Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

Il ghosting: riconoscerlo e curarne gli effetti

Il ghosting è una tattica utilizzata da uomini e donne per concludere una relazione, ignorando improvvisamente ogni tipo di contatto con la persona con cui si frequentavano. Lo stress emotivo provocato è forte e può arrivare all'ansia ed alla depressione.

Il ghosting è ciò che accade quando una persona termina un rapporto senza comunicare all’altro le proprie intenzioni e i motivi della rottura. Scompare nel nulla, diventa come un fantasma, un “ghost” appunto. Improvvisamente si interrompe qualsiasi contatto, ci si rende irreperibile.

Si può “sparire” cancellando il proprio profilo dai social, bloccando o togliendo l’altro dalle proprie amicizie; oppure non rispondendo alle sue telefonate, ai suoi messaggi ed alle sue e-mail.

Il ghoster (colui che fa ghosting), si smaterializza e magicamente fa svanire nel nulla la relazione e le proprie responsabilità. Una forma più attenuata di ghosting, ma sempre molto nociva, è terminare inviando un messaggio e non rendendosi mai disponibili ad un incontro di persona.

Il termine è stato inserito nel dizionario Collins nel 2015. Oggi il termine è addirittura entrato a far parte dello slang giovanile con il verbo “ghostare” e le sue declinazioni.  E ciò fa capire la portata del problema. A oggi infatti, si stima che circa l’80% delle relazioni finiscano attraverso un’azione di ghosting.

Uno studio del 2019 che ha coinvolto più di 1300 intervistati ha messo in evidenza che circa il 25% dei partecipanti era stato “ghostato”. Nella stessa ricerca, il 20% ha dichiarato di aver attuato il ghosting nelle relazioni affettive e il 38% di averlo fatto in una relazione amicale (Freedman, G. et al. 2019). Ad essere maggiormente esposte a questo fenomeno sono soprattutto le relazioni sentimentali.

È un problema contemporaneo?

L’abbandono del partner senza dare traccia di sé potrebbe sembrarci un male tipico del mondo contemporaneo. Il fatto di negarsi e sparire senza dare spiegazioni però è sempre esistito. Non si tratta pertanto di una novità, ma di un fenomeno psicologico che nell’era di internet è diventato però sempre più diffuso, specie tra i più giovani. Questo perché social e chat online consentono uno scambio di messaggi continuo e, talvolta eccessivo, anche in assenza di un rapporto reale tra i due partner. Gli scambi online hanno eliminato la differenza che c’era un tempo tra sentirsi a distanza e parlarsi dal vivo, creando un’idea diversa di relazione.

Come riconoscere chi fa ghosting

Che sia un uomo o una donna, esistono persone che appaiono più propense a dileguarsi. Tra queste ci sono sicuramente i narcisisti, persone che manifestano un egoismo patologico. Sono persone spesso ipercritiche, fanno fatica a provare empatia e sono costantemente alla ricerca dell’approvazione, di riconoscimento pubblico, per sentirsi realizzate. Si tratta soprattutto di uomini che, di solito, seducono e con i loro atteggiamenti riescono a creare delle trappole ed a manipolare secondo i loro interessi. Con il ghosting, ci si appropria di un grande potere: rendendosi invisibile, sarà ancora più desiderato e dunque amato, nonostante la rottura.

Le principali cause del ghosting

La paura del confronto. Non prendersi le proprie responsabilità e sparire, è un comportamento che può essere definito “passivo-aggressivo”. Viene attuato dal ghoster per non dare spiegazioni, ascoltare eventuali obiezioni, domande e lamentele dell’altro. È un modo di tutelarsi così da probabili discussioni in cui potrebbe sentirsi giudicato. Agendo in questo modo infatti, si sente meno “cattivo”.  Cerca di annullare il rapporto come se nulla non fosse mai esistito nella realtà, nel tentativo di essere ugualmente amato e desiderato, anche dopo la rottura.

