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Stili di vita, depressione e struttura del cervello

Gli stili di vita sani influiscono sul benessere fisico e psicologico delle persone. Questi stili di vita riducono anche il rischio di sviluppare la depressione. Sono queste affermazioni risapute e consolidate. Ma come agiscono sul corpo umano e sul cervello? La ricerca scientifica inizia a fare chiarezza.

Per incominciare

Una buona qualità della vita è un elemento fondamentale per il benessere fisico e psicologico delle persone. Stili di vita adeguati riducono il rischio dello sviluppo di patologie psichiatriche, così come la depressione.

Una ricerca scientifica condotta dal gruppo di Yuje Zhao dell’Università di Shangai in Cina su più di 300 mila partecipanti ha studiato questa relazione (Zhao et al., 2023).  I ricercatori hanno evidenziato e selezionato sette stili di vita importanti nella depressione. L’attenzione è caduta, in particolare, sul consumo di alcol, sulla dieta, sull’attività fisica, sul sonno, sul fumo di sigarette, sul comportamento sedentario e sulle relazioni sociali. Questi stili di vita possono influenzare e modificare l’equilibrio psicofisico delle persone affette da depressione. Le conseguenze non sono solo psicologiche. Gli stili di vita modificano la struttura di alcune zone del cervello. Agiscono, inoltre, su diversi sistemi biologici. Così come descritto in altre recenti ricerche, è questa la curiosità (Haehner et al., 2024; Firth et al., 2020).

Stili di vita e sistemi biologici coinvolti nella depressione

Non è facile evidenziare i meccanismi biologici con i quali gli stili di vita aumentano il rischio di depressione. Essi sono complessi e numerosi. È un insieme di aspetti genetici, comportamentali e neurobiologici. Innanzitutto, sono state scoperte alterazioni delle sostanze responsabili nella trasmissione degli impulsi tra le cellule nervose, i cosiddetti neurotrasmettori. È immaginabile come la disfunzione di queste molecoline possa causare gravi conseguenze sull’intero sistema neurologico cerebrale e periferico (Ait Tayeb et al., 2013).

Altre alterazioni provocate da stili di vita inadeguati o non sani vedono il coinvolgimento del sistema immunitario. E non solo. Anche le reazioni infiammatorie  sono coinvolte in questo processo. Per non parlare delle conseguenze che questi ultimi due meccanismi possono avere sull’età. Eventi stressanti che si verificano nell’età avanzata accelerano i normali processi di invecchiamento, favorendo il declino cognitivo del cervello (Kiumaki et al., 2023).

Coinvolti altri stili di vita

Tra gli stili di vita analizzati dalla ricerca di Zhao, l’alterazione del sonno e una ridotta attività fisica possono alterare l’equilibrio dell’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA). Anche le condizioni sociali caratterizzate da elevati livelli di stress possono modificare l’equilibrio del sistema immunitario. Un sonno adeguato e regolare, invece, migliora i meccanismi che attivano la crescita delle sinapsi nell’ippocampo. In questo modo sono ottimizzate le risposte emotive messe alla prova da fattori stressanti.  Tutte queste alterazioni associate agli stili di vita sono considerate essere fattori di rischio per l’insorgenza della depressione.

Un altro stile di vita fortemente implicato nell’equilibrio dell’umore è l’alimentazione e la sua azione sulla flora intestinale. Il ruolo della flora batterica (microbioma intestinale) sulla depressione è dimostrato dalla ricerca scientifica.  «Mens sana in… “intestino”».  Anche l’esercizio fisico migliora la qualità del microbioma intestinale. Esiste una stretta associazione tra una flora batterica intestinale malata, frutto di stili di vita non sani, e lo sviluppo della depressione (Firth et al., 2020).  

Diamo un po’ di numeri

Lo studio di Zhang ha rilevato che una dieta adeguata riduce il rischio di depressione del 6%. Altri dati sono rilevanti in questo studio. Dando un po’ di numeri la ricerca mostra che una regolare attività fisica riduce il rischio di depressione del 14%. Le persone che non fumano sigarette hanno un rischio ridotto di sviluppare depressione del 20%. Anche un buono ritmo sonno/veglia riduce il rischio di depressione del 22%, mentre un buon supporto sociale e relazionale riduce il rischio di depressione del 18%.

Stili di vita adeguati e sani riducono, quindi, il rischio di sviluppare la depressione.

