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La solastalgia: una nuova forma di disagio psicologico

I cambiamenti repentini dell’ambiente, fenomeni climatici estremi, come tempeste, alluvioni o ondate di caldo, stanno generando senso di alienazione, malessere, depressione. A generare la solastalgia è la trasformazione dei luoghi che ci appartengono, non più riconoscibili agli occhi e alla memoria.

Cosa significa solastalgia?

Solastalgia è un neologismo coniato per definire il profondo e significativo disagio psicologico causato dalle trasformazioni ambientali di questi ultimi anni.

Il termine solastalgia è la combinazione della parola latina solacium (conforto) e della radice greca algia (dolore). È stato coniato nel 2005 dal filosofo australiano Glenn Albrecht (2005,Philosophy Activism Nature) e indica il sentimento di nostalgia che si prova per un luogo, nonostante vi si continui a risiedere.

Questo particolare stato emotivo si manifesta quando il proprio ambiente viene alterato da mutamenti repentini che esulano dal nostro controllo. «È la malinconia che provi quando sei a casa e il tuo ambiente familiare sta cambiando intorno a te in modi che ritieni profondamente negativi», ha spiegato Albrecht. Il filosofo aveva specificatamente ideato questo termine per descrivere gli effetti dannosi che il boom dell’estrazione del carbone aveva avuto sugli abitanti della Upper hunter valley, in Australia.

Come persone deportate dalla propria terra

Secondo il filosofo australiano, la solastalgia, genera stati d’animo simili a quelli provati dalle persone deportate dalla propria terra. «Gli aborigeni australiani, i Navajo e qualsiasi popolazione indigena hanno provato questo senso di dolore e disorientamento dopo essere stati sfollati dalla loro terra», ha affermato Albrecht. Egli ha scoperto però che, questa patologia del luogo, non si è limitata ai nativi. Gli abitanti della Upper hunter valley erano infatti ansiosi, irrequieti, disperati, depressi, proprio come se fossero stati rimossi con la forza dalla valle, ma non era successo. Era invece la valle ad essere cambiata intorno a loro.

La solastalgia non colpisce però solo le persone che vivono nei pressi di miniere, in aree colpite da fuoriuscite di petrolio o eventi climatici estremi. È una condizione globale, avvertita in misura maggiore o minore da persone diverse, in luoghi diversi, ma sempre più condivisa, dato l’inarrestabile degrado dell’ambiente.

C’è una relazione tra distruzione del mondo naturale e l’insorgenza di problemi psichici?

La correlazione tra la distruzione del mondo naturale e l’insorgere di problemi psichici, seppure sia un fenomeno relativamente recente, è già stata ampiamente indagata e dimostrata dalla scienza.

Nel 2017 l’American psychological association ha pubblicato il rapporto Salute mentale e il nostro clima che cambia: impatti, implicazioni e orientamento (Anna Kelly, 2017). L’obiettivo dell’associazione è stato proprio quello  di attirare l’attenzione sui diversi impatti psicologici legati ai cambiamenti climatici.

La solastalgia innesca un meccanismo di difesa passivo, fatto di fatalismo, paura e impotenza. Essa ci impedisce, sia a livello personale che collettivo di affrontare adeguatamente le cause dei cambiamenti climatici

Differenza tra solastalgia e nostalgia

Il termine solastalgia è stato ispirato al concetto di nostalgia. Tuttavia, ci sono differenze fondamentali tra questi due stati emotivi. La nostalgia descrive solitamente uno stato di tristezza o desiderio causato dall’essere lontani da casa.

Al contrario la solastalgia, può descrivere l’esperienza di trauma cronico o di disperazione a causa di cambiamenti negativi o dolorosi nell’ecosistema in cui si vive. Soprattutto a causa dell’impatto del cambiamento climatico. La solastalgia si riferisce ad eventi di cui non si ha il controllo. Pertanto  non è possibile tornare a casa per ripristinare lo stato di benessere, perché è la casa stessa ad essere cambiata.

Le persone esposte al cambiamento ambientale sperimentano effetti negativi esacerbati da un senso di impotenza o mancanza di controllo sul processo di cambiamento in atto.

Da numerose ricerche si evidenzia che oggi in tutto il mondo si registra un aumento delle sindromi psicologiche causate da disagio ecosistemico. L’ambiente naturale infatti svolge un ruolo significativo nella costruzione delle nostre identità e nella nostra percezione del futuro.

