Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

L’arte di amare

La società in cui viviamo, caratterizzata dalla corsa al possesso di beni materiali, dall’efficienza, e dalla difficoltà di legami duraturi, ha dimenticato i valori più preziosi. La lettura dell’opera di Erich Fromm “L’arte di amare” appare quanto mai necessaria per una riflessione profonda sul vero significato dell’amore.

Amore è amare

L’arte di amare” è una delle opere più note dello psicoanalista, filosofo e sociologo tedesco di origini ebraiche Erich Fromm, pubblicata in Inglese nel 1956 con il titolo The Art of Loving.

In essa l’autore ha l’abilità di capovolgere la tradizionale visione che si ha, solitamente, dell’amore per offrire ai lettori più di uno spunto di riflessione. Aiuta, così, a riscoprire il senso più profondo e autentico del nobile sentimento.

L’opera non è dedicata all’amore di coppia, come si potrebbe pensare dal titolo, ma all’amore nel suo significato più ampio.

Fromm, infatti, vuole condurre a superare quel comune fraintendimento per cui l’amore sia da intendersi soprattutto come una relazione con una particolare persona. L’amore è, invece, costituito dalla capacità d’amare gli essere umani. Tale capacità è la premessa necessaria per poter amare una specifica persona. E ogni tentativo di instaurare una relazione esclusiva sarà destinato al fallimento senza la capacità di amare il prossimo con umiltà, fede e coraggio. «Senza queste virtù è impossibile amare veramente. […] Se una persona ama solo un’altra persona ed è indifferente nei confronti dei suoi simili, il suo non è amore, ma un attaccamento simbiotico, o un egotismo portato all’eccesso» (Fromm, 1973).

Ne consegue che l’amore consiste nell’amare e non nell’essere amati, nel dare e non nel ricevere.  «L’amore infantile segue il principio: amo perché sono amato. L’amore maturo segue il principio: sono amato perché amo» (Fromm, op. cit.).

L’arte di amare

Amare non è semplice. Vi è la diffusa convinzione che non vi sia nulla da imparare in materia d’amore. «Nonostante la ricerca disperata d’amore, tutto il resto viene considerato più importante: successo, prestigio, denaro, potere; quasi ogni nostra energia è usata per raggiungere questi scopi e quasi nessuna per conoscere l’arte dell’amore. […] Tutti ricercano l’amore, lo inseguono, lo desiderano, ma pochi fanno dell’amore un’arte, così come la vita» (Fromm, op. cit.).

Amare è, perciò, definito da Fromm un’arte, la quale richiede sforzo, saggezza e supremo interesse, come per qualsiasi altra arte. È un’arte in quanto sentimento prezioso e salvifico, in grado di restituire autenticità, pienezza e vitalità all’esistenza umana. L’affermazione della propria vita, in termini di felicità, crescita personale e libertà sarà, pertanto, determinata dalla capacità di amare di ciascuno.

L’amore non è un sentimento che accade, ma una capacità che si apprende nel tempo con teoria e pratica. Un’arte difficile da imparare, ma possibile. Come qualunque altra arte, l’amore presuppone vari livelli di apprendimento perché possa diventare davvero tale. Ma soprattutto, la pratica di un’arte richiede disciplina, pazienza e concentrazione.   

La disciplina, pazienza, concentrazione e arte

La disciplina intesa non come una regola imposta dall’esterno, ma come un’espressione della volontà, un impegno serio e gioioso al tempo stesso, un’applicazione continua e costante.

Anche la concentrazione è una condizione necessaria per la padronanza di un’arte, così come la pazienza. Chiunque abbia mai provato a imparare un’arte, sa che non è possibile raggiungere rapidi risultati.  

