Introduzione
Quando pensiamo alla depressione tendiamo a cercarne le cause nella mente, negli eventi della vita o nella chimica del cervello. Esiste però una piccola ghiandola a forma di farfalla, appoggiata alla base del collo che può influenzare il nostro umore: è la tiroide. La ricerca scientifica più recente conferma che il rapporto tra tiroide e depressione è tutt’altro che marginale.
Un recente articolo pubblicato nel luglio della 2026 sulla rivista Neuroendocrinology, firmato da Cheng e colleghi, ha raccolto i dati più aggiornati. Questa revisione della letteratura mostra quanto profondamente la tiroide possa influenzare l’umore.
Perché la tiroide parla al cervello
La tiroide produce due ormoni principali, la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3). Il secondo è la forma biologicamente attiva. Questi ormoni non regolano soltanto il metabolismo e l’energia. Intervengono anche nello sviluppo del sistema nervoso, nella crescita dei neuroni, nella formazione delle connessioni tra le cellule cerebrali e nell’equilibrio dei neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e noradrenalina. Tutto avviene sotto il controllo del TSH, l’ormone con cui l’ipofisi regola la tiroide. Proprio queste sostanze sono al centro della regolazione dell’umore. Non sorprende, pertanto che, quando i livelli ormonali si alterano, il legame tra tiroide e depressione diventi evidente.
Tiroide e depressione: cosa dicono i numeri
I dati raccolti nella revisione sono eloquenti. La depressione ha una prevalenza globale nel corso della vita che raggiunge il 20% ed è ormai riconosciuta come una delle principali emergenze di salute pubblica. In presenza di problemi della tiroide, però, il rischio cresce in modo netto. Le persone con ipotiroidismo, cioè con una tiroide poco attiva, hanno una probabilità 3,5 volte maggiore di sperimentare sintomi depressivi clinicamente rilevanti rispetto a chi ha una tiroide sana. In chi soffre di ipotiroidismo i sintomi depressivi compaiono in circa il 50% dei casi e una vera e propria depressione clinica interessa oltre il 40% delle persone (Kus et al., 2021).
Anche l’ipotiroidismo subclinico, la forma più lieve e spesso silenziosa in cui il TSH è alterato ma gli ormoni restano nella norma, pesa sull’umore. Esso viene rilevato in una quota che va dal 4% al 40% dei pazienti con disturbi affettivi. L’aumento del TSH si associa in modo significativo alla gravità della depressione, al rischio di pensieri suicidari e alla resistenza alle terapie (Kotkowska & Strzelecki, 2022). Ecco perché oggi tiroide e depressione vengono considerate strettamente collegate anche sul piano clinico.
Il rapporto vale anche nella direzione opposta. Uno studio europeo multicentrico ha rilevato, tra i pazienti con depressione maggiore, una prevalenza di ipotiroidismo del 13,2% e di ipertiroidismo dell’1,6%. L’ipertiroidismo, cioè la tiroide iperattiva, si accompagna a sintomi depressivi in circa il 28% dei casi, spesso con insonnia, calo di peso e una depressione intrecciata all’ansia (Fugger et al., 2018).

Adolescenti e anziani: le età più fragili
Il legame tra tiroide e depressione non è uguale a tutte le età. Nei più giovani e negli anziani si fa particolarmente insidioso. Tra gli adolescenti con disturbi depressivi, la prevalenza di ipotiroidismo subclinico raggiunge il 23,56%, un valore molto più alto rispetto ai coetanei sani; inoltre, livelli elevati di TSH risultano associati sia alla gravità della depressione sia ad alterazioni dei grassi nel sangue (Shang et al., 2025).
Negli anziani il quadro è altrettanto delicato. L’ipotiroidismo subclinico aumenta del 40% il rischio di depressione e del 27% quello di declino cognitivo. Il problema è che in questa fascia d’età i sintomi psichici vengono spesso scambiati per normali segni dell’invecchiamento, con il rischio di diagnosi mancate e cure ritardate.
Gli anziani depressi con tiroide poco attiva mostrano tra l’altro un rallentamento psicomotorio più marcato, disturbi del sonno e una risposta peggiore ai farmaci antidepressivi. Riconoscere il nesso tra tiroide e depressione, in questi casi, può cambiare radicalmente il percorso di cura.
Oltre la depressione: tiroide e disturbi dell’umore
Il discorso non si ferma alla depressione. Anche gli altri disturbi dell’umore risentono della funzione della tiroide. Nel disturbo bipolare, che colpisce tra l’1% e il 4% della popolazione mondiale, le alterazioni tiroidee sono 2,55 volte più frequenti rispetto alla popolazione generale. Durante le fasi depressive si osservano livelli ridotti di T3 e di TSH, mentre nelle fasi maniacali il FT4 tende ad aumentare, in relazione con la gravità dell’episodio.