Effetti psicologici da catastrofi ambientali

Quando un’area viene devastata da un disastro naturale, non solo le proprie case vengono completamente distrutte, ma l’intera esistenza delle persone e delle loro comunità che vivono in quell’ambiente.

In queste situazioni le persone non solo hanno bisogno di ricostruire la propria vita, ma devono anche riconciliarsi con ciò che hanno perso. Questo può comportare uno stato depressivo per coloro che hanno assistito a drastici eventi o che hanno subito catastrofi ambientali, come un uragano, un’alluvione o un incendio boschivo.

In questa situazione la solastalgia si manifesta attraverso la perdita del senso d’identità, l’insicurezza e l’interruzione dell’appartenenza rispetto al luogo in cui vive.

Stress da cambiamento climatico globale

La solastalgia viene a volte definita anche, più in generale, come ansia climatica dovuta ad una sensazione di perdita dell’ambiente naturale a causa del cambiamento climatico del pianeta.

Anche le persone che non assistono in modo diretto alle catastrofi ambientali infatti, possono sviluppare un profondo senso di impotenza, di fronte all’inarrestabile processo di deterioramento della Terra.

Questo senso di smarrimento è dovuto all’interazione che esiste tra il benessere del nostro ambiente fisico e quello della nostra salute mentale.

Quali sono i sintomi della solastalgia?

La solastalgia comprende un’ampia varietà di sintomi che possono essere presenti in altri problemi di salute mentale. Questa condizione varia molto da una persona all’altra e può verificarsi in risposta a un’ampia varietà di circostanze. Anche il livello di gravità e di persistenza dei sintomi è molto variabile. Alcuni individui manifestano sintomi gravi e di lunga durata mentre altri presentano segnali lievi o moderati che possono apparire solo in alcuni specifici momenti.

Tra i sintomi più ricorrenti ci sono: rabbia, ansia, depressione, disperazione, angoscia, stanchezza, difficoltà a dormire, senso di insicurezza, impotenza e perdita della speranza. A livello del pensiero si hanno sensi di colpa e  rimuginazioni in forma un po’ ossessiva. Si possono avere anche attacchi di panico alla vista di un paesaggio deturpato. Il disagio cronico può indebolire il sistema immunitario, rendendo le persone più vulnerabili a numerosi disturbi fisici.

La solastalgia complica inoltre le relazioni interpersonali minando la coesione dei nuclei familiari e delle comunità. La propria casa e il proprio ambiente sono il fulcro delle relazioni sociali e se vengono danneggiati anche queste ultime tendono a risentirne.

Come viene diagnosticata la solastalgia?

Psicologi ed altri professionisti della salute mentale possono diagnosticare la solastalgia dopo aver valutato l’impatto che i sintomi hanno sulla vita quotidiana.

Si tiene conto della storia medica e delle circostanze della vita, ma anche delle situazioni ambientali specifiche che potrebbero aver contribuito a far precipitare la situazione verso la solastalgia. Anche le condizioni mentali preesistenti, come ad esempio aver sofferto in passato di disturbi d’ansia, depressione o altri disturbi dell’umore, sono elementi importanti per la diagnosi di solastalgia.

Chi sono le persone più vulnerabili alla solastalgia

La solastalgia può dunque colpire chiunque. Ci sono però gruppi di persone particolarmente vulnerabili, come coloro che hanno una forte connessione emotiva con un luogo o un ambiente specifico. Specialmente se strettamente legato al loro senso di identità, storia personale o comunità di appartenenza. Le popolazioni indigene, le comunità rurali e gli agricoltori sono tra i soggetti più vulnerabili. Poiché spesso dipendono strettamente dalla terra per il loro sostentamento e nutrono un profondo legame culturale e spirituale con l’ambiente circostante.

Tuttavia, la solastalgia può anche colpire individui che vivono in aree urbane, soprattutto quando sono testimoni delle trasformazioni ambientali e dell’urbanizzazione accelerata. Esse portano a un distacco emotivo dal luogo in cui hanno trascorso la maggior parte della loro vita. Pertanto alcuni gruppi di persone, possono essere più vulnerabili. I bambini che sono stati vittime di eventi meteorologici estremi infatti, sono particolarmente suscettibili a sviluppare disturbi psicologici nel futuro. Si è osservato che, soprattutto i più giovani, dimostrano un interesse e una preoccupazione maggiori riguardo ai cambiamenti climatici rispetto agli adulti. Come è dimostrato dalle manifestazioni giovanili per il clima in tutto il mondo.

