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L’adolescenza e la tristezza vitale

L'adolescenza è intesa come l'età del cambiamento, rappresenta l'evoluzione per crisi di una delle tappe fondamentali della vita. È molto importante in quanto inizia il progetto del futuro, che si consoliderà nell'età adulta. Quante emozioni! Sicuramente la pandemia ha inciso nel farne prevalere alcune: la paura, la tristezza, la rabbia.

Un’emozione molto comune è la paura, che si manifesta nelle diverse situazioni, talvolta senza una causa apparente. Emerge dietro uno stimolo specifico, che ci mette in fuga di fronte ad un eventuale pericolo oppure quando si è pronti all’attacco. La trasmissione della paura è strettamente correlata all’educazione familiare, sociale e culturale. Ma, in determinate situazioni si ha un eccesso di paura che sconfina nella “paura di avere paura”, ed approda nell’angoscia. La tristezza, altra emozione che si manifesta con i diversi eventi di vita, ma talvolta diventa malinconia, oppure la cosiddetta tristezza vitale. Quest’ultima si differenzia perché può diventare successivamente depressione. La rabbia nell’adolescenza è ancorata alla difficoltà di gestire le frustrazioni nel loro rapporto con la realtà. Le ferite narcisistiche sono vissute nell’angoscia, ed è per questo che l’adolescenza è un periodo essenziale per l’autostima, e per l’identità.

L’ebbrezza delle emozioni

Nell’adolescenza, una generazione già in un equilibrio precario negli ultimi anni, emozioni quali la rabbia e la paura possono generare una reazione anomala come sfidare la morte. I giochi e pratiche violente lo dimostrano. In alcuni casi si crea un confine con la morte o meglio una sfida! Nel gioco del soffocamento cosiddetto del foulard, si provoca un’apnea prolungata fino a svenire (Sabato G, 2020). Esso consiste nello stringere al collo i più disparati oggetti, oppure provocarsi asfissia stringendosi direttamente con mani le carotidi.

Altri giochi sono rappresentati: il planking, cioè stendersi per terra sul margine degli strapiombi, sui binari dei treni, o alzandosi in piedi quando sono in movimento. Saltellando nelle ringhiere dei balconi, degli hotel o passando da un appartamento ad un altro. Oppure cavalcare le macchine quando raggiungono alte velocità, ancora salire nel tetto degli ascensori durante il passaggio tra i piani di un palazzo. Le pratiche più pericolose vengono fatte da soli o in gruppo.

L’esasperata ricerca di emozioni forti, diventa un fattore di maggiore fragilità verso l’uso di alcol e di sostanze stupefacenti, che agiscono sul tono dell’umore, rendendolo instabile e più a rischio di depressione.

L’abuso psicologico nell’adolescenza

Le situazioni di abuso fisico o psicologico dove il senso di colpa e di vergogna, vengono interiorizzati dalla persona, e possono sfociare in tristezza vitale o nella depressione. L’adolescenza ha come meta da raggiungere l’acquisizione di un’identità fissa e irreversibile, che presuppone il rimaneggiamento del proprio corpo, la fuoriuscita dalla famiglia e l’impatto con la scuola, i primi rapporti di gruppo o amicali. Un ruolo determinante è svolto dalle emozioni che hanno una funzione adattiva principale; quando la perdono, si accompagnano al dolore psichico (morale). La conseguenza è che la persona vive tutta la sua gravità senza riuscire ad elaborarlo. La depressione si associa a sofferenza soprattutto nell’adolescenza si correla ad un rischio significativamente aumentato di morte (suicidio).

Talvolta, l’insoddisfazione porta a voler ad ogni costo identificarsi in un gruppo anche se con dinamiche distorte, nocive, distruttive. Oppure al contrario quando un adolescente teme il confronto con i compagni di classe perché ha una bassa autostima e si sente inferiore a loro (Oliviero A, 2022). Le situazioni di isolamento scolastico, del gruppo di amici, nonché in molti casi vessazioni nei social possono sfociare in: tristezza, vergogna, rabbia. In alcune persone in depressione. Emerge allo stato attuale il culto di voler apparire nei social con cose straordinarie, al di fuori della norma, per avere il consenso della collettività.

Il gioco, la creatività e l’adolescenza

Il gioco è un aspetto fondamentale nella vita del bambino e dell’adolescente. Winnicot lo considera un’elaborazione della realtà, postulando uno spazio potenziale tra il bambino e la madre (sufficientemente buona). “Il gioco non serve come evasione, non è un qualcosa fuori dalla realtà, ma può esserci una modalità inclusiva di esperienza del gioco, cioè funzionale all’elaborazione della realtà”. E, rappresenta un fattore alla base della crescita sana di ciascun individuo: è la stessa creatività nell’interpretare i ruoli nell’infanzia che diventa fondamentale nei futuri adulti.

È importante una breve riflessione sulle separazioni, soprattutto nella difficoltà del dolore di elaborazione, sia che si tratti dei genitori, o di altre basi sicure affettive di riferimento, e non solo […]. Ne consegue che sono un evento stressante negli adolescenti, paragonato ad una sorte di morte anticipata. Proprio la pandemia aggrava inoltre la paura e tutta l’incertezza nel programmare le più variegate attività della vita.

Un dolore morale è costituito dal sentimento di angoscia che ritroviamo nel vissuto soggettivo, o nel legame ambivalente dei sintomi ansiosi. Ciò comprende anche i vari stati emotivi con polarità negativa: la tristezza, la rabbia, il disgusto. Un’emozione come la rabbia è molto frequente soprattutto rispetto alla scarsa tolleranza alla frustrazione per non poter fare le attività quotidiane in piena libertà.

Infine, il dolore somatico, che ritroviamo nei bambini ed adolescenti nelle situazioni conflittuali, in particolare quando vogliono evitare dei compiti in classe (scuola). Spesso si accompagnano a scarsa autostima e alla paura di un giudizio negativo degli insegnanti, o anche nel confronto con i compagni ritenuti più bravi.

Le nuove generazioni sono state contaminate dalla superficialità dei valori etici. La difficoltà non solo ad essere responsabili, ma una mancanza di crescita nel ruolo stesso e nelle motivazioni che infine determinano le scelte nel percorso della vita.

Maria Efisia Meloni

Bibliografia

  1. Rudas N et al: Donne morte senza riposo. Un’indagine sul muliericidio. AM & Edizioni, Cagliari 2016.
  2. Sabato G.: L’età dell’incoscienza. MIND, Mente &Cervello: Adolescenti. L’età dell’incoscienza. Li descrivevano spesso come annoiati, aggressivi privi di ideali. Ma chi sono davvero i teenager? E soprattutto, come li ha cambiati la pandemia? N.188-Anno XVIII-agosto 2020
  3. Oliviero Ferraris A: Ragazzi sicuri di sé. MIND, Mente &Cervello: Il potere delle relazioni. Per essere felici bisogna accettare con gioia le nostre reciproche dipendenze e coltivare i legami sociali. N. 205 -Anno XX-gennaio 2022

Sitografia

  1. Psicologiapsicoterapiapsicoanalisi.com/2014/03/donal-w-winnicot-stralcio-da.html
  2. https://lavinialatorre.it>2008>December>30
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