Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

Malattia e prevenzione

La malattia accompagna l’uomo fin dalla nascita, ne consegue una fragilità insita nella vita stessa. La suscettibilità alle malattie è correlata agli eventi di vita ed alla loro elaborazione.

Introduzione

La malattia, dal latino morbus, fin dall’antichità è stata descritta da diversi popoli, quali egizi, romani, greci. Tucidide, ad Atene già nel 430 a.C., aveva osservato che se ci ammalava di vaiolo e se si sopravviveva non si manifestava nuovamente la malattia. La prevenzione della patologia, che fosse infettiva o di altro tipo, è stata studiata nei secoli ed ha radici lontane nella storia dell’uomo. Sicuramente una vasta letteratura scientifica mette in luce la relazione tra la risposta immunitaria dell’uomo rispetto a un circolo: il cervello, il microbiota, e il sistema endocrino. Inoltre, lo stress incide notevolmente sul sistema simpatico, sul sistema immunitario e su quello nervoso dell’uomo (Levato, 2026).

“The Tree of Life”, G. Klimt, 1909, immagine di pubblico dominio, Wikipedia

La prevenzione della malattia si fa considerando il circolo vizioso che crea lo stress correlato a traumi (fisici, psichici), il sistema immunitario, il microbiota e la qualità della vita. Un’infiammazione cronica può essere responsabile della malattia.

Ricerche scientifiche

Nel 1986 Rita Levi Montalcini ricevette il Premio Nobel per la Medicina, che le era stato assegnato per la scoperta del Fattore BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor). La sua funzione si rileva a diversi livelli, difende le cellule cerebrali e ne cura i danni aumentando la plasticità e le diverse connessioni. La sua concentrazione è preservata da stile di vita sano ed attività fisica. Il BDNF agisce come fattore di crescita ai diversi livelli del sistema nervoso centrale e periferico, migliorando la neuroplasticità nell’uomo. Tale fattore sembra correlato a molte malattie degenerative e anche alla depressione.

Talvolta i tumori cerebrali come i gliomi possono utilizzare il BDNF per crescere più velocemente. Lo stesso Umberto Veronesi scriveva sulle falle del sistema immunitario nello sviluppo del tumore nell’uomo. I traumi e lo stress sono correlati ai tumori anche se nell’uomo non si è riusciti a dimostrarlo scientificamente rispetto agli animali, in laboratorio. Il professore Veronesi scriveva che anche i virus o i batteri possono essere usati nel veicolare la terapia molecolare, in modo positivo (Mariani, 2010).

Biochimica, prevenzione e malattia

La prevenzione delle malattie nell’uomo meriterebbe un lungo e approfondito discorso, qui mi limiterò a descrivere i punti più salienti. Una vasta letteratura dimostra che la qualità di vita, tra cui lo sport (corsa e nuoto) e alcuni cibi, aumentano la produzione delle neurotrofine. Lo stress agisce con un aumento di cortisolo e deficit del sistema immunitario; malattie come ansia e depressione le riducono.

La produzione delle neurotrofine scoperte R. Levi-Montalcini (Salcioli, 2025), di cui il fattore di crescita neuronale (NGF) e il fattore neurotrofico neuronale (BDNF), sono essenziali per lo sviluppo e la crescita neuronale, soprattutto nella trasmissione sinaptica. Quest’ultima incide non solo sulla crescita neuronale ma anche sulla plasticità sinaptica e sulle funzione cognitive (diminuiscono nella depressione). Il BDNF migliora la memoria, l’attenzione, regola il metabolismo del glucosio e l’omeostasi energetica. Essa diminuisce notevolmente nelle malattie degenerative come Demenza, Parkinson, Sclerosi multipla ecc. Inoltre, il BDNF è considerato un fattore sensibile a stress, ansia e depressione: esse ne riducono la produzione.

Lo sport agisce direttamente nel mRNA che codifica il BDNF. Preserva le neurotrofine e la qualità di vita, tra cui il cibo e il sonno. Dormire bene almeno 6-8 ore per notte incide moltissimo e riduce i livelli di cortisolo (Melani, 2021).

