Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

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Arte e psiche

Spesso l’arte è stata riletta come “uno strumento” per comprendere gli aspetti più profondi dell’animo umano. Ogni persona è alla ricerca di qualcosa che calmi le proprie inquietudini e l’artista spesso con il suo “atto” creativo si cura le proprie ferite. Questo articolo rilegge dei periodi artistici alla luce del significato psichico che c’è alla base di alcuni sentimenti umani

Introduzione

In molti hanno evidenziato il rapporto esistente fra l’arte, la creatività e la psiche. Molti artisti prediligono esprimere i propri vissuti trasformandoli in prodotti creativi, oppure in un messaggio per un pubblico più vasto. Le opere d’arte, infatti possono riflettere i movimenti dell’inconscio. Il Filosofo Merleau-Ponty interpretando le opere di Cézanne, ad esempio, aveva studiato la relazione tra il vissuto dell’artista e la sua creazione artistica. Come afferma lo psicoanalista francese Lacan “ogni arte si caratterizza per una certa modalità di organizzazione attorno ad un vuoto” facendo riferimento al vuoto esistenziale che contraddistingue ogni uomo. L’opera d’arte nasce, pertanto, dallo sviluppo di un equilibrio tra ciò che va illustrato con delle forme e la parte più profonda di noi. La sua potenza, sta nel poter descrive ciò che apparentemente è indescrivibile, ovvero il “vuoto esistenziale”.

L’arte dell’Espressionismo

Spesso le modalità di espressione artistica si sono evolute nel tempo aggregando linguaggi e stili che hanno preso la forma di “correnti artistiche”. L’Espressionismo, ad esempio, si affida alla spontaneità e all’immediatezza della forma espressiva, in opposizione al perbenismo borghese. Il movimento fondato da Kandinsky produce un’arte che viene ritenuta essenzialmente espressione di contenuti interiori: alla rappresentazione della realtà vengono contrapposte la libertà dell’istinto e l’autonomia della forma.

L’arte del Cubismo

Spesso il vuoto esistenziale ha assunto una eco politica sociologica come ad esempio ci ha comunicato il movimento cubista con il suo più grande rappresentate ovvero Picasso.

All’inizio del secolo la coscienza delle disparità presenti nel sistema sociale e politico si riflette in un diffuso spirito di contestazione. Il cubismo compie una revisione, una scomposizione ed un’analisi delle strutture visive del reale. Esso nega la prospettiva, considerando l’arte non come una rappresentazione del mondo, ma come un’azione che si compie. L’arte è come il modello di un lavoro creativo in opposizione alle visioni proprie della produzione industriale e della borghesia capitalista.

L’arte del Surrealismo

Il Surrealismo, invece, rappresentò la dimensione del sogno, al di là della realtà. Ispirandosi alla pittura metafisica, i surrealisti affermano l’esigenza di esprimere, anche nello stato di veglia, le forze inconsce dell’uomo. A tale scopo utilizzano le più diverse tecniche artistiche e mirano ad un’arte impegnata, tesa a ricostituire la coscienza e la società umana. Juan Mirò, artista spagnolo, realizza opere dalla caratteristica atmosfera, composte da grafismi elementari, vivaci e coloratissimi. Salvador Dalì, pittore spagnolo dall’estro brillante e fantasioso, realizza opere ispirate alla psicoanalisi freudiana. Esse sono basate su associazioni di tipo onirico di oggetti diversi e situazioni anomale, con effetti strani e bizzarri. Ricordiamo la sua inquietante Crocifissione.

L’artista e il suo lato interiore

Secondo Freud “l’arte costituisce un regno intermedio tra la realtà (che frustra i desideri), e il mondo della fantasia (che li appaga)”. L’artista è, originariamente un uomo che lascia che i suoi desideri di amore e di gloria si realizzino nella vita di fantasia.  Egli trova però la via per ritornare dal mondo della fantasia in quello della realtà. Grazie alle sue opere artistiche che con particolari attitudini, traducono le fantasie in una nuova specie di cose vere, che vengono apprezzate dagli uomini. Così, in certo modo, egli diventa veramente l’eroe o il creatore di un personaggio da raccontare e di cui si parlerà. L’arte per Freud costituisce una soddisfazione dei desideri, che costituisce un ponte tra la vita reale e il mondo fantastico dell’illusione.

Per tale motivo l’arte è sempre stata di grande interesse per gli studiosi della psiche anche perché sempre più nel tempo non solo si è affinato il metodo di interpretazione dell’arte stessa ma è diventato strumento di cura. Costruire il proprio benessere passa attraverso il giusto bilanciamento tra la realtà e l’immaginazione. Proprio come fanno gli artisti che creano la loro arte prima dentro di sé per poi renderla apprezzabile da tutti noi.

Leonardo Mendolicchio

Bigliografia

  • M. MERLEAU-PONTY – Senso e non senso, Il Saggiatore-Garzanti Milano 1962.
  • Lacan, Il Seminario. Libro VII, cit., p. 165.
  • J. P. WEBER – Psicologia dell’arte, P. U. F. 1970
  • R. ARNHEIM – Verso una psicologia dell’arte, Einaudi Torino 1969.
  • Freud S., Psicoanalisi dell’arte e della letteratura, Newton Roma 1993.
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