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Informiamoci su come informarsi: 9 regole per evitare la cattiva informazione in rete

L’emergenza sanitaria ha reso evidente il ruolo dell’informazione nel condizionare comportamenti, atteggiamenti ed emozioni nella popolazione. Con riferimento alla letteratura medico- scientifica si sottolinea l’importanza, oggi più che mai, di saper informarsi correttamente. Viene proposta una breve e sintetica guida su come avvicinarsi con maggiore consapevolezza alle fonti di informazione.

L’informazione durante l’emergenza

Nell’ultimo anno il 97,3% degli italiani ha cercato l’informazione su tutte le fonti
disponibili, off e online, per una media di 2,7 fonti consultate per ciascuno. Utilizzano Internet il 69,1% dei ragazzi con meno di 14 anni e, ben il 61,7% dei ragazzini con meno di 12.

L’emergenza Covid-19 ha reso evidente l’emergere di un nuovo modo di informarsi, che non è nato con la pandemia ma che essa ci consente di osservare. 14 milioni di persone durante l’emergenza sanitaria non hanno acceso radio o tv, letto quotidiani ma hanno navigato sul web.
Sono prevalentemente giovani: il 35,9% ha meno di 35 anni, solo l’8,7% ne ha più di 65. Il 54,4% è diplomato, il 52,7% è occupato, il 55,9% vive in coppia con figli e il 21,2% è single. Con riferimento alla pandemia, i dati indicano che l’83,4% delle persone si è imbattuta in una informazione falsa (Rapporto Censis 2022).

L’informazione di carattere medico scientifico e i rischi della rete

Il web ha portato grandi cambiamenti nelle nostre vite. La parola inglese WEB significa “ragnatela, intreccio” ed è l’abbreviazione di World Wide Web ovvero “ragnatela estesa in tutto il mondo”. Dobbiamo immaginare pagine della rete legate tra loro attraverso nodi (link) e visualizzabili attraverso programmi appositi (5).

In relazione all’informazione di carattere medico scientifico la rete ha sicuramente reso fruibili una quantità immane di informazioni. Il vantaggio? Le informazioni veicolate sono spesso più democratiche, fruibili, semplici e immediate. Lo svantaggio? La difficoltà ad orientarsi in questo mare di conoscenze spesso imprecise, incomplete o contradditorie. Questo ha ricadute sul benessere della persona poiché causa incertezza, ansia e sfiducia. In aggiunta può spingere a mettere in atto comportamenti errati o seguire strade di cura non scientifiche. È importante, quindi, possedere strumenti adeguati per reperire e valutare le informazioni.

Breve guida per orientarsi in rete

Esiste un codice di linee guida per la certificazione di qualità di una fonte medico-scientifica, detta HON-CODE, elaborato dalla Health on the Net Foundation (3). Se ne riportano gli elementi giudicati primari.

  1. Fate attenzione alle fonti prima che ai contenuti: le fonti devono essere citate chiaramente. Preferite fonti istituzionali o ufficiali o accreditate. Gli articoli devono riportare chiaramente il nome e cognome dell’autore il suo CV, la data di pubblicazione del contenuto e la bibliografia di riferimento (Codice dell’Attribuzione Chiara).
  2. Il sito deve riportare in modo chiaro la mission ed essere di facile comprensione e consultazione (Codice di trasparenza). Deve riportare la proprietà del sito, le fonti di finanziamento ed eventuali sponsor.
  3. Il sito deve riportare chiaramente l’intento esclusivamente informativo e rimandare la persona alla visita del proprio medico, non deve prescrivere terapie o consigliare farmaci (Codice di Complementarietà).
  4. Google, così come altri motori di ricerca, sono solo dei contenitori che evidenziano la popolarità di un contenuto (altresì detta indicizzazione) e non la sua attendibilità o autorevolezza. Google non è un medico!
  5. Blog e forum sono interessanti ma sono creati per raccontare storie di vita ed esperienze. Non sono quindi universali e oggettivi… possono generare confusione, incertezza, timore, tristezza. Ogni storia è a sé e quindi non generalizzabile (3).
  6. Fate attenzione ai siti che propongono soluzioni facili, rimedi validi per tutti (2).
  7. Fate attenzione ai siti che spingono all’acquisto di qualsivoglia rimedio farmacologico e non (2).
  8. Fate attenzione ai siti che usano toni allarmistici o catastrofici.
  9. Non accontentatevi di una sola fonte di informazione ma cercate conferma di quanto letto anche in altri siti o presso il medico di famiglia o specialista.

I momenti di grande tristezza e fatica possono portare alla ricerca di soluzioni. Il Web è una grande ricchezza se usato saggiamente e consapevolmente.

Patrizia Amici

Bibliografia

  1. La buona comunicazione dell’emergenza quotidiana. Rapporto Ital Communication e Censis. Sala Capitolare. Chiostro del Convento di santa Maria Sopra Minerva. Senato della Repubblica. Luglio 2022
  2. www.Fondazioneumbertoveronesi.it/magazine
  3. www.Hon-ch/en/social-networks.html
  4. www.Istituto-besta.it/in-deep-misura-l-informazione
  5. www.Treccani.it
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