La paura del conflitto. Il fatto di sparire ed evitare lo scontro, rivela una forte immaturità psicologica, oltre ad un profondo senso di inferiorità del carnefice. Il segnale evidente è proprio il ricorso a queste strategie di evitamento. Per esempio la rinuncia ad esprimere il proprio parere, a risolvere problemi e situazioni. Alla fine tali strategie non fanno altro che far aumentare paure e insicurezze. Tutto questo porta il ghoster a vivere in maniera conflittuale la sua intera vita emotiva.

La paura dell’abbandono. Spesso accade che il ghoster scelga di uscire dalla scena proprio quando la relazione stava diventando più intensa e coinvolgente. In un certo senso, percepisce di stare vivendo qualcosa che potrebbe minacciare la sua indipendenza e stabilità emotiva. Per paura di essere abbandonato, decide di passare subito all’azione, lasciando per primo e mettendo un freno alla sua sofferenza e, ben pensando, a quella del partner. Il risultato ottenuto invece, è opposto: con l’abbandono il legame intessuto si fa molto intenso e invischiato.

Le conseguenze del ghosting

Che sia da parte di un partner di lunga data, un potenziale amore, un amico caro, ma anche dopo un colloquio di lavoro, il ghosting fa molto male. Non è tanto la durata del tempo trascorso insieme, quanto l’aspettativa che vi si era riposta.

Il ghosting è capace di ferire nel profondo chi lo subisce e dimostrano anche le neuroscienze. Una ricerca dell’Università della California, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences, ha scoperto che il dolore dovuto al rifiuto sociale attiva nel cervello le stesse aree connesse al dolore fisico (Zhang M et al. 2019).  La vittima infatti, viene invasa da una carica di emozioni negative che si mescolano tra loro: disorientamento, tristezza, angoscia, rabbia, impotenza, ansia, senso di abbandono e di vuoto. Il malessere ricade anche sul corpo: la vittima può sperimentare sensazioni fisiche spiacevoli, somatizzazioni, insonnia, disturbi dell’appetito, cefalea e mal di schiena. Sensazioni che si aggiungono al suo sentirsi destabilizzata, sofferente, sola e fragile.

Risvolto psicologico

Si passa dall’essere dal pieno di una relazione (fatta di presenza, connessioni emotive, aspettative positive per il futuro), al silenzio assoluto. La scomparsa del partner dunque, può essere fonte di un intenso stress emotivo. Tale disagio emotivo può degenerare in sintomi depressivi e ansiosi.

La mente si riempie di rimuginazioni, di ricordi, di ipotesi, di autocolpevolizzazioni. Chi subisce il ghosting si chiede continuamente tra sé e sé: “Perché è scomparso? Cosa gli è successo? In che cosa ho sbagliato?”.

Per trovare un senso all’accaduto, inizia una ricerca del ghoster in tutti i modi che sono possibili, spesso connettendosi a lungo, sperando di poterlo contattare. Ma ogni tentativo è vano e frustrante.

Fatalmente la vittima si pensa inadeguata, non abbastanza amabile e la sua autostima crolla. Inizia a dubitare del proprio valore, delle proprie capacità, tra cui quella di non aver saputo valutare l’altro per quello che era in realtà. Pensa di non aver avuto motivi abbastanza convincenti per tenerlo vicino. Prova un forte senso di fallimento e sconfitta personale.

Spesso la vittima deve riempire da sola quel pezzo mancante. Tale operazione non sempre facile da fare senza l’aiuto di uno psicologo, soprattutto nel caso in cui soffra di dipendenza affettiva.

Impedendo la creazione di un vero momento di confronto, il ghosting impedisce a chi lo riceve di superare il contrasto e la delusione. Impedisce di superare anche gli altri sentimenti negativi che sono stati scatenati da tale comportamento di abbandono.

Ne deriva che chi subisce il ghosting dovrà trovare spiegazioni e giustificazioni da solo. Dovrà anche risolvere i propri dubbi da solo, dovrà formulare una serie di ipotesi per spiegare il comportamento dell’altra persona. Nel farlo non giungerà così a nessuna certezza.