Va ricordato anche l’effetto di alcuni farmaci. Il litio, cardine nella cura del disturbo bipolare, altera la funzione tiroidea in circa un terzo dei pazienti trattati a lungo termine. Per questo motivo, il monitoraggio della tiroide diventa parte integrante della terapia (Joseph et al., 2023).
Un capitolo a parte merita l’ansia, spesso compagna della depressione. Le persone con ipotiroidismo hanno più del doppio delle probabilità di sviluppare un disturbo d’ansia. In uno studio tedesco la prevalenza dell’ansia tra i pazienti ipotiroidei raggiungeva il 62,5% (Tagay et al., 2006). Nell’ipertiroidismo, poi, sintomi d’ansia come tensione, palpitazioni e irrequietezza riguardano quasi la totalità dei pazienti.
Perché tiroide e depressione si influenzano a vicenda
Dietro questi numeri ci sono meccanismi biologici precisi. Il primo è l’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide, il sistema che regola la produzione degli ormoni tiroidei ed è strettamente connesso ai centri cerebrali dell’emozione. Lo stress e la depressione possono disturbarlo, così come le alterazioni della tiroide possono ripercuotersi sul cervello.
Il secondo meccanismo riguarda i neurotrasmettitori. Il T3 favorisce la produzione di serotonina e ne potenzia l’azione, tanto che aggiungere T3 agli antidepressivi tradizionali si è dimostrato utile in un quarto dei casi di depressione resistente.
C’è poi il ruolo dell’autoimmunità. Molte persone con depressione presentano livelli elevati di anticorpi anti-tireoperossidasi (TPOAb). Chi ne è portatore tende ad avere sintomi più gravi, una risposta peggiore alle terapie e più ricadute. Questi anticorpi possono persino superare la barriera che protegge il cervello e contribuire direttamente all’infiammazione cerebrale (van de Ven et al., 2012). Si crea così un circolo vizioso in cui infiammazione, tiroide e depressione si alimentano a vicenda.
Tiroide e depressione: perché conviene fare uno screening
Il messaggio pratico che emerge da questa ricerca è chiaro e incoraggiante. Poiché tiroide e depressione si influenzano reciprocamente, controllare la funzione tiroidea con un semplice esame del sangue dovrebbe rientrare nella valutazione di chi soffre di disturbi dell’umore. Questo comportamento è fondamentale soprattutto quando la depressione non risponde alle cure abituali. Allo stesso modo, chi ha una malattia tiroidea dovrebbe prestare attenzione al proprio benessere psicologico.
Riconoscere il legame tra tiroide e depressione non significa ridurre un disturbo complesso a una sola causa, ma aggiungere un tassello che troppo spesso viene trascurato. Un dosaggio del TSH e degli anticorpi tiroidei costa poco, è alla portata di tutti e può indirizzare verso una cura più precisa. Parlarne con il proprio medico è il primo passo per non lasciare nell’ombra un dialogo, quello tra tiroide e depressione, che la scienza ci invita finalmente a prendere sul serio.
Francesco Franza
Bibliografia
- Cheng K et al. The Correlation between Thyroid Function and Mental Disorders: An Overview and Future Prospectives. Neuroendocrinology. 2026 Jul 9 1-22
- Fugger G et al. Comorbid thyroid disease in patients with major depressive disorder (GSRD). Eur Neuropsychopharmacol. 2018;28(6):752-760.
- Joseph B et al. Long-Term Lithium Therapy and Thyroid Disorders in Bipolar Disorder: A Historical Cohort Study. Brain Sciences, 2023; 13(1).
- Kuś A et al. Thyroid Function and Mood Disorders: A Mendelian Randomization Study. Thyroid, 2021; 31(8): 1171-1181.
- Kotkowska Z & Strzelecki D. Depression and Autoimmune Hypothyroidism. Pharmaceuticals (Basel). 2022;15(4):391.
- Shang Zet al. Metabolic and Endocrine Correlates of Subclinical Hypothyroidism in Young Adults With First-Episode and Drug-Naive Major Depressive Disorder. J Acad Consult Liaison Psychiatry. 2025;66(1):13-26.
- Tagay S et al. Health-related Quality of Life, depression and anxiety in thyroid cancer patients. Quality of Life Research, 2006; 15(4): 695-703.
- van de Ven AC et al. Association between thyroid function, thyroid autoimmunity, and state and trait factors of depression. Acta Psychiatr Scand. 2012;126(5):377-384
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