Diversi sondaggi hanno rivelato che molti ragazzi esprimono preoccupazione, paura e ansia riguardo all’impatto che il riscaldamento globale avrà sulle loro vite. Alcuni credono persino che il mondo potrebbe finire nel corso della loro esistenza.

Come si può trattare la solastalgia?

Una delle maggiori difficoltà nel trattamento della solastalgia è che gran parte delle cause dell’angoscia presente in questa condizione si trovano al di fuori del controllo della persona.

Durante il trattamento chi soffre di solastalgia lavora su come riprendere il senso di controllo e riaccendere la speranza. Si impegna a ritrovare uno scopo nella vita e riuscire a fare nuovamente dei progetti per il futuro.

Per fare questo può essere utile un percorso di psicoterapia durante il quale si cerca di ricucire la frattura tra la persona e l’ambiente naturale. Il primo obiettivo di un percorso di cura, è quello di aiutare la persona, a prendere consapevolezza del senso di vuoto e di perdita sperimentato a causa del cambiamento climatico. Bisogna infatti, accettare il fatto che il cambiamento ambientale e i disastri causati dall’uomo sulla natura possono avere enormi conseguenze sulla psiche umana.

Quando si è molto sensibili, è necessaria una profonda elaborazione di questi temi che può richiedere tempo, impegno ed autocompassione.

Talvolta il senso di angoscia è accompagnato da un  senso di colpa universale nei confronti dei disastri ambientali generati dagli esseri umani. Diventa importante dunque liberarsi da queste colpe e riconoscere la propria inevitabile impotenza di fronte agli eventi incontrollabili.

È anche importante riconnettersi con la natura. Se la condizione di impoverimento degli ambienti naturali è così dolorosa si può intervenire anche attraverso piccole azioni quotidiane, che servano a riconnettersi con la natura.

Ad esempio può essere utile tenere in casa piante o fiori e dipingere le pareti con colori naturali. O cercare di trascorrere del tempo passeggiando nei prati, nei boschi, in riva ad un fiume o sulla spiaggia.

L’esempio di Greta Thungerg

La solastalgia può paralizzare e accentuare il nostro senso di impotenza, oppure può essere la molla per reagire e provare a invertire la tendenza. È il caso di Greta Thunberg, l’adolescente svedese che ha dato vita al più grande movimento per il clima della storia.

Quando Greta ha appreso per la prima volta della crisi ambientale in corso, all’età di otto anni, ne è rimasta letteralmente scioccata. A undici anni ha smesso di parlare e di mangiare e le furono diagnosticati la sindrome di Asperger, il disturbo ossessivo-compulsivo e il mutismo selettivo. Ma, anziché lasciarsi sopraffare dalla vastità della crisi climatica e continuare a vivere come niente fosse, come fa la maggior parte di noi, Greta ha deciso di agire. A sostenerla è stata il suo principale pensiero, diventato un motto per molti giovani: non sei mai troppo piccolo per fare la differenza.


                                                                                                                      Antonella Vacca

Bibliografia  

  1. AA.VV., (2023). Solastalgia: An Anthology of Emotion in a Disappearing World, University of Virginia Press
  2. Albrecht G. A (2005) Solastalgia: a new concept in human health and identity. PAN: Philosophy Activism Nature 3:41–55
  3. Albrecht, G.A., (2019).  Earth Emotions: New Words for a New World, Cornell University Press
  4. Albrecht G. A., Sartore G. M., Connor L.,  Higginbotham N., Freeman S., Kelly B., Stain H., Tonna H., Pollard G. “Solastalgia: the distress caused by environmental change”PMID: 18027145  DOI: 10.1080/10398560701701288
  5. Galway, L.P., Beery, T. et al. (2019). Mapping the Solastalgia Literature: A Scoping Review Study, International Journal of Environmental Research and Public Health, vol. 16 issue
  6. Kelly A. (2017) “Eco-Anxiety at University: Student Experiences and Academic Perspectives on Cultivating Healthy Emotional Responses to the Climate Crisis”Independent Study Project (ISP) Collection.

Sitografia

  1. Cos’è la solastalgia, definizione ed effetti dell’ansia da cambiamenti climatici – Life-Gate
  2. Solastalgia: se il cambiamento climatico intacca la salute mentale (serenis.it)
  3. https://www.mdpi.com/1660-4601/16/15/266223)
  4. https://www.lifegate.it/

Filmografia

“Solastalgia” film, regia di Marina Hufnagel, Germania 2022

Foto: Envato Elements

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