Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

Editoriale. La prevenzione della depressione: sonno, relazioni e comunità proteggono la mente.

La depressione raramente arriva all'improvviso. Notti insonni, esperienze di traumi infantili, solitudine, e paure sono solo alcuni dei fattori che possono provocare una depressione. Parlare di prevenzione della depressione significa imparare a riconoscere ciò che ci espone al rischio. Esistono, tuttavia, strumenti concreti per proteggerci da questo rischio.

Prevenzione della depressione: iniziamo dal sonno

Esiste un “triangolo invisibile” tra insonnia, neuroinfiammazione e depressione. Ce lo spiega Antonio La Daga nel suo articolo. Quando dormiamo poco o male, il cervello non riesce a ripulirsi dalle scorie della giornata. Ciò provoca un’infiammazione che abbassa l’umore. A sua volta, l’umore basso peggiora il sonno. Dormire bene, pertanto, è uno dei primi e più concreti strumenti di prevenzione della depressione. Orari regolari, meno dispositivi elettronici prima di dormire e attenzione ai risvegli continui sono un buon punto di partenza.

Le ferite dell’infanzia lasciano un segno

Abbiamo tutti la percezione che un’infanzia traumatica possa avere ripercussioni sulla salute mentale delle persone. Francesco Franza, parlando di epigenetica, paragona i geni a un libro di ricette. Le esperienze della vita decidono quali pagine aprire e quali chiudere. I traumi vissuti nell’infanzia possono spostare questi “segnalibri” e aumentare il rischio di depressione e ansia nell’età adulta. Per questo, la prevenzione della depressione inizia molto presto, proteggendo i bambini e sostenendo le famiglie in difficoltà.

Stile di vita: piccole scelte che proteggono il cervello

La ricerca scientifica ha confermato che lo stress cronico indebolisce le difese dell’organismo. Efisia Meloni ci informa che lo sport, un’alimentazione sana e una buona qualità della vita aiutano il cervello a produrre le sostanze che lo mantengono plastico e resistente. Comportamenti sani e ripetuti possono diventare una vera forma di prevenzione della depressione.

Riconoscere i segnali: quando il tempo rallenta

Prevenire significa anche accorgersi in tempo che qualcosa non va. Walter Di Munzio presenta uno studio italiano su un’esperienza che molte persone depresse raccontano: minuti che non passano, giornate interminabili. Le conclusioni della ricerca evidenziano l’esistenza di segnali precisi nel dialogo tra cuore e cervello. La prevenzione di questi segnali aiuta a non sottovalutarli e a chiedere aiuto prima che il malessere si radichi.

Paura ed empatia: le emozioni che ci cambiano

Gianluca Lisa ci porta dai miti degli antichi egizi alle angosce di oggi. Il suo articolo ci mostra come la paura, quando diventa uno stato di allerta permanente, possa aprire la strada alla depressione.

Antonio La Daga affronta invece la cattiveria, che nasce quando la mente “spegne” l’empatia verso l’altro. La prevenzione della depressione nasce dalla conoscenza di questi meccanismi per difenderci dai comportamenti ostili. Queste esperienze logorano fortemente l’umore. Un gesto di prevenzione della depressione può consistere nel coltivare legami rispettosi e collaborativi.

La comunità come fattore di prevenzione della depressione

Un altro messaggio che emerge in questo numero è che “nessuno sta bene da solo”.  In recenti ricerche sulla coesione sociale è emerso quanto possa contribuire alla prevenzione della depressione vivere in quartieri in cui predomina la fiducia tra gli abitanti. Vivere in un quartiere dove ci si fida l’uno dell’altro, il rischio di ansia, depressione e isolamento si riduce drasticamente. Nell’adolescenza, la presenza di adulti che si prendono cura anche dei figli degli altri ha un forte impatto sulla prevenzione del rischio di pensieri suicidari. Un altro aspetto che contribuisce alla prevenzione delle patologie mentali è la gentilezza. Antonella Litta, nel suo articolo, ci narra della mostra “La gentilezza del gesto”, tenutasi a Santa Pola, in Spagna. Questa manifestazione ha riunito 58 artisti che hanno espresso, con la loro arte, il tema della gentilezza. La gentilezza riduce l’isolamento e rafforza i legami: anche questa è prevenzione della depressione, fatta di gesti quotidiani.

Nessuno si cura da solo

Presentando l’approccio biopsicosociale, Antonio La Daga ne sostiene l’importanza, poiché considera la persona nel suo insieme. L’importanza di lavorare in rete tra medici, psicologi e familiari è un fattore decisivo nella prevenzione della depressione. Quando chi cura condivide le proprie competenze, la persona si sente ascoltata e accolta e non un oggetto da studiare in maniera indipendente.

Donatella Costa, partendo dalla serie turca “Another Self“, ci racconta come gli amici possono diventare caregiver. Essi diventano una risorsa “invisibile“, sebbene il loro impegno costante possa cambiare il decorso dei momenti più difficili di un amico. Anche chi aiuta, però, ha bisogno di essere sostenuto per non crollare sotto il peso della cura. L’amicizia e la condivisione diventano strumenti di prevenzione fondamentali.

Il lutto e il dolore condiviso

Il lutto è una delle esperienze più drammatiche e dolorose della vita di una persona. Imma d’Errico affronta il tema descrivendo il film “Hamnet“. Nella sua narrazione sono descritti il lutto di William Shakespeare e di sua moglie Agnes per la morte del figlio. Madri e padri vivono il dolore in modi diversi e, senza ascolto reciproco, quella differenza può trasformarsi in colpa e distanza. Riconoscere il dolore dell’altro è un passo fondamentale di prevenzione per non restare soli.

Routine ed equilibrio: la lezione dell’estate

La qualità della vita, come accennato in precedenza, ha un forte valore di prevenzione della depressione. Nilla Procopio ci ricorda che i fattori climatici, il sonno irregolare e le abitudini alterate possono incidere sull’umore, soprattutto nelle persone più fragili. La prevenzione di questo disturbo consiste nel fissare alcuni punti fermi nella giornata. Queste misure di prevenzione sono particolarmente importanti nel rientro ai ritmi autunnali, quando le giornate si accorciano e, per molti, l’umore diventa più vulnerabile.

La prevenzione della depressione è un impegno di tutti

Dal sonno alle relazioni, dall’infanzia alla comunità, gli articoli del nuovo numero della rivista Depressione Stop sostengono l’importanza della prevenzione. Questo compito non è affidato solo agli specialisti ma riguarda tutti. La prevenzione può avvenire all’interno delle famiglie, nella società, nei quartieri, nella scuola. La prevenzione della depressione può avvenire ovunque viviamo. E se state attraversando un momento difficile, ricordate che chiedere aiuto è sempre un segno di forza.

Francesco Franza

Foto: Envato Elements

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