Depressione da ghosting

Questo stato di cose può addirittura sfociare nella depressione in soggetti predisposti e può durare molto a lungo, dando luogo a problemi di autostima sempre più profondi. Inoltre l’elaborazione del lutto, cioè il superamento del dolore della separazione, viene rallentato moltissimo. Pertanto il dolore emotivo di chi subisce il ghosting dura per molto più tempo di quanto durerebbe se, invece di fare ghosting la persona che ha scelto di allontanarsi avesse dato le spiegazioni necessarie e si fosse assunta le proprie responsabilità.

Le conseguenze più pesanti si sviluppano sulle relazioni future. Essere stati delusi e feriti dalla relazione con una persona che ha praticato il ghosting fa sì che diventi più difficile fidarsi delle altre persone.

A volte chi fa ghosting può rifarsi vivo ma in maniera molto subdola, cioè facendo “orbiting”. In questo caso non scrive messaggi e non chiama, ma si limita a contatti aleatori sui social, come commenti, like o reaction alle stories di Instagram. Le conseguenze psicologiche destabilizzanti sono comunque le stesse.

Come gestire gli effetti negativi del ghosting

Quello che è necessario fare subito è riuscire ad allontanarsi a propria volta dal ghoster, nonostante sia molto difficile. Il primo “mondo” da cui cercare il distanziamento, è proprio quello social. Silenziare per esempio, è un’ottima tecnica se si vuole evitare di cadere nella trappola del “controllo” continuo su Instagram della persona che ha fatto ghosting. Si può infatti essere tentati di seguire ogni aggiornamento in cerca di un segnale o di un momentaneo sollievo dal distacco.

È importante investire sulle proprie risorse personali, attivando percorsi di crescita, impegnandosi in nuove attività gratificanti.

È utile un percorso psicoterapeutico

Può essere molto utile un intervento di supporto psicoterapeutico in grado di sostenere la persona abbandonata nella gestione del disagio emotivo. Simili interventi consentono di recuperare le proprie energie. Soprattutto consentono di attivare le risorse necessarie ad affrontare questa condizione di stress. Tale condizione infatti può avere lo stesso caratteristiche delle conseguenze di un evento traumatico.

Sarà necessario aiutare la persona ad elaborare rabbia, tristezza e dare un senso nuovo all’abbandono senza spiegazione. La sparizione dell’altro non sarà più espressione di un proprio fallimento, ma l’attivazione di un suo movimento di separazione che può diventare un’occasione terapeutica di crescita personale.

Antonella Vacca

Bibliografia  

  1. Eisenberger NI. Cuori spezzati e ossa spezzate: una prospettiva neurale sulle somiglianze tra dolore sociale e fisico. Curr Dir Psychol Sci . 2012, 21(1): 42–47.
  2. Freedman G. et all. (2018) “Ghosting and destiny: Implicit theories of relationships predict beliefs about ghosting”, Journal of Social and Personal Relationships.
  3. Freedman, G., Powell, D. N., Le, B., & Williams, K. D. (2019). Ghosting and destiny: Implicit theories of relationships predict beliefs about ghosting. Journal of Social and Personal Relationships, 36(3), 905-924.
  4. Macdonald G, Leary MR. Perché l’esclusione sociale fa male? Il rapporto tra dolore sociale e fisico. Psicolo Toro. 2005, 131(2): 202–223.
  5. Zhang M, Zhang Y, Kong Y. Interazione tra dolore sociale e dolore fisico. Progressi della scienza del cervello. 2019; 5(4):265-273.doi: 10.26599/BSA.2019.9050023

Sitografia

  • https://www.skuola.net/news/social-trend/orbiting-benching-ghosting-body-shaming.html
  • https://www.riza.it/psicologia/coppia-e-amore/7727/ghosting-non-ti-lascio-ma-ti-cancello.html

Foto: Envato Elements

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