Femminicidi, stragi familiari e disturbi dell’umore
I femminicidi e le stragi familiari, che si concludono frequentemente con un suicidio dello stesso autore delle stragi, sottolineano un aspetto estremamente importante nell’approccio diagnostico-terapeutico delle patologie dell’umore. Questo aspetto è ben noto ai clinici, è il concetto della coscienza e consapevolezza di malattia del paziente depresso e nello stesso tempo della necessità della terapia.
Molto spesso maggiore è la gravità della patologia depressiva da curare, più alto è il coinvolgimento del paziente stesso e dei familiari. Lo psichiatra oltre la diagnosi e la prescrizione terapeutica deve far sì che vi sia una completa aderenza alle cure e una presa d’atto diagnostica. Ha il compito e deve assicurarsi che la malattia sia ben compresa e la terapia ben effettuata.
Una malattia depressiva invece meno grave e poco interferente nella vita quotidiana spesso viene sottovalutata dal paziente. Talvolta è minimizzata anche dallo stesso psichiatra nell’approccio diagnostico e terapeutico, almeno fino a quanto la serietà della malattia evolve da diventare più “coinvolgente” (Akiskal 1996, 1999).
Dietro queste considerazioni vi sono spesso alcuni errori e considerazioni da fare. La prima riguarda la gravità della malattia depressiva. Uno stato di notevole gravità porta paradossalmente ad un rifiuto del paziente stesso a curarsi e ad una non comprensione della serietà della patologia. Vi è talvolta anche presenza di atteggiamenti manipolatori del paziente nei confronti dello stesso psichiatra, al fine di non assumere adeguatamente le cure. Vi è una mancanza di coscienza e consapevolezza di malattia.
Consapevolezza clinica
La seconda considerazione riguarda un frequente errore diagnostico di fondo e di conseguenza anche terapeutico, soprattutto da parte di diversi psichiatri. Alcuni di loro non valutano le patologie dell’umore come facenti parte del grande “spettro bipolare”, che tutte le comprende, incluse le forme sottosoglia. In passato esse erano considerate come patologie minori: sono invece forme d’esordio di patologie poi evolventi anche a quadri seri. Tale errore diagnostico porta ad un errore terapeutico, sia farmacologico (mancanza di uso dei regolatori dell’umore, laddove invece dovrebbero essere prioritari) che di gestione della malattia. Non si dà l’adeguata attenzione, in tali casi, ai familiari e non si fa attenzione all’evoluzione delle patologie dello spettro bipolare.
I disturbi dello spettro bipolare (in tutti i suoi dieci sottotipi diagnostici) sono malattie molto più diffuse di quanto comunemente si ritenga (coinvolgono il 20% di tutta la popolazione). Sono spesso sottovalutati, non diagnosticati o mal curati. Una situazione che può portare a serie conseguenze: abusi di sostanze psicoattive o alcoliche, crisi lavorative, rischi suicidari, stupri.
L’iperattività dei pensieri
Le malattie depressive, inserite all’interno di un contesto di umore instabile (spettro bipolare), trascinano spesso la mente dentro il gorgo dell’impulsività violenta auto ed etero-diretta. Si può avere il pensiero ossessivo della vendetta violenta nei confronti del partner e l’irrazionalità impulsiva accecata dall’odio. Acre ostilità che porta a perdere l’istinto di vita presente nel genere umano per acquisire quello di morte, mai presente nell’uomo se non solo in condizioni di patologia grave.
La foga dei pensieri frullanti a mille dell’uomo ammalato non riesce a farlo mai soffermare su alcuno degli aspetti sopra citati. Lui vi scorre sopra a gran velocità con la rabbia interna che la accelera e ne brucia ogni residuo di sentimento (Tavormina, 2012).
Eppure, basterebbe una valida terapia, dopo un’attenta diagnosi, per rinormalizzare la velocità eccessiva di questa mente ammalata. Una terapia per placare questa impulsività e per ridare quiete ad una persona che non ce l’ha e non per colpa sua. Una terapia da assumere regolarmente: la malattia non è una colpa.
Tab. I principali segnali di disturbi dell’umore da cogliere precocemente (Tavormina, 2007-2010).
Presenza di iperattività (euforia) alternata a periodi di serio rallentamento psicomotorio dell’attività sia fisica che mentale (apatia), |
Alternanza nel tempo di umore depresso e/o irritabile, |
Ridotta capacità di concentrazione e iperattività dei pensieri protratta, |
Disturbi della condotta alimentare, |
Iper/ipo-attività sessuale, |
Insonnia/ipersonnia, |
Disturbi gastrointestinali, cefalee e somatizzazioni varie, |
Comorbidità ansiosa (ansia generalizzata; panico; ossessioni; fobia sociale), |
Abuso di sostanze e comportamento antisociale, |
Deliri e allucinazioni. |
Consapevolezza di un serio problema di sanità pubblica
I disturbi depressivi, e dell’umore in genere, sono attualmente uno dei principali problemi di salute pubblica. In uno studio prospettico l’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala che entro il 2030 i disturbi depressivi appaiono destinati a divenire una delle maggiori cause di disabilità lavorativa. Precedute solamente dalle malattie cardiovascolari.
Riflessioni
Si può concludere che sarebbe meglio sottolineare come frequenti errori diagnostici, terapeutici e gestionali dell’entità “paziente-malattia dell’umore”, porta a strade inadeguate per la cura di queste patologie.
Facciamo “Luce sul male oscuro”! È la nostra guida sui disturbi dell’umore, tradotta in 13 lingue e scaricabile gratuitamente dal sito dell’associazione EDA Italia onlus (www.edaitalia.org).
Giuseppe Tavormina
Bibliografia
- Akiskal HS. The prevalent clinical spectrum of bipolar disorders: beyond DSM-IV. J Clin Psychopharmacol 1996; 16 (suppl 1): 4-14.
- Akiskal HS, Pinto O: The evolving bipolar spectrum: Prototypes I, II, III, IV. Psychiatr Clin North Am. 1999; 22:517-534.
- Tavormina G, Agius M. A study of the incidence of bipolar spectrum disorders in a private psychiatric practice. Psychiatria Danubina, 2007; 19: 4: 370-74.
- Tavormina G – The temperaments and their role in early diagnosis of bipolar spectrum disorders. Psychiatria Danubina, 2010; 22, suppl 1: 15-17.
- Tavormina G – An approach to diagnosis and treatment of patients with bipolar spectrum mood disorders, indentifying temperaments. Psychiatria Danubina, 2012; 24, suppl 1: 25-27.
Foto: Envato Elements