Secondo Veronesi sia i virus che i batteri possono avere un ruolo positivo nel nostro organismo. Basti pensare al microbiota intestinale su cui bisognerebbe soffermarsi ma mi limiterò ad una breve riflessione. Gli stessi vaccini, che nei secoli sono stati studiati, hanno salvato molte persone e debellato delle malattie: è fondamentale ricordarne la loro funzione.

Aspetti psicodinamici della malattia

“Le malattie organiche sono minacce per la vita, le malattie mentali sono attentati alla libertà” (Henri Ey, 1960). In generale il malato non è libero, tale concetto è rappresentato dai diversi gradi di limitazione da cui è affetto. Anche per la psicoanalista Klein i quadri depressivi della vita adulta hanno radici lontane, nei primi mesi di vita. Secondo la scuola psicodinamica Kleiniana, sono interpretabili come attivazione e sviluppo di esperienze fantasmatiche precoci di perdita (Posizione Depressiva).

Secondo Freud il trauma anche se non è recente può creare conflitti e, soprattutto, se non elaborati si possono manifestare nell’età adulta con patologie psicosomatiche. Jung, allievo di Freud, successivamente segue un altro filone di psicoanalisi. Secondo la sua teoria i traumi passati risiedono nel presente. Non vi è una disconnessione tra corpo e mente e soprattutto il materiale inconscio se non elaborato può manifestarsi con diverse patologie (Barbieri, 2017). Ma sono soprattutto le emozioni e lo stress che interferiscono con le diverse funzioni vitali nell’uomo. La malattia mette in relazione, amplificandone anche i contenuti inconsci che l’Io tende a mascherare (Bracci, 2025).

La dinamica della malattia considerata un “inciampo” talvolta permette all’uomo un risveglio in quanto prende coscienza della propria fragilità (Cancrini, 2018). Quest’ultima ci riporta all’archetipo dell’inconscio collettivo. Bion analizza la dinamica del dolore correlato alla malattia nelle patologie più gravi, come i tumori, il diabete ecc. La paura, l’angoscia e il dolore in alcuni casi portano alla scissione, o alla proiezione, come difese dell’Io.

Secondo lo psicanalista questi elementi si manifestano con un blocco della comunicazione delle emozioni, e ad una stasi relazionale. Secondo Bion la psicoterapia di gruppo con la condivisione dell’esperienza traumatica permette integrazione e simultaneità nella gruppalità (Valera, 2015).

Conclusioni

L’uomo è orientato verso una vita senza la malattia. Quest’ultima nel confronto con la fragilità e la vulnerabilità umana non è di facile accettazione. È sicuramente quest’ultimo concetto che rappresenta il vissuto della persona e che talvolta si accompagna a depressione e a disturbi d’ansia. Infatti, dipende dal tipo di personalità riuscire ad accettare ed elaborare la malattia. Considerandola come un “inciampo” e proseguire la propria vita, facendo tesoro di questa esperienza e accettandone il limite e la propria fragilità.

È di fondamentale importanza riuscire a modificare lo stile di vita con l’obiettivo di fare prevenzione a seconda delle abitudini di una persona.

Maria Efisia Meloni

Bibliografia

  1. Bracci A. Psicosomatica: il significato della malattia. La dialettica mente e corpo. 26 novembre 2021 https://meer.com
  2. De Cusatis B.N.: La peste di Atene, la pandemia al tempo di Tucidide. 21 novembre 2021 https://www.barbadillo.it
  3. Galimberti D. Immunità innata ed adattiva nell’invecchiamento e nella longevità. 14 aprile 2023 https://damianogalimberti.it
  4. Levato G. Il cervello si pulisce mentre dormi, se dormi male i rifiuti restano. Mondo Sanità, 3 agosto 2026 https://www.mondosanità.it
  5. Mariani C. Veronesi, tra ricerca contro i tumori e il nucleare. https://www.liberoquotidiano.it
  6. Morelli F.: Digiuno, esercizio fisico e BDNF: un’associazione chiave nella malattia di Alzheimer. 6 febbraio 2023 https://medicinaintegratanews.it
  7. Il digiuno secondo Umberto Veronesi. 8 febbraio 2023. https://www.nutrientiesupplementi.it

Foto: Envato Elements

Foto: “The Tree of Life”, G. Klimt, 1909, immagine di pubblico dominio, Wikipedia, By Gustav Klimt – thewholegardenwillbow.wordpress.com, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=12391960  

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