Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

La bonaria ironia e l’aggressivo sarcasmo. Come il cervello li distingue

Ironia e sarcasmo sono le espressioni più affascinanti della nostra intelligenza sociale e linguistica. Entrambi usano lo stesso trucco: dire l'opposto di ciò che si pensa. Ma se il meccanismo è identico, l'effetto sul bersaglio è un universo a parte.

L’ironia e il sarcasmo non sono semplici figure retoriche da libro di grammatica. Sono i veri e propri riflessi delle nostre complesse dinamiche emotive e di pensiero che coinvolgono il cervello fin nei suoi angoli più remoti. L’intenzione è nascosta: “cosa vuoi veramente dire?” La differenza cruciale tra i due sta nella nostra intenzione comunicativa. È il motivo per cui apriamo bocca.

L’ironia: la spallata affettuosa

L’ironia è l’arte di ribaltare un concetto con un intento fondamentalmente positivo o neutro. È un meccanismo di alleggerimento sociale.

Il cuore: l’ironia non vuole umiliare. Il suo scopo è spesso sdrammatizzare, fare una critica in modo così morbido da risultare costruttiva, o semplicemente far ridere, mettendo in luce l’assurdità di una situazione.

La funzione: se ti senti in imbarazzo, l’ironia (soprattutto l’autoironia) viene in soccorso. Distorce la realtà per un istante per permetterci di sorriderci sopra e sgonfiare la tensione.

Esempio: hai dimenticato le chiavi di casa e tua moglie ti guarda, scrollando la testa: “Complimenti, tesoro, ci voleva proprio la tua memoria di elefante!“. Lo dice con un sorriso e magari un bacio. L’intenzione è amorevole e di scherzo, non di rimprovero severo.

Il sarcasmo: la frecciatina velenosa

Il sarcasmo è un parente stretto dell’ironia, spesso chiamato “ironia amara” o “aggressiva”, perché lo scopo è decisamente più oscuro.

Il cuore: il sarcasmo ha l’intento esplicito di deridere, criticare aspramente, umiliare o ferire l’interlocutore. L’intenzione è aggressiva, beffarda, e spesso mira a sottolineare con disprezzo l’errore o l’incapacità dell’altro.

La funzione: non cerca la risata condivisa, ma il potere. È una critica mascherata da intelligenza verbale.

Esempio: il tuo vicino di casa parcheggia per la decima volta in modo orribile: “Vedo che sei un abile chirurgo, hai lasciato il minimo spazio vitale per la nostra auto.” Detto con un tono di voce tagliente e uno sguardo di superiorità (Gurrado, 2022).

Capire il contesto è il giudice finale per distinguere l’ironia dal sarcasmo

Chi parla determina l’intenzione di comunicare qualcosa, ma è chi ascolta che ne comprende l’effetto. Se ci sarà un fraintendimento l’ascoltatore deve risolvere un piccolo enigma di ragionamento. Il riconoscimento emotivo della voce di chi parla è determinante. La persona che ascolta non può fermarsi al significato letterale delle parole. Deve elaborare il contrasto tra le parole e la situazione reale. Qui entrano in gioco gli indizi extra-verbali. Essi sono:

  • Tono di voce (Prosodia). È l’elemento più cruciale. Un tono esageratamente enfatico, lento, tagliente o condiscendente tradisce immediatamente il sarcasmo. Un tono veloce, leggero e accompagnato da una risatina indica l’ironia.
  • Mimica facciale e linguaggio del corpo. Un’espressione di disprezzo, un alzata d’occhi al cielo o una smorfia fanno virare la frase verso il sarcasmo. Un sorriso, un ammiccamento, o l’autoironia la confermano come ironia.

Inoltre, il pericolo del digitale può aumentare la confusione. La vulnerabilità al fraintendimento è altissima nelle comunicazioni scritte (chat, e-mail). Senza tono di voce o mimica facciale, un’affermazione ambigua può essere percepita come sarcasmo (un’offesa) anche se era intesa come semplice ironia (uno scherzo). L’assenza di contesto rende il linguaggio letteralmente più aggressivo (Fiore, 2019). 

Le neuroscienze ci spiegano come il cervello risolve l’enigma tra sarcasmo ed ironia

Comprendere una frase che dice l’opposto di ciò che si intende è un compito cognitivo estremamente sofisticato, che va ben oltre la semplice comprensione linguistica. Richiede la Theory of Mind (ToM) cioè la capacità di metterci nei panni dell’altro e comprendere le sue reali intenzioni.

