Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

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L’amore al tempo del Coronavirus

Riflessioni e curiosità sull'amore e sulla sessualità in tempo di pandemia. Esperienze negative infantili e rigida educazione arrecano danno in amore.

“La notte il cuscino parla”, recita un proverbio intorno alla sessualità. Il significato sottolinea l’importanza dell’amore nella vita di coppia. Dopo un amplesso gratificante si è più disponibili a parlare e ad ottenere quell’attenzione che di solito langue in altri momenti. Grazie all’incontro erotico si crea una maggiore vicinanza emotiva e cognitiva, che appaga i nostri desideri di condivisione e di conferma.


La sessualità è un insieme complesso di caratteristiche, le cui componenti che la costituiscono sono biologiche, socioculturali e psicologiche. Esse nel loro intrecciarsi ne fanno una funzione molto importante per l’esistenza, perché finalizzata alla soddisfazione erotica, alla procreazione e all’incontro psicologico dei partner.


Le componenti accennate determinano uno sviluppo soggettivo di tale funzione, per cui ogni individuo ha una propria modalità di sentire e vivere la sessualità. Essa parte da criteri personali, con cui si va incontro all’altro, anch’esso mosso dai propri postulati. Anche se la biologia ne presenta semplicemente una duplice espressione: maschile e femminile.

Tuttavia, tale semplicità è solo apparente, perché la soggettività dei partner determina una diversità espressiva della sessualità. Essa comporta una serie di problematiche in tutti noi, verso le quali abbiamo talvolta, un atteggiamento non sincero e spontaneo. La complessità che ne consegue suscita in noi un timore, che cerchiamo di non far notare scherzandoci su, oppure mostrando un’apparente sicurezza. Se aggiungiamo a quanto detto l’attuale momento storico particolarmente drammatico per l’umanità a causa della pandemia, comprendiamo perché aumentino in noi angosce esistenziali. La pandemia sta minando le strutture scientifiche, economiche, sociali, politiche e culturali in tutto il mondo.

Le nostre illusorie certezze sono state spazzate via e ci sentiamo smarriti, svuotati. Diventa difficile vivere in modo utile e gratificante una qualsiasi situazione che di norma lo è, come ad esempio lo è l’incontro erotico; ne perdiamo i benefici psicofisici che apporterebbe. Citiamo due casi clinici per capire meglio quest’insieme che sembra muovere il mondo.

I °Caso Clinico


Nicola, il primo paziente in oggetto, era venuto in terapia spaventato da fantasie suicidarie e sessuali. Cercava di nascondere, anche in terapia le movenze effemminate, faceva fatica a dire che sentiva una attrazione per un amico. Tale paura di definirsi era legata alla difficoltà di contatto e consapevolezza di ciò che provava. Motivi culturali e soprattutto religiosi costringevano il giovane a non comunicare a nessuno il proprio vissuto conflittuale. Non sarebbe stata accettata, ma anzi condannata, se non addirittura punita, una eventuale tendenza omosessuale.


La storia infantile di Nicola era stata segnata dalla relazione con la madre, donna fredda e indifferente. La figura paterna era quasi inesistente, perché troppo dedita al lavoro. I problemi economici, il continuo affidamento ai parenti, per una grave malattia della madre e l’abuso sessuale di un vicino adulto, hanno fatto il resto.

2° caso clinico


La seconda paziente che chiamiamo Giuseppina, era venuta in terapia per una “difficoltà relazionale” che tendeva a sminuire. L’esprimeva a fatica e col tempo si era radicata: era la paura degli uomini e delle fantasie che questi le procuravano. Giuseppina era una bella donna alta, bionda, con occhi azzurri, capelli ondulati, tutte caratteristiche che lasciavano immaginare ad una spiccata passionalità.


Il marito era un uomo attraente e aveva un fisico statuario. Lamentava di continuo la carenza della moglie a vivere una qualsiasi manifestazione affettiva, in modo attivo e spontaneo. La naturale spinta erotica della paziente era stata costretta e probabilmente condizionata da esperienze infantili definite solo vagamente “poco piacevoli”. Soprattutto ha inciso l’essere cresciuta lontano dalla famiglia fin da piccola, ospitata da zii anziani, culturalmente limitati ed educata in modo rigido e bigotto.

Valutazioni


Molte persone non osano dire neppure a sé stesse le paure, le fantasie, i dubbi che hanno rispetto alla loro vita sessuale. Si trascinano in una insoddisfazione cronica e non chiedono aiuto. Persone che quando fanno l’amore pensano ad un partner diverso, o dello stesso sesso; altre cercano situazioni particolari (scambi di coppia, sesso in gruppo e/o situazioni pericolose) per sentire qualche sensazione erotica; altre usano surrogati per vivere un piacere accettabile (oggetti, droghe, farmaci).


Sappiamo che nessuno è perfetto e che l’ovvietà della diversità ci porta a dimenticarla; che l’amore ci fa idealizzare l’altro e che nessuno può dirsi totalmente maschio o femmina; oppure che lo slancio in amore sia sufficiente ad appianare i vuoti dell’incomprensione. Cosi però perdiamo di vista l’importanza di conoscerci e di vivere meglio.


Pensiamo che l’amore e la sessualità siano una sorta di crogiuolo, in cui confluiscono tanti aspetti che ci appartengono. Esso ci spinge a contattare la diversità fisica, caratteriale e i reciproci limiti, stimolandoci al dialogo intersoggettivo, funzionale alla crescita in altri ambiti della vita. Già il dialogare è la medicina che fa crescere e che cura!

La cura del dialogo


Un buon dialogo comprende: una discreta conoscenza/consapevolezza di sé stesso per avere chiare le proprie idee; sapersi mettere nei panni dell’altro per capire bene il suo punto di vista e le sue esigenze; saper rispettare l’altro nella sua diversità; saper accettare che non sempre riusciamo a capirci e ad incontrarci. Perciò è bene saper aspettare altri momenti per riprendere il confronto, rispettando i tempi e le caratteristiche dell’altro.


Il dialogo nella coppia ha lo scopo di realizzare un percorso di crescita, mediante la ricerca di possibili incontri. Esso ha lo scopo d’integrare gli obiettivi della sessualità, per poterla vivere pienamente e gioiosamente. Fa sperimentare il valore della vicinanza e della condivisione fisica, emotiva, fantastica ed etica della relazione amorosa. I partner sanno di essere consapevolmente “Io” (soggetto), “Tu” (oggetto) e “Noi”( insieme) e possono assaporare dei momenti che fanno sentire la bellezza di esserci!

Francesco Cervone

Bibliografia
1. Ariano G: Esercizi d’intersoggettività. I Valori tra relativismo e intersoggettività. Editore Sipintegrazione (2008)
2. Cervone F: Matrimonio e matrimoni. Lettura psicologica dei diversi modi di essere coppia. Editore Sipintegrazione (2012)

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