Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

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L’incertezza della vita

La nostra esistenza è intrisa d’incertezza, che per quanto possa procuraci qualche disagio, comunque ci stimola nella ricerca di stabilità. Ci sono momenti e situazioni di particolare incertezza, che possono spaventarci per il futuro, fino a farci soffrire e ad ammalarci psicologicamente.

La compagna di viaggio

L’incertezza ci accompagna durante tutta la vita, per cui Eraclito diceva: «tutto scorre», per indicare il continuo cambiamento di tutte le cose che esistono.  A cui fa eco Lorenzo il Magnifico con la Canzona di Bacco, «Quant’è bella giovinezza, Che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non v’è certezza». E, Yalom afferma: «Noi umani aborriamo (temiamo) l’incertezza […] siamo alla ricerca di uno schema coerente e prevedibile per ordinare gli avvenimenti».

Talvolta con la consapevolezza della stessa, contattiamo anche la paura di vita e/o della morte. Così che ognuno si costruisce i propri schemi per tenere a bada il conseguente senso smarrimento e gestire le sue paure.

Le azioni che generiamo sono tese, sia a lenire le sofferenze, che a dare un senso (valore) alla nostra esistenza. L’incertezza diventa così il pepe della vita, che dalla preistoria ad oggi, ha portato la nostra creatività verso l’attuale progresso scientifico e tecnologico. Questo, insieme ad un chiaro senso della vita e alla ricerca delle possibili soddisfazioni, contribuisce al nostro benessere.

Spesso la vicinanza di una situazione limite, può diventare uno stimolo a rivedere la propria vita (Jaspers, 2000). Marina Sozzi nel suo bellissimo libro, racconta la sua dolorosa esperienza di malata di cancro. Di questa l’autrice descrive anche come la sua situazione, comune a tante altre persone, può essere una opportunità di rinascita ad una nuova esistenza (autentica direbbe Hidegger).  

Le cause d’incertezza

La nostra crescita, in qualsiasi ambito incontra delle difficoltà per le molteplici variabili interne e esterne a noi, che ci accompagnano nelle nostre esperienze. Tra le variabili interne cogliamo le spinte ambivalenti che ci caratterizzano, causando difficoltà e incoerenze decisionali (Jaspers, 2000). Poi ci sono le spinte interne inconsce, che per la poca conoscenza che ne abbiamo, sono spesse di difficile gestione (Freud). Come avviene con le pulsioni aggressive, sessuali e predatorie.

Abbiamo poi le nostre fantasie di onnipotenza, che condizionano la gestione della libertà e dei nostri limiti, che cerchiamo di nascondere a noi e agli altri. A queste aggiungiamo le pretese di controllo della realtà interna ed esterna, costituite dalle malattie, i lutti, le separazioni e la solitudine. Sono tutte destinate, più o meno al fallimento procurando un senso d’impotenza, a cui può conseguire un’angoscia di morte. Il crollo dell’illusioni, aumenta la nostra consapevolezza di fragilità, contribuendo ad acuire ancora di più l’incertezza. Così sperimentiamo un circolo vizioso di certezza dell’incertezza, che ci opprime e ci angoscia ulteriormente.

Tra le tante influenze esterne, ci sono le situazioni ambientali caratterizzate da continui e repentini cambiamenti, e perciò portatrici di crisi e d’incertezza in vari settori. Come sta avvenendo con il clima, l’economia, le relazioni politiche e sociali, le epidemie, le migrazioni forzate e le guerre. Le nostre illusorie certezze, basate sul potere economico, politico, professionale, il prestigio sociale ecc., sono messe a dura prova in tali situazioni. Le conseguenziali incertezze ci possono apparire insostenibili, per i relativi disagi fisici e psicologici che le accompagno.

Come spesso accade, gli individui più fragili e/o meno fortunati, fanno molta fatica a superare le prove di tali situazioni. Le loro strategie difensive, che in modo spontaneo mettono in atto, sono purtroppo inadeguate e/o controproducenti. L’angoscia di morire è più consapevole, ma sovente si manifesta in modo mascherato mediante una serie di sintomi.

Un esempio d’incertezza insostenibile

Alessia è una donna Ucraina di circa quarantacinque, anni ha un fisico formoso ma armonico. Lavora in Italia da qualche anno, facendo la badante ad una coppia di coniugi anziani. L’espatrio temporaneo di Alessia, per quanto faticoso e doloroso per il distacco dalla famiglia, è stato anche gratificante. La famiglia Italiana ospitante, contenta del suo operato, l’apprezzava e la premiava in vari modi. Il clima sperimentato è stato utile e buono, anche per la famiglia di Alessia in Ucraina.

Nell’ultimo periodo la signora, appariva sempre più stanca, triste, demotivata, distratta e piangeva spesso. Il malessere è comparso lentamente dall’inizio della guerra in Ucraina. La situazione depressiva, si è aggravata anche per la scelta del figlio diciottenne, che volontariamente decideva di andare al fronte per difendere il suo paese. Le mancate notizie dal fronte del giovane, dovute a motivi di sicurezza militare, aumentavano lo sconforto per la situazione già gravida di incertezza.

La famiglia ospitante, si è premurata di sostenere Alessia, procurandole un aiuto psicofarmacologico tempestivo, che insieme a qualche notizia dall’Ucraina, ha dato i suoi frutti.

Incertezza, sofferenze e sessualità

L’impatto psicologico delle situazioni d’incertezza, come dicevamo, si palesa con diverse forme di sofferenza. L’angoscia della vita presente nei giovani si evidenzia con crisi di panico, disturbi psicosomatici e difficoltà di studiare per l’ansia.  Gli adulti sono più soggetti alla depressione e alle difficoltà della sfera sessuale, mentre negli anziani è più presente la depressione.

La sessualità, è spesso usata dagli adulti per allontanare la paura della morte, mediante modalità più disparate. Osserviamo soprattutto forme compulsive di sessualità, irrefrenabile spinta alla promiscuità, sfrenata attività masturbatoria (Yalom, 2019). Nelle forme depressive, il calo della libido è un sintomo che si apprezza di frequente.

Conclusioni

L’onnipresenza dell’incertezza, è alla base del suo ruolo stimolante, come anche dei nostri problemi esistenziali: la morte, la libertà, la solitudine, la caducità e il senso dell’esistenza. La paura di questi, ci può spaventare, al punto tale da farci ammalare, ma conoscendoli meglio (aiutati) possiamo imparare ad usarli in modo utile al nostro benessere (crescere).

                                                                                                                          Francesco Cervone

Bibliografia

  1. Yalom Irving D: Psicoterapia esistenziale, Neri Pozza Editore 2019.
  2. Jaspers Karl: Psicopatologia Generale, Il Pensiero Scientifico Editore Roma, 2000.
  3. Sozzi M: Non sono il mio tumore, Chiarelettere Editore srl.
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