Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

Musicoterapia e depressione

Il ruolo della musicoterapia a supporto del trattamento della depressione è consolidato. Sono stati effettuati degli incontri di musicoterapia in ospiti di una struttura riabilitativa. Quali sono stati i risultati? Un’intervista con due musicoterapeute ce lo dirà.

Introduzione

In una struttura riabilitativa psichiatrica sono stati effettuati incontri di musicoterapia in un gruppo di ospiti affetti da grave forma di disturbo depressivo maggiore.  In qualità di psicoterapeuta e tutor del progetto ho supervisionato il tirocinio delle dott.sse Maria Grazia Famiglietti e Bianca Stile, due musiciste specializzande in musicoterapia presso il Conservatorio “Cimarosa” di Avellino.  Attraverso un’intervista sono riportati i principali aspetti della musicoterapia e i risultati dell’intervento stesso.

D: Cosa si intende per musicoterapia?

R: La musicoterapia è l’uso della musica che utilizza il suono (ritmo, melodia e armonia) per migliorare il benessere emotivo, fisico, cognitivo e sociale delle persone. La seduta viene condotta da parte di uno o più musicoterapeuta.

D: Quali sono i modelli e le tecniche utilizzate nella musicoterapia?

La Federazione mondiale della musicoterapia (W.F.M.T. – World Federation of Music Therapy) riconosce sei modelli e le corrispettive tecniche di ognuno. Vengono applicati due approcci principali. Il primo è la musicoterapia attiva in cui il paziente canta, suona strumenti o compone musica per esprimersi. Il secondo approccio è la musicoterapia recettiva dove l’ascolto di musica selezionata può stimolare le emozioni o il rilassamento.

Tabella – Modelli di musicoterapia riconosciuti dalla W.F.M.T. (Edwards J, 2017)
1Modello Nordoff-Robins, sviluppato da Paul Nordoff e Clive Robbins
2Musicoterapia Analitica (Analytical Muci Therapy – AMT), sviluppato da Mary Priestley
3Modello Benenzoniano, sviluppato da Rolando Benenzon
4Metodo GIM (Guided Imagery and Music), sviluppato da Helen Bonny
5Modello Comportamentale (Behavioral Music Therapy – BMT), sviluppato da Cliff Madsen
6Modello Neurologico (Neurologic Music Therapy – NMT) sviluppato da Michel Thaut

D: A chi è rivolta la musicoterapia?

R: La musicoterapia è rivolta a coloro che intendono migliorare le abilità cognitive, motorie, emotive e soprattutto relazionali. Essa è particolarmente efficace nel prevenire, affrontare e supportare le difficoltà di ciascun individuo. Può essere utile in ambito preventivo nella scuola o in ambito clinico in ambiente riabilitativo (Benenzon, 1983).

D: Quale l’interazione tra musica e terapia?

R: Tramite l’interazione verbale e non verbale il musicoterapeuta si avvale di diversi canali. I principali sono l’empatia, la rimozione, la connessione, l’espressione e la comunicazione. Importanti, inoltre, sono anche l’interazione, l’esplorazione, l’influenza, la motivazione e la validazione. L’emergere di tali fattori serve a creare la relazione tra ospite e musicoterapeuta, basandosi sulla capacità del suono di influenzare il corpo e la mente.  La musicoterapia, inoltre, può favorire il benessere e il recupero in diversi ambiti clinici e psicologici.

D: Nelle persone affette da disturbo depressivo maggiore quale può essere l’effetto benefico della musicoterapia?

R: La musica attiva la produzione di neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina, che sono coinvolti nella regolazione dell’umore e delle emozioni. Per tale motivo la musicoterapia può influenzare direttamente le emozioni. L’ascolto o la pratica musicale può migliorare il tono dell’umore e ridurre i sintomi depressivi. La musicoterapia è un trattamento attraverso cui la persona affetta da depressione maggiore può esprimere emozioni complesse da comunicare a parole (Manarolo, 2009). Ciò allevia le tensioni emotive e favorisce una diminuzione dell’ansia e dello stress. La musicoterapia contribuisce anche ad aumentare l’autostima e la fiducia in sé stessi, evitando l’isolamento e favorendo la socializzazione.

“Setting di musicoterapia”

D: Avete effettuato gruppi di musicoterapia per pazienti affetti da disturbo depressivo maggiore. Cosa avete riscontrato?

