Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

Dipendenza affettiva e gruppi di auto-mutuo-aiuto

Quando la dipendenza affettiva diventa una prigione insopportabile, con ansia e paura dell’abbandono, il gruppo di auto mutuo aiuto può aiutare ad aprirne le sbarre.

Introduzione

Nell’immaginario collettivo l’amore è spesso raccontato come un’esperienza totalizzante: passione, bisogno dell’altro, desiderio di stare sempre insieme. Molte narrazioni, dalla letteratura alla musica fino ai social, tendono a celebrare l’intensità emotiva come prova della profondità di un legame. Tuttavia, esiste una linea sottile, spesso difficile da riconoscere, tra un amore intenso e una relazione che diventa progressivamente dipendenza affettiva.

Quando questo confine viene superato, la relazione non è più uno spazio di crescita reciproca ma può trasformarsi in una condizione di forte sofferenza psicologica. Le conseguenze talvolta sfociano in depressione, isolamento e perdita della propria identità personale (Sophia et l, 2007).

Quando l’amore diventa dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva non è una diagnosi psichiatrica formalizzata nei manuali diagnostici, ma è un fenomeno clinico e relazionale ampiamente descritto nella letteratura psicologica. Si caratterizza per un bisogno intenso e persistente dell’altro, accompagnato dalla paura costante di perderlo (Reynaud et al, 2010).

La persona con dipendenza affettiva tende a organizzare gran parte della propria vita attorno alla relazione. I bisogni, i desideri e persino le opinioni personali possono passare in secondo piano rispetto alla necessità di mantenere il legame (Sophia et l, 2007).

In molti casi si osservano dinamiche ricorrenti quali la difficoltà a tollerare la distanza o la separazione, la paura intensa dell’abbandono. Sono frequenti il bisogno continuo di conferme affettive e la tendenza a giustificare o minimizzare comportamenti problematici del partner. Si assiste spesso alla progressiva rinuncia ai propri spazi, amicizie e interessi.

In queste condizioni la relazione diventa il principale regolatore dell’autostima e del senso di sicurezza personale.

Dipendenza affettiva e depressione

Quando il benessere psicologico dipende quasi esclusivamente dalla presenza e dall’approvazione del partner, la relazione assume un peso emotivo enorme. Le crisi di coppia, i conflitti o la possibilità di una separazione possono allora attivare vissuti di profonda angoscia.

Non è raro che nelle dipendenze affettive emergano sintomi depressivi: senso di vuoto, perdita di energia, sentimenti di inutilità, ritiro sociale. La persona può percepire la fine della relazione non solo come una perdita affettiva ma come una minaccia alla propria identità (Sophia et l, 2007).

Questa dinamica è spesso collegata a una fragilità dell’autostima e a una difficoltà a riconoscere il proprio valore indipendentemente dalla relazione.

Dipendenza affettiva. Primo passo è riconoscere il problema

Uno degli aspetti più complessi della dipendenza affettiva è che spesso viene confusa con l’amore stesso. Frasi come “senza di te non sono niente” o “sei tutto per me” sono diffuse nella cultura romantica e possono rendere difficile distinguere tra dedizione e perdita di sé.

Il primo passo verso il cambiamento è riconoscere la dinamica di dipendenza e comprendere l’origine della sofferenza emotiva. Essa non deriva solo dal partner o dalla relazione, ma da un modo anomalo di vivere il legame (Reynaud et al, 2010). Il passo successivo è rompere l’isolamento e la vergogna e chiedere aiuto a livello psicologico o anche cercando una dimensione di condivisione gruppale.

Il ruolo dei gruppi di auto aiuto

Negli ultimi anni si stanno diffondendo anche in Italia gruppi di auto aiuto per la dipendenza affettiva. Essi sono, in parte, ispirati al modello dei programmi in dodici passi utilizzati in altre forme di dipendenza (Di Napoli, 2023) .

Questi gruppi offrono uno spazio protetto in cui le persone possono raccontare la propria esperienza senza sentirsi giudicate. L’incontro con altre storie simili permette spesso di riconoscere più chiaramente le proprie dinamiche relazionali (Tracy et al, 2016).

Uno degli aspetti più importanti del gruppo è la possibilità di uscire dall’isolamento. La dipendenza affettiva tende, infatti, a restringere progressivamente la rete sociale della persona.

Nel contesto del gruppo, l’esperienza individuale diventa anche risorsa collettiva: raccontare il proprio percorso aiuta non solo chi parla ma anche chi ascolta (Tracy et al, 2016).

Conclusioni

Il percorso di uscita dalla dipendenza affettiva non significa rinunciare all’amore o alle relazioni. L’obiettivo è sviluppare una forma di legame più matura, in cui la relazione non sia più l’unica fonte di valore personale.

Questo implica rafforzare l’autostima, recuperare spazi personali, riconoscere i propri bisogni e imparare a tollerare la distanza e l’incertezza che ogni relazione inevitabilmente comporta.

In questo senso i gruppi di auto aiuto, insieme al supporto psicologico quando necessario, possono rappresentare un importante strumento di cambiamento. Perché l’amore, quando non è più dipendenza, smette di essere una buia prigione. Torna a ciò che dovrebbe essere: un felice incontro tra due persone intere, non il tentativo di colmare un vuoto interiore.

Wilma Di Napoli

Bibliografia

  1. Reynaud M., Karila L., Blecha L., Benyamina A. (2010). Is love passion an addictive disorder? American Journal of Drug and Alcohol Abuse, 36(5), 261-267.
  2. Sophia E., Tavares H., Zilberman M. (2007). Pathological love: Is it a new psychiatric disorder? Revista Brasileira de Psiquiatria, 29(1), 55-62.
  3. Tracy K., Wallace S. (2016). Benefits of peer support groups in the treatment of addiction. Substance Abuse and Rehabilitation.

Foto: Envato Elements

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