Stili di vita e alterazioni di meccanismi biologici e di aree del cervello

Le persone che hanno stili di vita sani hanno un volume più ampio delle cortecce orbitofrontale e prefrontale. Queste sono aree del cervello che sono coinvolte nel controllo cognitivo (intelligenza, memoria, attenzione, etc.) e nella regolazione delle emozioni. L’aspetto interessante è che queste aree sono compromesse nella depressione (Pizzagalli & Roberts, 2022).

La correlazione tra stili di vita e strutture cerebrali è in linea con le aspettative.

Oltre alle strutture cerebrali suddette, anche altre zone del cervello sono coinvolte. Ad esempio, sono interessate strutture sottocorticali, cioè are profonde del cervello. Tra queste aree sono maggiormente coinvolti il pallidum, il talamo, l’amigdala e l’ippocampo. Hanno tutte un volume più ampio nelle persone con stili di vita più adeguati e sani. L’aspetto interessante che questi valori migliorano nelle persone affette da depressione quando iniziano ad avere stili di vita sani.

Depressione e stili di vita

Gli autori hanno considerato anche il rapporto inverso tra depressione e stili di vita. La depressione maggiore, infatti, è associata a stili di vita non sani. Causa insonnia o aumento del sonno, agitazione o rallentamento psicomotorio e variazioni dell’appetito. Le persone affette da depressione possono avere anche una ridotta motivazione e una ridotta partecipazione alla vita sociale. Un’altra conseguenza della depressione è il coinvolgimento dei sistemi infiammatori e immunitari. Possono presentare, ad esempio, elevasti livelli di molecole implicate nell’infiammazione, così come le citochine. Anche i livelli di cortisolo posso essere elevati e coinvolgere l’asse HPA. Queste alterazioni biologiche a loro volta possono determinare alterazioni del ritmo sonno-veglia, cambiamenti dell’appetito, anomalie motorie e comportamentali. La conseguenza di tutto ciò è che l’associazione degli stili di vita non sani e la depressione causa un incremento dei disturbi sull’organismo.

Si osserva, infatti, un incremento notevole dell’attività dell’ippocampo e del sistema nervoso periferico. Ma non solo. Possono avere anche gravi conseguenze sulle molecole dell’infiammazione (citochine), sulla proteina C-reattiva, oltre a incrementare i livelli di cortisolo nel sangue.

Le conseguenze? Viene alterato l’equilibrio (omeostasi) delle funzioni dell’organismo che regolano il sistema immunitario. In tutto questo contesto gioca un ruolo importante la componente genetica. I fattori ambientali, così come gli stili di vita non sani possono influenzare l’attività dei geni, che incrementano il rischio di depressione. Il rischio di sviluppare la depressione è più del doppio nelle persone con alto rischio genetico se associato a uno stile di vita non sano (Cao et al., 2021).

Conclusioni

Esiste una forte azione protettiva dei comportamenti di stili di vita sani sulla depressione. Ciò si manifesta anche nelle persone che hanno un alto rischio genetico a contrarre tale malattia. Il sottofondo biologico di questa interazione tra stili di vita/depressione inizia ad essere conosciuto. Le recenti scoperte delle modificazioni della struttura del cervello, del sistema immunitario, della genetica possono aiutare i ricercatori e i clinici a sviluppare strategie terapeutiche per ridurre il rischio di depressione. Uno stile di vita sano ha così trovato le spiegazioni scientifiche e i suoi correlati anatomici e biologici. La promozione di stili di vita adeguati completa gli interventi terapeutici nella gestione della depressione riducendone il rischio.

Francesco Franza

Bibliografia

  1. Ait Tayeb AEK et al. Major Depressive Disorder and Oxidative Stress: A Review of Peripheral and Genetic Biomarkers According to Clinical Characteristics and Disease Stages. Antioxidants (Basel) 2023;12:942.
  2. Cao Z. et al. Polygenic risk score, healthy lifestyles and risk of incident depression. Transl Psychiatry  2021; 11, 189.
  3. Firth J et al. A meta-review of “lifestyle psychiatry”: the role of exercise, smoking, diet and sleep in the prevention and treatment of mental disorders. World Psychiatry 2020;1:360-380.
  4. Haehner P et al. The relationship between the perception of major life events and depression: A systematic scoping review and meta-analysis. J Affect Disord 2024;349:145-157.
  5. Kivimäki M et al. The multiple roles of life stress in metabolic disorders. Nat Rev Endocrinol. 2023;19:10-27.
  6. Pizzagalli DA & Roberts AC. Prefrontal cortex and depression. Neuropsychopharmacology 2022;47:225-246.
  7. Zhao Y et al. The brain structure, immunometabolic and genetic mechanisms underlying the association between lifestyle and depression. Nature Mental Health 2023;1(10), 736-750.

Foto: Envato Elements

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