R: Abbiamo riscontrato una partecipazione attiva alle sedute di gruppo di musicoterapia. Abbiamo osservato anche miglioramenti nella interazione tra gli ospiti e le conduttrici dell’intervento con incremento dell’autostima. Durante le sessioni di musicoterapia, gli ospiti hanno mostrato una notevole capacità di esprimere le emozioni superando le difficoltà comunicative attraverso il suono.

Abbiamo riscontrato un generale senso di soddisfazione e di entusiasmo come emerso dai continui riscontri positivi degli ospiti. Ecco alcune frasi degli ospiti: «Il mio umore è migliorato!». «Non ci sono parole per descriverlo!». «La musicoterapia vuol dire vita». «Dottoresse, la musica funziona».

D: A quale strumento e a quale suono corrisponde il maggior benessere dei pazienti affetti dal disturbo depressivo maggiore?

R: Abbiamo constatato con la nostra esperienza di musicoterapia che le persone affette da disturbo depressivo maggiore prediligono alcuni strumenti. Il set tibetano (campane e piatti a dita) unito all’ocean drum sono gli strumenti che hanno indotto il maggiore benessere psicofisico negli ospiti della struttura riabilitativa. Abbiamo riscontrato una riduzione dell’ansia e un rilassamento muscolare e psicologico.

D: Come è stato strutturato il gruppo di lavoro della musicoterapia?

R: È stato creato un setting accogliente per favorire l’ascolto e la comunicazione musicale. La durata e la frequenza delle sedute di musicoterapia sono state definite in base agli obiettivi terapeutici con i medici e la psicoterapeuta che li aveva in cura. Gli incontri di musicoterapia hanno avuto una cadenza bisettimanale (Bruscia, 1993).  La regolarità degli incontri è importante per creare un senso di continuità e sicurezza. Essendo due musicoterapeute abbiamo condotto le sedute di musicoterapia invitando l’ospite a partecipare attivamente alla esperienza musicale. Fondamentale è creare una adeguata alleanza terapeutica in un clima di fiducia, rispetto e collaborazione.

Il setting delle sedute di musicoterapia è stato caratterizzato dall’uso di una serie di strumenti selezionati. Tra questi ci sono idiofoni, membranofoni, aerofoni e cordofoni. Con questi strumenti si è lavorato con gli ospiti favorendo il riconoscimento della scelta dello strumento come oggetto intermediario di comunicazione. Il setting della musicoterapia ha fornito una struttura spazio-temporale che ha aiutato l’ospite a orientarsi e a sentirsi in una zona confortevole. Ciò ha consentito all’ospite di esprimere le proprie emozioni e i propri vissuti emotivi.

D: Per quale motivo consigliereste la musicoterapia alle persone affette da disturbo depressivo maggiore?

R: Consigliamo la musicoterapia alle persone affette da disturbo depressivo maggiore perché è capace di offrire diversi benefici. Attraverso l’utilizzo di strumenti corpo-sonoro-non verbali la musicoterapia ricrea e sviluppa all’interno del rapporto musicoterapeuta-ospite la ripetizione, la riformulazione e la ristrutturazione dei comportamenti e delle emozioni vissute.

Conclusione

Nella nostra esperienza delle sedute di musicoterapia abbiamo osservato un miglioramento dell’umore e del benessere emotivo.  La musicoterapia presenta una risorsa preziosa, offrendo un approccio creativo e centrato sulla persona per affrontare il disturbo depressivo maggiore. Il suo obiettivo sulle emozioni, sulla regolazione affettiva e sul potenziamento delle risorse personali, la rende un valido strumento per promuovere il benessere psicologico e la crescita personale.

Barbara Solomita

Bibliografia

  1. Benenzon RO. Manuale di musicoterapia. Borla Editore, Roma, 1983
  2. Bruscia K. Definire la musicoterapia. Ismez, Roma, 1993
  3. Edwards J. The Oxford Handbook of Music Therapy. OUP, 2017
  4. Manarolo G. Psicologia della musica e musicoterapia. Edizioni Comsopolis, Torino, 2009

Sitografia

World Federation of Music Therapy. https://www.wfmt.info/

Foto: Envato Elements

Foto: “ Setting di musicoterapia “, di Barbara Solomita, 2025

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