Per l’uomo moderno, la pazienza è altrettanto difficile da praticare quanto la disciplina e la concentrazione. «Per avere un’idea di cosa sia la pazienza, basti guardare un bambino che impara a camminare. Cade, si rialza, poi torna a cadere; eppure, continua a provare e a riprovare, finché un giorno camminerà senza cadere. Che cosa non potrebbe raggiungere la persona adulta, se avesse la pazienza del bambino e la sua forza di volontà nel conquistare ciò che per lei è così importante? Il nostro intero sistema industriale si basa sull’opposto: la rapidità. Se si vuole diventare maestro in qualsiasi arte si deve dedicare tutta la vita ad essa» (Fromm, op. cit.).

Alcuni decenni dopo Fromm, nel 2006, il famoso sociologo Zygmunt Bauman, nella sua opera Amore liquido, sulla stessa linea, sostiene che l’amore è impegno, cura, slancio al sacrificio, apertura all’altro e al suo destino.   

«In una cultura consumistica come la nostra, che predilige prodotti pronti per l’uso, soluzioni rapide, soddisfazione immediata, risultati senza troppa fatica, ricette infallibili, assicurazione contro tutti i rischi e garanzie del tipo “soddisfatto o rimborsato”, quella di imparare ad amare è la promessa (falsa, ingannevole, ma che si spera ardentemente essere vera) di rendere l’esperienza dell’amore simile ad altre merci, che attira e seduce sbandierando tutte queste qualità e promettendo soddisfazioni immediate e risultati senza sforzi» (Bauman, 1970).

Diverse tipologie di amore

L’arte di amare si attua in ogni relazione amorosa esistente. Amore di coppia, tra genitori e figli, verso il prossimo e verso Dio, in cui la dimensione del dare rimane una condizione imprescindibile.  

In ognuna delle forme d’amore, l’arte di amare deve essere manifestata attraverso la premura, la responsabilità e il rispetto.

L’amore è premura nelle cure e nell’interesse verso l’altra persona. Cura e interesse implicano un altro aspetto dell’amore: quello della responsabilità. Responsabilità verso i bisogni materiali e psichici dell’altra persona, sia nel caso della mamma con il suo bambino, che in quello dell’amore fra adulti.

La responsabilità potrebbe facilmente deteriorarsi nel dominio e nel senso di possesso, se non fosse per una terza componente dell’amore: il rispetto. Esso esprime l’autentico amore disinteressato, poiché desidera che l’altra persona cresca e si sviluppi per ciò che è nella sua individualità. Il rispetto, perciò, esclude ogni tipo di sfruttamento e di egoismo.

«Voglio che la persona amata cresca e si sviluppi secondo i suoi desideri, secondo i suoi mezzi, non allo scopo di servirmi, […]così com’è, e non come dovrebbe essere per adattarsi a me» (Fromm, op. cit.). È chiaro che il rispetto è possibile solo se si è raggiunto un adeguato grado di maturazione della personalità e di indipendenza. Se si riesce a «stare in piedi o camminare senza bisogno di grucce, senza dover dominare o sfruttare un’altra persona» (Fromm, op. cit.).

Riflessioni

L’essere umano apprende l’esperienza dell’amore nei primi giorni di vita: è amato in modo incondizionato per il solo fatto di esistere. Non ha bisogno di conquistare o di meritare l’amore. Questa esperienza di essere amato dai genitori rappresenta un’esperienza passiva. Infatti, il bambino risponde con gratitudine, con gioia all’amore, ma il suo naturale egocentrismo gli impedisce un amore autentico e creativo.

Dovranno trascorrere molti anni per raggiungere la maturità dell’amore e comprendere che l’altra persona non è più solo un mezzo per soddisfare i propri bisogni. Grazie all’amore ricevuto egli supera il proprio egocentrismo e sente la capacità di produrre amore amando.

«L’amore immaturo dice: ti amo perché ho bisogno di te. L’amore maturo dice: ho bisogno di te perché ti amo» (Fromm, op. cit.).

Dominique Tavormina

Bibliografia

  1. Bauman Zygmunt: Amore liquido. Bollati Boringhieri, Torino 1970.
  2. Fromm Eric: L’arte di amare. Signorelli, Milano 1973.
  3. Fromm Eric: Avere o essere. Mondadori, Milano 1977.

Foto: Envato Elements

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