Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

Arte ed emozioni nel Caravaggio

L’evoluzione umana ha approdato a sublimi forme di comunicazione che appartengono ad una realtà universale che è l’arte. Essa è depositaria di messaggi ancestrali. Ogni epoca si è avvalsa della rappresentazione artistica per parlare, comunicare, commuovere, curare. Il simbolismo nell’arte è la fonte di ispirazione per chi la produce ed il nutrimento per chi la fruisce. L’illuminata arte del Caravaggio ne è una viva testimonianza.

Introduzione

La rappresentazione artistica, in qualsiasi forma venga esperita è uno strumento comunicativo di idee e concetti ed è, altresì, profondamente evocativa di stati di animo e di riflessioni. L’elemento che veicola questi messaggi sono le emozioni, che prorompono dalle opere e suscitano memorie, sensazioni, percezioni. Sono queste a dare vita e senso a quel linguaggio interiore che mette in relazione le due sensibilità, dell’artista e del fruitore. In un tale contesto di analisi-interpretativa vogliamo prendere come modello di riferimento un genio della pittura del 500-600: Michelangelo Merisi, detto Il Caravaggio. Definito da più voci il pittore maledetto. Le caratteristiche della sua personalità sono ancora discusse e controverse.

La vita di un genio pittorico: Caravaggio

Della vita di Caravaggio siamo a conoscenza, di certo, di una infanzia travagliata e sofferta per l’epidemia della peste e per la morte improvvisa del padre. La perdita di questa figura di riferimento nella vita infantile e adolescenziale ha influito negativamente sullo sviluppo, sulla maturazione emotiva-cognitiva e sul comportamento dell’artista.

Il vuoto affettivo non gli ha permesso di conoscere il valore e il significato dei sentimenti rendendolo altresì incapace di un regolare controllo delle emozioni. Questo aspetto ha condizionato gravemente la sua vita e quella di relazione rendendola imprevedibile e soprattutto istintiva, ribelle e spesso violenta. La perdita della madre segue di alcuni anni quella del padre. Anche con lei i rapporti hanno risentito di una distanza affettiva dovuta al ripiegamento della donna sul proprio dolore esistenziale. Ancora una volta si amplia nell’artista quel vuoto interiore preesistente reso più doloroso da un rapporto distante e non protettivo. Quello con la figura materna.   

All’età di tredici anni viene mandato dalla madre a Milano a bottega da un pittore per imparare il mestiere. In questo periodo di tempo, durato forse quattro anni, il Caravaggio apprende la tecnica pittorica. Ora si sente pronto al grande salto nella città eterna. Ha ventuno anni.

A Roma gode della protezione dei Borromei, e dei nobili Sforza-Colonna come di altri aristocratici, nobili e prelati. Durante il soggiorno nella capitale compone le prime opere importanti. Il suo stile pittorico si rivela presto innovativo e personale mentre suscita le lodi e l’ammirazione di tutti. Ma anche tanta invidia.

Caravaggio dominato dalle emozioni

Caravaggio impegna le sue risorse creative e il suo talento consapevole della sua bravura. Vuole avere successo forse anche primeggiare e rendere unica la sua arte. Sembra emergere nell’artista un bisogno di rivalsa e di centralità nella scena pubblica come a riscattarsi da una vita che era stata ingiusta e crudele nei suoi confronti.

La rabbia sembra prendere il sopravvento e dominare le sue azioni. Non declina gli inviti e i soggiorni negli ambienti alti ma non accetta condizionamenti e regole. La sua libertà lo rimanda a vivere senza regole e assecondando solo il suo istinto. Un coacervo di emozioni sembra dominare l’artista che non riesce a regolare e gestire in maniera adattiva. Il pennello diventa l’arma di difesa più efficace a soddisfare i suoi bisogni volti a consolidare il suo narcisismo.  La genialità artistica è il frutto della sua formazione, ma soprattutto esprime la forza dirompente e propulsiva delle sue emozioni.

Le opere di Caravaggio sono di suggestivo effetto scenico tanto da creare la sensazione di essere di fronte ad un “teatro degli affetti” (D’Orazio, 2014). Anche Leonardo da Vinci, un secolo prima, aveva dedicato una parte della sua vasta ricerca in pittura alla necessaria modalità di sapere rappresentare le emozioni. “Farai le figure in tale atto, il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell’animo; altrimenti la tua arte non sarà laudabile” (Wikisource).

Caravaggio non nasconde la sua irruenza e il suo carattere fumantino e si presta ad ogni situazione di sfida e di risse. Le denunce nei suoi confronti sono diverse, compresa una grave accusa di omicidio. Frequenta ambienti malfamati, bordelli e osterie.  In ogni situazione sembra voler emergere e distinguersi dagli altri. In effetti ci riesce anche se più volte costretto a fughe rocambolesche di cui l’ultima fatale. Caravaggio sembra impostare la sua esistenza ponendosi in lotta contro la società.

Bacco”, Caravaggio, 1595-97 circa. Galleria degli Uffizi. Firenze.

