Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

Con-vivere con il disturbo bipolare

“La depressione mi è tornata quest’estate, è stato terribile, sono stata malissimo. Io ho un disturbo bipolare, da tanto tempo”. Daniela ci racconta la sua testimonianza con coraggio e determinazione, è una donna piena di risorse e potenzialità creative.

Che cos’è il disturbo bipolare?

Il disturbo bipolare è una malattia seria che presenta un decorso di tipo cronico-ricorrente. La persona vive fasi di depressione alternate ad episodi di mania, cioè eccitazione.  È una patologia complessa da trattare, la cura prevede sempre un trattamento farmacologico associato ad una psicoterapia (Tavormina et al., 2013). La terapia con queste persone è allo stesso tempo impegnativa e coinvolgente, si incontrano menti brillanti e creative come nel caso di Daniela.

Il disturbo bipolare è curabile?

Il disturbo bipolare è certamente da non sottovalutare, è possibile stabilizzare l’umore con cure adeguate. Oltre ai trattamenti specifici (farmaci e psicoterapia) azioni psicosociali aiutano a gestire il disturbo nel tempo. In alcune situazioni, nonostante la cura possono verificarsi sbalzi d’umore e ricadute, in tal caso occorre contattare ai primi sintomi lo specialista. (La Mela et al., 2016))

Testimonianza di Daniela

Soffermiamoci ora, ad una storia di vita vissuta e reale. Daniela ha accettato di raccontare la propria storia attraverso un’intervista e di rispondere ad alcune domande per aiutare chi vive la stessa malattia.

Come è iniziato il problema?

Le mie problematiche sono iniziate fin da bambina, facevo fatica a sottostare alle regole di ogni genere, sia in famiglia che a scuola. Da ragazzina ero completamente scombussolata, in balia di me stessa. Purtroppo non avevo consapevolezza del problema, a quei tempi non si parlava di disturbi dell’umore. Ho tentato due volte il suicidio da ragazzina… in famiglia c’erano dei problemi importanti.

Il mio percorso 

Per tanto tempo ho brancolato nel buio, non sapevo di star male.  Poi verso i 30 anni è subentrata una depressione importante e così per fortuna, la malattia mi ha portato ad una svolta. Mi sono decisa a rivolgermi ai servizi di igiene mentale. Sono stata accolta da un’equipe presente sul territorio; mi è stato di grande supporto lo psichiatra e la psicologa; rilevante era anche il contributo dell’infermiera domiciliare. Mi ha aiutato tanto, la mattina veniva a darmi le medicine.

Ultima crisi

Quest’estate ho avuto una brutta crisi, ogni tanto mi capita di star male di nuovo; il momento peggiore per me, è la mattina. Faccio veramente fatica ad alzarmi dal letto e soffro tanto di solitudine. Il pomeriggio per fortuna sto meglio e poi ho qualche amica speciale che viene a trovarmi o mi telefona.

Come mi sento?

Disturbo bipolare  significa che passi dalla depressione lieve o grave all’euforia, hai sbalzi di umore. A volte puoi avere brutti pensieri sulla tua vita; se non dai il giusto valore alle cose che ti accadono, rischi di andare incontro a spiacevoli situazioni.
Quando passi dalla depressione alla mania (finta euforia) ti senti un leone e tutto diventa super; ti sembra di star benissimo. Purtroppo la malattia è caratterizzata da picchi alti e bassi, la depressione è sempre dietro l’angolo.

Cosa suggerisci a chi vive il disturbo bipolare?

La parola depressione mette paura a tutti, purtroppo la malattia può venire a chiunque.  Si può manifestare anche come una leggera depressione, ti senti disorientata, anche se hai pochi sintomi, non sottovalutare il problema.  

È necessario farsi aiutare altrimenti si rischia solo di peggiorare la situazione, quindi è indispensabile l’aiuto dello psichiatra e dello psicologo. Attraverso le varie sedute generalmente riesci ad alleggerirti ed alleviare il dolore che ti opprime il cuore.

Come si guarisce dal disturbo bipolare?

Per riprenderti devi avere pazienza, ci vuole un po’ di tempo per uscire dalla depressione. In alcuni momenti ti senti come sospesa sulla lama di un rasoio, puoi ricadere in depressione per diverso tempo.  In questo caso, sono necessari farmaci specifici ben dosati per evitare di rischiare il ricovero ospedaliero. La sensazione che vivi, a volte, è come se per un granello di sabbia ti sembra invece di dover affrontare il deserto. Ingigantisci tutti i problemi e la qualità di vita cambia.

Hai qualche consiglio per i familiari?

I familiari devono rendersi conto che  il disturbo bipolare è una malattia seria, per guarire non è sufficiente la forza di volontà. Per il malato rappresenta una sorta di violenza psicologica forzarlo “a stare bene”, oppure dire “devi reagire”. La crisi deve fare il suo corso e i farmaci vanno presi e non rifiutati visto che pian piano ti aiutano e ti tirano fuori dalla depressione.  È importante che i familiari siano presenti emotivamente, sostenendo il sofferente senza negare il problema.  Mi piace citare questa frase: “Tu non sei la tua malattia. Hai una storia individuale da raccontare. Hai un nome, una storia, una personalità. Rimanere sé stessi è parte della battaglia” J. Seifter

Conclusioni

Il disturbo bipolare non rappresenta una vergogna e nemmeno una colpa. (Colom F., Vieta E., 2016) È un aspetto di sé da accettare. Gestire la bipolarità è fondamentale per la qualità di vita della persona e dei familiari. Ci sono momenti molto bui, ma dopo le crisi tornano i momenti sereni.

Donatella Costa

Bibliografia

  1. Colom F, Vieta E. (2016) “Manuale di psicoeducazione per il disturbo bipolare” Editore Giovanni Fioriti
  2. La Mela C. et  al. (2016) “I protocolli clinici della terapia cognitivo-comportamentale” Editore Maddali e Bruni
  3. Tavormina G, Nardini M, et al. (2013) “Luce sul male oscuro – Disturbi dell’umore: identikit, prevenzione e cura” Editore Sardini
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