasmo. Questo dimostra che l’anziano conserva un forte desiderio di restare connesso con il mondo esterno, mantenendosi intellettualmente attivo e valorizzato.

La percezione del tempo. Un dato particolarmente significativo riguarda la percezione della durata dell’attività: ben il 50% del campione ha definito l’incontro “troppo corto”. In un contesto in cui le ore sono spesso scandite dalla monotonia, questo feedback rappresenta la prova più tangibile dell’entusiasmo generato.

Richiesta unanime di continuità. Il dato più straordinario emerge dalla volontà di replicare l’esperienza. Il 100% dei partecipanti ha espresso il desiderio che l’attività diventi un appuntamento regolare. Inoltre, i suggerimenti raccolti a margine (uscite di gruppo, giochi sensoriali, proiezioni di video storici locali) indicano una rinnovata vitalità e una ritrovata curiosità verso il futuro.

Conclusioni


I risultati ottenuti presso la Fondazione Orengo Demora e la Anni Azzurri Franchiolo dimostrano che questo modello di Service è necessario e perfettamente esportabile in altre realtà. È essenziale spostare il focus clinico dalla “malattia” o dalla “condizione esistenziale di fragilità” alla persona nella sua interezza e alla sua capacità di sorridere. Esso permette di prevenire efficacemente le derive depressive, migliorando sensibilmente la qualità della vita residenziale.
Questo progetto pilota dimostra concretamente che, con un impegno di Service mirato e strutturato, può fare una differenza profonda nella vita degli anziani. Esso contribuisce a trasformare le RSA da luoghi di pura assistenza sanitaria a spazi di vita attiva, inclusione e benessere emotivo.

Gianluca Lisa

Bibliografia

  1. Berk, L. S., & Tan, S. A. (2014). The psychoneuroimmunology of mirthful
  2. Kitwood, T. (1997). Dementia Reconsidered: The Person Comes First. Open University Press.
  3. Koren, M. J. (2010). Person-centered care for nursing home residents: The culture-change movement.
  4. Livingston, G., Huntley, J., Sommerlad, A., et al. (2020). Dementia prevention, intervention, and care: 2020 report of the Lancet Commission. The Lancet, 396(10248), 413-446.
  5. Low, L. F., Goodenough, B., Fletcher, F., et al. (2014). The SMILE study: a randomized controlled trial of humorous interventions for residents in nursing homes. Journal of the American Medical Directors Association (JAMDA), 15(7), 493-499.

Disegno di Gianluca Lisa “RSA, buonumore e il tesoro della vita”, 2026, per gentile concessione.

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