Introduzione
Il lutto è il tema della canzone “Qui con me”, che Serena Brancale porta al Festival di Sanremo 2026 dedicando il brano alla madre scomparsa nel 2020. Il testo si costruisce come un dialogo sospeso tra terra e cielo, dove l’assenza non viene negata ma trasformata in presenza interiore. “E non cambierà quella complicità che da bambina cercavo nei tuoi occhi e che per sempre mi accompagnerà“ (Bracale, 2026).
Quando canta di somiglianze, mani, voce e gesti ereditati, l’artista racconta un’esperienza comune: nel lutto la mente cerca continuità per non essere travolta dal vuoto.
Lutto e attaccamento: il legame che continua
La teoria dell’attaccamento di John Bowlby (1980) spiega che la separazione da una figura amata attiva un sistema di allarme profondo e primitivo. Nel lutto, questo sistema cerca la persona perduta attraverso ricordi, oggetti e rituali quotidiani che restituiscano una sensazione di vicinanza.
La frase “Due gocce d’acqua non si perdono nel mare mai” riflette la continuità del legame profondo. Esprime il bisogno di non lasciarsi inghiottire dal vuoto. Non è illusione, ma un modo umano di mantenere vivo il legame affettivo mentre la realtà della perdita viene lentamente accettata.
La Brancale ha scelto di indossare l’abito della madre nella serata finale di Sanremo, trasformando un gesto estetico in atto simbolico. L’abito può essere letto come un “oggetto ponte”, cioè un elemento concreto che sostiene la regolazione emotiva durante l’elaborazione del lutto. L’oggetto che rimanda al defunto rappresenta una traccia tangibile del legame e aiuta a ridurre l’angoscia di separazione, aumentando la vicinanza percepita.
Gli oggetti ponte diventano problematici quando assumono un ruolo totalizzante e dominante nella vita quotidiana, occupando uno spazio centrale e insostituibile. In questi casi non favoriscono l’integrazione del lutto, ma possono alimentare un circuito di pensieri ripetitivi e l’evitamento della realtà della perdita.
Qui risiede la differenza tra integrazione del lutto e il lutto che si cristallizza in una sofferenza persistente. Regolazione emotiva significa riportare l’intensità del dolore a un livello tollerabile, senza negarlo e senza esserne sopraffatti. In questa prospettiva, il lutto non è solo sofferenza ma processo dinamico di riorganizzazione del legame.
Dal lutto fisiologico al lutto prolungato
La recente review di Carmassi et al. (2023) chiarisce che il lutto acuto è una risposta naturale e universale. Di solito evolve, in modo non lineare, verso un lutto integrato. Nei primi mesi sono frequenti nostalgia intensa, pensieri ricorrenti e momenti di profonda tristezza alternati a fasi di maggiore equilibrio.
Con il tempo, nella maggior parte delle persone, il dolore diventa meno continuo e si integra nella storia personale. Nel disturbo da lutto prolungato il desiderio per il defunto resta quotidiano e invariato per mesi, accompagnato da evitamento, isolamento e marcata compromissione del funzionamento. La differenza non è nell’intensità iniziale del dolore, ma nella sua evoluzione e nella capacità di riprendere interessi e relazioni.
Nel disturbo da lutto prolungato (Prolonged Grief Disorder, PGD) la persona fa fatica a passare dal lutto acuto a quello integrato. Nel DSM-5-TR la durata minima è 12 mesi (6 mesi nei bambini), con sintomi persistenti e compromissione del funzionamento (DSM-5-TR, 2022). Tra i fattori di rischio descritti da Carmassi et al. (2023) figurano ruminazione, evitamento, relazione di dipendenza con il defunto e scarso supporto sociale.
Lutto: quando bisogna chiedere aiuto
“Qui con me” racconta un lutto che conserva tenerezza e senso, segnale di integrazione possibile. È opportuno chiedere aiuto se l’insonnia persiste per settimane e la stanchezza diventa invalidante. È importante rivolgersi a un professionista se l’isolamento cresce e la vita quotidiana perde significato in modo stabile. Occorre cercare supporto immediato se compaiono pensieri di morte o desiderio di raggiungere la persona scomparsa.
Il lutto è parte dell’esperienza umana. Diventa patologico quando si trasforma in una prigione silenziosa. Nel lutto fisiologico vi è dolore intenso alternato a momenti di sollievo, capacità di provare ancora piacere senza compromissione del funzionamento quotidiano. Segnali allarmanti di possibile evoluzione verso il disturbo da lutto prolungato o depressione includono nostalgia quasi quotidiana e invariata nel tempo, accompagnata da evitamento sistematico. Esso è un comportamento disfunzionale in cui una persona evita costantemente situazioni, persone o pensieri temuti per ridurre ansia e il disagio psichico.
Altri segnali comprendono senso persistente che la vita non abbia significato, isolamento marcato, progressiva perdita di interessi e difficoltà a riprendere attività quotidiane e sociali (Shear, 2015).
Riflessioni
Sanremo 2026, con “Qui con me”, porta sul palco una verità semplice: il lutto per la perdita di una persona cara è un’esperienza umana intensa e universale. Custodire un’assenza senza diventarne prigionieri è, nella maggior parte dei casi, un percorso fisiologico che non evolve in disturbi psichici.
In presenza di fattori di rischio personali o ambientali, il lutto può complicarsi in disturbo da lutto prolungato o disturbi dell’umore clinicamente significativi.
Rivolgersi a professionisti della salute mentale, come psicologi o psichiatri, può favorire una elaborazione più sana della perdita e prevenire evoluzioni più gravi. L’amore che resta può diventare una risorsa, se si trasforma in memoria viva e non in una gabbia che blocca il presente.
Questo è il cuore dell’elaborazione del lutto: non cancellare chi non c’è più, ma integrare la perdita nella propria storia. “Quanta vita ruba il tempo / Oltre i limiti, ti sento / So che sei ancora qui con me / Con me, con me”.
Antonella Litta
Bibliografia
- Brancale S. Qui con me. Sanremo 2026. Disponibile su YouTube. https://www.youtube.com/watch?v=TITFSao2Tds
- Bowlby J. Attaccamento e perdita. Volume 3: Perdita, tristezza e depressione. 1980.
- Carmassi C, Amatori G, Cappelli A, et al. Lutto: dalla reazione fisiologica al disturbo da lutto prolungato. Rivista di Psichiatria. 2023;58:154-159.
- DSM-5-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition, Text Revision. American Psychiatric Association. 2022.
- Shear MK. Complicated grief. New England Journal of Medicine. 2015;372:153-160.
Foto di Antonella Litta, “Il lutto e Qui con me”, 2026







