Introduzione
L’origine del cane, secondo diversi studi è stata quella della discendenza dal lupo grigio: canis lupus, che si è avvicinato all’uomo per condividere il cibo. E, successivamente c’è stato un processo della domesticazione (Festelli,2024).
L’iter del rapporto uomo-cane è stato evidente nei secoli nelle diverse culture come dell’Egitto, la Grecia, fino all’antica Roma con rappresentazioni affettiva tra l’uomo e il cane (Mariane, 2025). Anche attraverso dipinti, sia nei rilievi che nelle sculture. Se ci rifacciamo alla Bibbia questo animale è rappresentato con valore positivo in poche rappresentazioni. Uno degli episodi è riportato da Tobia in viaggio con l’Arcangelo Gabriele, oppure San Rocco con una piaga sulla gamba in compagnia del suo cane. In Egitto veniva venerato, infatti, il suo ruolo rappresentava e si identificava con il Dio Anubi protettore dei morti (Faenza, 2025).
Questo animale veniva usato come guardia, nella caccia, e soprattutto per la sua importanza nella vita dell’uomo era raffigurato nei rilievi e anche nelle tombe. Nell’antica Grecia e nella loro cultura rappresentava la capacità di un legame profondo, infatti, Argo, il cane di Ulisse, è l’archetipo della fedeltà, nell’Odissea di Omero (Pistolato, 2009).
Il cane e le malattie
Questo animale avendo un olfatto fino a 100.000 volte superiore a quello dell’uomo viene utilizzato dalle forze dell’ordine per ritrovare persone scomparse, nonché il denaro o le droghe nel traffico illecito. Un altro ruolo importante riguarda accompagnare le persone ammalate come quelle cieche. Non mi soffermerò su questo argomento complesso che meriterebbe una più approfondita analisi. I cani vengono addestrati con il gioco a ricoprire questi ruoli, e sono stati usati per individuare diverse malattie come il COVID, diabete, crisi epilettiche, tumori. Gli allenatori, supportati dalla ricerca scientifica, continuano ad addestrare questi splendidi animali con il gioco e i premi ogni volta che riescono a raggiungere l’obiettivo.
La visione psicanalitica
Freud scrisse dell’amore profondo, senza ambivalenza, del suo cane Jofi che presenziava alle sedute psicoterapiche con i pazienti, scandendo il tempo. Ma soprattutto osservava un effetto ansiolitico sui pazienti. Secondo Winnicot questo animale rappresenta un oggetto transazionale. Jung, invece, considera il cane con una funzione importante nella regolazione emotiva. Può essere considerato con una funzione di congiunzione con la psicologia del Sé, non giudicante, che rimanda costantemente un’immagine positiva con un rinforzo del proprio narcisismo e dell’autostima. Talvolta c’è una proiezione sull’animale, dei propri vissuti emotivi e ansie. Delle “parti rimosse del Sé” (l’Ombra) vengono proiettate sull’animale che diventa lo specchio inconscio dell’uomo (Cervio, 2025).
La pet therapy il cane e l’uomo
Negli anni ’60 il neuropsichiatra Boris Levinson mise in evidenza i benefici della sua compagnia sui bambini con disturbi dello spettro autistico, di depressione e di ansia. Si è dimostrata utile anche negli anziani sia con problematiche di patologie organiche, soprattutto cardiache, che psichiche. “L’amico dell’uomo” facilita l’espressione immediata delle emozioni nei diversi ambiti: comportamentali, sociali e soprattutto nelle aree emotive. La pet therapy viene utilizzata anche nell’elaborazione del lutto e dei traumi, con diversi studi scientifici che ne evidenziano l’efficacia. Molte ricerche scientifiche hanno dimostrato che migliora il tono dell’umore nelle diverse fasce di età. La terapia assistita con l’animale permette l’esprimersi di emozioni positive, incidendo nella comunicazione della sfera cognitiva, emotiva e relazionale (Pasino, 2022). Inoltre, permette alle persone, di liberarsi dall’ansia attraverso l’interazione uomo-cane, con diminuzione del cortisolo ormone dello stress, e aumento dell’ossitocina. Negli anziani oltre all’azione benefica suoi problemi organici (pressione arteriosa, frequenza cardiaca che vengono modulati) migliora anche la comunicazione e l’espressione immediata delle emozioni nei diversi ambiti sociali.
Conclusioni
Lo stile di vita di un uomo accompagnato da un cane migliora in diversi ambiti, compreso quello della socializzazione. Molti studi dimostrano che il rapporto affettivo con l’animale è benefico soprattutto nelle persone affette da patologie organiche e mentali. Inoltre, la compagnia di un cane migliora lo stato di solitudine e di isolamento, nonché la comunicazione. La capacità di elaborare eventi traumatici compresi i lutti sono facilitati dal rapporto con questo animale. Quindi non è solo una compagnia, o difesa personale a seconda della razza di cani. Ma incide anche notevolmente sugli stili e qualità di vita dell’uomo.
Maria Efisia Meloni
Bibliografia
Bateson G. Una sacra unità. Altri passi verso un’ecologia della mente. Adelphi Edizioni, pag165-190.
Sitografia
- Festelli C. La storia del cane: da lupo ad animale domestico. 21 marzo 2024. https://www.yuup.it/blog/storia-del-cane/
- Ferrari G. I cani sono geneticamente portati ad interagire con noi? 12 giugno 2021 https://www.focus.it/ambiente/animali/cani-genetica-interazione-uomo
- Albertini M. L’olfatto del cane: capacità di diagnosi in campo medico. 19 giugno 2020 https://missioneveterinario.it/olfatto-del-cane-nella-medicina-umana
- Mariane V. L’antico legame tra uomo e cane. 10 agosto 2025 https://missioneveterinario.it/olfatto-del-cane-nella-medicina-umana
- Faenza B. Anubi, il cane nero del Panteon egizio. 25 luglio 2025 https://www.storicang.it/a/anubi-il-cane-nero_15421
- Pistolato G. Il cane Argo (Odissea). 20 dicembre 2009 https://pistolato.wordpress.com/2009/12/20/il-cane-argo-odissea/
- Cervio K. Il cane in seduta: la relazione uomo-animale come ponte verso l’inconscio. 25 aprile 2025. https://katyacervio.it/il-cane-in-seduta-la-relazione-uomo-animale-come-ponte-verso-linconscio/
- Pasino T. Il cane come catalizzatore sociale e come cura per la depressione. 24 marzo 2022 https://www.stateofmind.it/2022/03/terapia-assistita-cani-depressione
Foto: “La relazione uomo e cane”, di Efisia Meloni, 2026







