Introduzione
Parlare d’amore in questo periodo storico potrebbe sembrare anacronistico. Ma è proprio questo il momento in cui bisogna cambiare l’attuale modello culturale prevalente dell’odio, dell’individualismo, del razzismo e della prevaricazione. La scelta del tema per questo numero ha avuto un monito premonitore. Durante la riunione di redazione di gennaio di Depressione Stop, tra le varie idee proposte, l’amore ha avuto la meglio. È stata la scelta più giusta del tema del primo numero 2026 della nostra rivista.
EDA Italia e l’affetto
La EDA Italia ONLUS ritiene che questo sia il momento più opportuno per riappropriarsi delle uniche possibilità vitali, quali l’amicizia, la pace e l’amore. L’amare sta nelle cose, nelle idee, nei rapporti. È dovunque: è la vita che spinge ad agire. Probabilmente è l’unica vera spinta vitale. Appropriandomi del suggerimento di Walter Di Munzio, nostro redattore, giornalista pubblicista, l’amore, così come l’amicizia, è terapeutico.
È descritto da poeti, artisti, filosofi, medici come osserva Giuseppe Tavormina nel suo articolo sulla relazione tra arte e psichiatria. Questo primo numero di Depressione Stop del 2026 è costellato di numerosi articoli in cui i redattori hanno parlato di amore. Leggendoli si può capirne l’importanza. Amore è anche leggere questa rivista che è fatta da tutti con tanto impegno, affetto, professionalità e, in particolare, con il grande amore accogliente di Maurilio Tavormina.
L’amore nel modo scientifico
I redattori scientifici sono abituati a utilizzare motori di ricerca su internet per scoprire gli articoli più recenti che sono stati pubblicati in autorevoli riviste scientifiche internazionali. Basta inserire l’argomento desiderato e compare l’elenco degli articoli pubblicati sull’argomento scelto. Provate a inserire la parola chiave “amore” (love) in uno dei più accreditati e famosi motori di ricerca, PubMed. Vedrete che usciranno 24,920 risultati contro i 69.457 della parola guerra (war). Anche nel mondo scientifico, attira di più la parola guerra che a quella amore?
Se andiamo, poi, ad analizzare la cosiddetta timeline (sequenza temporale) degli articoli pubblicati in un anno, il quadro diventa ancora più avvilente. Il numero di articoli sull’amore raggiunge un apice e poi si ferma. Il numero di articoli sulla guerra è esploso in modo esponenziale. La guerra attira di più. L’amore sembra che non vada più di moda.
L’amore nella redazione di Depressione Stop
I redattori di Depressione Stop hanno provato a invertire questa tendenza. Enza Maierà afferma con forza che «l’amore porta gioia», invitando a «viverlo in modo pieno, senza paura, sapendo che anche il dolore può insegnarci e trasformarci». Combatte l’odio e cura le ferite, afferma Wilma di Napoli, anche attraverso l’educazione affettiva, che diventa un processo preventivo all’odio e alla violenza contro le donne. Essa è, pertanto, un’efficace arma preventiva.
Maria Rosaria Juli sostiene la necessità di rafforzare i legami affettivi per migliorare il benessere psicologico delle persone. Attraverso un processo di confronto, di accoglienza e di ascolto si «può favorire una maggiore consapevolezza dell’esperienza di amore e una migliore gestione delle emozioni». Nel suo lavoro, Gianluca Lisa affronta il problema della interazione indissolubile tra amore, morte e depressione. Amare diventa una forza terapeutica, capace di «trasformare il vuoto depressivo in uno spazio rigenerativo… accettando la coesistenza di Eros e Thanatos».
La soluzione terapeutica del cuore ingabbiato, di Romina Tavormina, consente di «proiettarsi in un futuro roseo dove l’amore sano possa volare in alto libero nell’aeree». Questo momento terapeutico può avvenire anche in una sana relazione tra partner, amici, colleghi, compagni di scuola. «L’amore è un sentimento complesso che si declina in vari aspetti relazionali, in cui bisogna amarsi per poter amare», sostiene Alba Cervone.
Amare è ricordare le persone che hanno fatto parte della nostra vita attraverso un legame che continua. Esso permette di «non cancellare chi non c’è più, ma integrare la perdita nella propria storia», afferma Antonella Litta.
Vogliamo cambiare questa tendenza insieme?
Più che volere, dobbiamo cambiare questa tendenza perché l’amore è l’unica forma vitale possibile. Il paradigma attuale è caratterizzato da contrasti, ingiurie e da una messaggistica denigratoria e offensiva. Forse perché d’uso comune, è il top negativo. Cambiamola, questa tendenza, perché amare è rivoluzione! Amare è vivere!
“Vivere, come non hai fatto mai. E domani sarà sempre meglio” (Vasco Rossi).
Francesco Franza







