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La terapia di pazienti con disabilità intellettiva e disturbi dell’umore

La cura farmacologica dei pazienti con disabilità intellettiva e disturbi dell’umore, impulsività, irritabilità, irrequietezza ed aggressività si basa sull’uso degli stabilizzatori dell’umore.

Gli episodi di impulsività e irritabilità temperamentale delle persone con disabilità intellettiva possono essere definiti disturbi del controllo degli impulsi con irrequietezza psicomotoria. Essi possono definirsi come una disfunzione neuronale non epilettica. Tali problemi devono essere trattati con una terapia simile a quella usata per i disturbi dell’umore nello spettro bipolare (cioè, con regolatori dell’umore). Tuttavia, queste non sono patologie dell’umore classificabili fra i disturbi dello spettro bipolare.

L’umore instabile nei disabili

Il concetto della cosiddetta instabilità dell’umore in senso stretto non si applica ai quadri di impulsività e irritabilità temperamentale delle persone con disabilità intellettiva. Tale disabilità può verificarsi sia per causa organica, ad esempio durante il parto, sia per ritardo mentale congenito. Queste persone possono talvolta manifestare disturbi del controllo degli impulsi, irritabilità e irrequietezza psicomotoria, affaccendamento e insonnia. Dietro questi episodi c’è una verosimile «disfunzione neuronale non epilettica», per cui potremmo definirli “disturbi dell’umore atipici“.

Come trattarlo

Un recente studio scientifico (Tavormina G, 2021) ha mostrato l’efficacia di una terapia con regolatori dell’umore in alcuni pazienti con disabilità intellettiva che presentavano umore irritabile e disturbi comportamentali. Tali pazienti presentavano disabilità intellettiva da ritardo mentale congenito o da ipossia neonatale. L’anamnesi familiare completa di questi pazienti non presentava alcuna storia familiare per disturbi dell’umore nello spettro bipolare. Inoltre, il loro EEG non evidenziava quadri relativi alla malattia epilettica.

I sintomi descritti erano: irritabilità, impulsività, aggressività, insonnia, sintomi interpretativi, irrequietezza ideo-motoria, isolamento.

Dopo un periodo di circa tre mesi, durante il quale la terapia è stata ripetutamente assestata, questi pazienti sono arrivati ad un buon recupero clinico e alla scomparsa della sintomatologia inizialmente descritta. Il tutto con una politerapia farmacologica prevalentemente a base di stabilizzatori dell’umore come Valproato, Carbamazepina e Gabapentin e talvolta neurolettici atipici.

Considerazioni conclusive

Possiamo concludere che i pazienti con disabilità intellettiva che presentano disturbi dell’umore rispondono bene ad una terapia simile a quella dei pazienti con disturbo bipolare. Questa terapia è a base di regolatori dell’umore (saltuariamente con l’aggiunta di antidepressivi). Non si tratta però di patologie dell’umore classificabili all’interno dei disturbi dello spettro bipolare, sono definibili come “disturbi dell’umore atipici“. Le loro verosimili disfunzioni neuronali non epilettiche consentono loro di presentare una buona risposta agli stessi farmaci regolatori dell’umore usati per trattare lo spettro dell’umore bipolare. Negli anni passati vi era la tendenza ad utilizzare invece farmaci sedativi (sia benzodiazepine che neurolettici): con risultati clinicamente molto limitanti. Con queste terapie sedanti questi pazienti, che già presentavano frequentemente limitazioni alla deambulazione, manifestavano quasi sempre un peggioramento dell’aspetto motorio (con astenia o rigidità).

Invece alcuni lavori scientifici attuali hanno dimostrato come l’uso di regolatori dell’umore diventi essenziale nella terapia di pazienti con disabilità intellettiva che presentano disturbi dell’umore. (Jones et al, 2011; Tavormina G 2021).

Giuseppe Tavormina

www.dottortavormina.it

Bibliografia

  1. Jones RM, Ardlidge J, et al. Efficacy of mood stabilisers in the treatment of impulsive or repetitive aggression: systematic review and meta-analysis – Br J Psychiatry, 2011 Feb;198(2):93-8.
  2. Tavormina G – Psychomotor agitation and mood disorders in patients with intellectual disabilities: efficacy of treatment with mood regulators – (Psychiatria Danubina, 2021; 33: suppl. 11: 27-28).
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