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E se fosse un computer lo psicoterapeuta?

Nel corso dell’ultimo anno, a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, abbiamo assistito ad un incremento delle terapie a distanza.

Non si tratta di un fenomeno nuovo – già Freud effettuava interventi terapeutici tramite lettere. Nel 1966 fu creato un software (Eliza*) che “simulava” un colloquio con uno psicoterapeuta. Cosa ci dicono le ricerche sull’efficacia di questi approcci? Le nuove tecnologie hanno reso disponibili negli ultimi anni quello che negli anni ‘70 si vedeva nei film di fantascienza. Le videochiamate sono ormai entrate nella nostra quotidianità e anche lo psicologo e lo psicoterapeuta ne fanno largo uso.


Sebbene la psicoterapia sia una modalità molto efficace di affrontare la depressione, nella maggior parte dei casi i pazienti si fermano alla prima seduta. Questo, probabilmente, anche a causa delle difficoltà pratiche che si devono affrontare (M Thase et al 2020). Un classico percorso di psicoterapia, infatti, oltre ad avere un certo costo, richiede un impegno di tempo non indifferente. Di solito è un incontro a settimana della durata di un’ora a cui bisogna aggiungere gli spostamenti per andare e tornare dallo psicoterapeuta. Non tutti possono permettersi questo tipo di impegno. È per questo che ci si è chiesti se la psicoterapia a distanza, effettuata tramite videochiamata, potesse essere efficiente nel trattamento della depressione.


Analizzando una ricerca inglese sulla psicoterapia cognitivo comportamentale effettuata a distanza (D Kessler 2009), notiamo dei risultati promettenti. Gli effetti sono stati significativi e stabili anche 8 mesi dopo il termine della terapia. La psicoterapia cognitivo comportamentale è la più utilizzata come termine di paragone poiché è quella su cui sono disponibili più ricerche.

Cosa significa in pratica tutto questo? Che l’utilizzo della psicoterapia a distanza può consentire a molte più persone di accedere a questo tipo di cura. Anche chi non vive nei pressi di uno studio di psicoterapia può in questo modo ottenere il supporto di cui ha bisogno. Inoltre, la scelta si moltiplica, garantendo a chi ha bisogno di aiuto di potersi rivolgere al professionista che preferisce. La distanza non è più una preoccupazione: basterà un semplice click per raggiungerlo.


Un altro fenomeno interessante che si sta diffondendo, soprattutto nei paesi di lingua inglese, è quello delle terapie effettuate direttamente da un computer. Si tratta di siti web o di app per il cellulare che consentono di seguire un percorso di psicoterapia cognitivo comportamentale anche senza l’intervento umano. I risultati sono incoraggianti: sembra che anche in questo modo, interagendo con un software, si possano alleviare i sintomi della depressione e dell’ansia. Alcuni esempi di questi programmi sono MoodGYM, e-couch e Beating The Blues. Restano ovviamente dei problemi da affrontare. La personalizzazione dell’intervento sul singolo paziente è il primo. La seconda difficoltà è che è necessaria una grande motivazione per seguire un percorso che sappiamo non è stato fatto su misura per noi.


Per risolvere questo problema, cercando al contempo di contenere i costi, sono state ideate delle forme miste di psicoterapia. Una parte di essa è effettuata dal computer e una parte da un psicoterapeuta. Così è possibile lasciare al computer i compiti “standard” e far fare allo psicoterapeuta quelli di personalizzazione e d’intuito che un computer non possiede. Lo psicoterapeuta si occupa della parte strategica della terapia ed il computer delle azioni meccaniche di supporto del lavoro del “collega umano”.


La terapia online e quella in presenza hanno delle caratteristiche specifiche che le rendono complementari. Un paziente potrebbe sentirsi più al sicuro tra le mura di casa o avere difficoltà a raggiungere lo studio del terapeuta. Un altro potrebbe sentirsi a disagio nel non essere fisicamente di fronte al terapeuta con cui interagisce. Inoltre, va anche considerato che una parte importante della terapia potrebbe essere proprio il doversi vestire e preparare per andare in studio; cosa che verrebbe a mancare nel caso di una terapia online (D Renn 2019).

Andrea Iengo

Bibliografia


1. Kessler D, Lewis G, Kaur S et al.: Therapist-delivered internet psychotherapy for depression in primary care: a randomised controlled trial. The Lancet, 374(9690), 628-634.
2. Renn, B. N., Hoeft, T. J., Lee, H. et. al: Preference for in-person psychotherapy versus digital psychotherapy options for depression: survey of adults in the US. NPJ digital medicine. 2019, 2(1), 1-7.
3. Thase, M E, McCrone, P, Barrett, et al: Improving cost-effectiveness and access to cognitive behavior therapy for depression: providing remote-ready, computer-assisted psychotherapy in times of crisis and beyond. 2020. Psychotherapy and Psychosomatics, 1-7.

https://it.wikipedia.org/wiki/ELIZA_(chatterbot) pagina visitata il 21-1-2021

*Eliza non emulava una psicoterapia, era più un gioco ed è considerato come il primo tentativo di software di psicoterapia.

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2 risposte

  1. Mi sembra molto interessente questa iniziativa. Conoscendo l’amico fraterno Tavormina non può essere che una rivista scientifica e seria.

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