L’opera pittorica di Caravaggio

Nella sua pittura emerge la realtà drammatica in cui vive l’uomo; i protagonisti delle sue opere sono gente umile, amici di bettole e compagni di litigi e discussioni anche violente. Amori di una notte e prostitute.  Il tema espresso utilizza un linguaggio coerente di cui luce e ombra sono i protagonisti assoluti (Guasti et al., 2016).

La sua pittura risente del naturalismo lombardo ma fa un uso proprio dei colori da essere definito il pittore della luce, dell’ombra. L’uso di questi due contrasti mira a dare pieno risalto alle scene, ai personaggi e alle cose cui conferisce, attributi e significati mistici. Essi traspaiano dai molti elementi gestuali, espressivi, di composizione scenica che compongono l’opera. Si ritiene che il verismo e la naturalezza delle sue tele mirino a qualcosa di trascendente (De Plato, 2023).

Arte ed emozioni

Cogliere le emozioni e i suoi correlati in un’opera d’arte significa andare oltre le apparenze. Significa andare oltre la complessiva rappresentazione delle forme, delle linee, dei colori, degli spazi e degli effetti immediati. Significa cogliere l’artista nel suo stile pittorico, nel contenuto dell’opera, nell’espressività dei volti, nell’intensità e nell’uso dei colori, nella costruzione della realtà ecc.

La creatività del Caravaggio è pienamente compresa se è anche riferita alla sua formazione artistica e alla sua esperienza di vita. Fondamentali sono Il contesto storico e sociale in cui vive, interagisce e si struttura. È dalla interrelazione di questi elementi, che si struttura la personalità, la soggettività, il carattere e il vissuto dell’artista. Una completa e approfondita analisi permette di comprendere, alla fine, il senso emotivo veicolato dall’opera e le intenzioni di Caravaggio.

L’esperienza artistica e il superamento della solitudine

L’apprezzamento di un’opera d’arte può diventare un’esperienza sociale che ci mette in relazione con l’altro

Il messaggio artistico a volte si traduce in un’esperienza estetica intensa, catartica, di liberazione emotiva. Altre volte arreca emozioni contrastanti e talora disturbanti. Ma non è mai inespressivo o neutrale. Da un lato è una esperienza conoscitiva in cui si entra nel tempo e nel luogo dell’altro superando i confini abituali del nostro vivere. Dall’altro l’opera d’arte è un veicolo di messaggi emozionali che scova il fondo della nostra interiorità e suscita una serie di riflessioni e di sensazioni.

Vivere l’opera realizza un momento di piena condivisione con l’artista e favorisce l’uscita da momenti di solitudine e disconnessione sociale. L’esperienza estetica diventa pertanto il momento del dialogo e della conoscenza. L’arte ha un linguaggio universale che noi interpretiamo e valutiamo alla luce della nostra esperienza e della nostra cultura. Da questa interrelazione comunicativa si modifica il senso di sé stessi e della vita. Così come avviene per le importanti impressioni di cui è piena la nostra esistenza.

Riflessioni

Questo modello interpretativo permette di cogliere la similitudine con un setting terapeutico o di consulenza. Laddove l’incontro medico-paziente avviene in un contesto basato sull’ascolto, sulla trasmissione-ricezione di emozioni senza trascurare la globalità della persona nei suoi aspetti intra e intersoggettivi. È in questa dualità multifattoriale e multidimensionale che si struttura la conoscenza e prende l’avvio la cura. Anche l’arte può essere una terapia bidirezionale per l’autore e il fruitore.

L’arteterapia si è dimostrato uno strumento sicuro e affidabile per il trattamento non solo della depressione ma anche di altri disturbi mentali (Brandao Viegas et al., 2019).

Alla base della esperienza estetica entrano in azione aree e funzioni cerebrali cognitive ed emotive. Le esperienze estetiche sono dovute ad un sistema di connessioni cerebrali tra corteccia, aree visive, aree orbito-frontali e centri emozionali del sistema limbico. Da questi meccanismi interattivi neurobiologici deriva un senso di gratificazione e di piacere in cui il sistema dopaminergico ha un ruolo essenziale.

Enza Maierà

Bibliografia

  1. Brandão Viégas FM, Ventura Silva C, Kleber R et al. Art as a Therapeutic Tool in Depressive Disorders: a Systematic Review of the Literature Psychiatr. Q, 2019 Dec; 90(4):871-882.  doi: 10.1007/s11126-019-09672-x.
  2. De Plato G, Caravaggio, la luce e l buio della mente, Libri Scheiwiller, 2023
  3. D’Orazio C. Caravaggio segreto, ed. Pickwick, 2014
  4. Guasti A, Neri F. L’opera pittorica completa. Caravaggio Rusconi libri S.P.A. 2016
  5. Wikisource Trattato della pittura di Leonardo da Vinci, (Primo volume parte terza, n.290), Unione Cooperative editrice, Roma,1890. 

Foto: “Il riposo durante la fuga in Egitto”, Caravaggio, 1594-1595 circa. Roma, Galleria Doria Pamphilj – Wikipedia immagini, pubblico dominio.

Foto: “Bacco”, Caravaggio, 1595-97 circa. Galleria degli Uffizi. Firenze. Wikipedia immagini, pubblico dominio.

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Arte ed emozioni nel Caravaggio -Il riposo durante la fuga in Egitto.

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