Le aree del pensiero profondo

Quando sentiamo una frase ironica o sarcastica, il nostro cervello attiva specifiche aree cerebrali:

  • Zona di controllo (Lobo Prefrontale). In particolare, la Corteccia Prefrontale Mediale. Questa zona è la sede del ragionamento sociale. È quella che dice: “Aspetta, le parole che ha usato non hanno senso in questo contesto. Devo accedere ai dati sulle sue intenzioni passate e sul tono di voce.” È il centro critico per decifrare l’intenzione sarcastica.
  • Il Traduttore Emotivo (emisfero destro). Mentre l’emisfero sinistro comprende il significato letterale delle parole (le aree di Wernicke e Broca), l’emisfero destro si occupa degli aspetti non letterali e del contesto. Come il tono di voce e il linguaggio emotivo. Senza un emisfero destro funzionante, perdiamo l’abilità di cogliere l’intenzione nascosta di chi parla, comprendendo la frase solo letteralmente.

La chimica delle emozioni

La vera differenza sta nella risposta neurochimica che la frase provoca. La dose di piacere: l’ironia positiva ci dona piacere quando “cogliamo la battuta” ironica e risolviamo l’incongruenza tra il “detto e il non detto”. Il nostro cervello ci ricompensa. Il circuito della ricompensa (lo Striato Ventrale) si attiva, rilasciando la dopamina. Essa è associata al senso di gratificazione e divertimento. Questo rinforza il comportamento (ci spinge ad apprezzare e usare di nuovo l’umorismo). Si liberano le endorfine. Questi oppioidi naturali vengono rilasciati con la risata, contribuendo alla sensazione di benessere e allentando lo stress.

Allarme sociale e sarcasmo negativo con il suo intento aggressivo, il sarcasmo può innescare la neurochimica correlata alla minaccia:

  • Meno ossitocina: A differenza dell’umorismo che cementa i legami sociali, l’uso del sarcasmo può inibire l’ossitocina (l’ormone dell’attaccamento e della fiducia), deteriorando la relazione.
  • Aumento del cortisolo/noradrenalina: Se l’ascoltatore si sente ferito, l’esperienza non è di piacere, ma di stress e vigilanza (Shamay-Tsoory & Rambam, 2005).

Implicazioni cliniche del sarcasmo e ironia

La difficoltà a comprendere il non detto non è una “mancanza” ma una disfunzione che può avere basi neurologiche chiare:

Danno Prefrontale: Chi subisce ictus o traumi in quest’area ha spesso difficoltà a decifrare il sarcasmo, perché il meccanismo di inferenza sociale è compromesso.

Disturbi dello Spettro Autistico (DSA): La difficoltà nella Theory of Mind (ToM) si traduce spesso nell’interpretazione strettamente letterale delle affermazioni.

Demenza: Alcune forme di demenza (come quella frontotemporale) possono compromettere la comprensione dell’umorismo e del sarcasmo a causa del deterioramento delle aree frontali critiche (Happè, 1993), (Tal Shany Ur;Rankin, 2011) (Stuss & Knight, 2002).

La chimica del sorriso: neurotrasmettitori coinvolti

  • Dopamina — ricompensa e divertimento
    Quando si risolve l’incongruenza di una battuta si attivano i circuiti della ricompensa; la dopamina produce sensazioni di piacere e rinforza l’apprezzamento per l’umorismo.                                                    
  • Oppioidi endogeni (endorfine) — benessere
    La risata può favorire il rilascio di endorfine, contribuendo a sensazioni di euforia e riduzione dello stress.                                                                                                                                                                                                     
  • Effetti del sarcasmo aggressivo
    Se il sarcasmo è percepito come offensivo, possono attivarsi risposte emotive negative. Diminuzione dell’ossitocina (che favorisce fiducia e legami), aumento di neurotrasmettitori legati allo stress (ad es. noradrenalina) e ormoni come il cortisolo, con possibili effetti dannosi sulle relazioni sociali (Kauffmann K. & Kauffmann S, 2021) (Wilwe, 2024).  

Quando la battuta è compresa, il nostro cervello risponde con una scarica chimica che ne riflette l’intenzione:

Figura RetoricaIntenzioneNeurotrasmettitori DominantiEffetto Emotivo
Ironia BonariaComplicità, UmorismoDopamina (Ricompensa), Endorfine (Benessere)Piacere, divertimento, rafforzamento del legame sociale.
Sarcasmo AggressivoCritica, UmiliazionePotenziale aumento di Noradrenalina/Cortisolo (Stress)Disagio, ferita, vigilanza emotiva, potenziale deterioramento del rapporto.

L’ironia, in sostanza, attiva il circuito della ricompensa che ci fa sentire bene. Il sarcasmo, invece, introduce una componente aggressiva che può scavalcare questa risposta positiva (Panksepp, 2000).

Conclusione

Ironia e sarcasmo sono le due facce di una medaglia linguistica che è il contrasto. Si distinguono non per la struttura, ma per l’intenzione e l’effetto emotivo che generano.

La nostra capacità di gestirle è la cartina tornasole della nostra intelligenza sociale, poggiando su un solido substrato neurobiologico che integra linguaggio, emozione e ragionamento. Riconoscere questa sottile linea è fondamentale per navigare nei rapporti sociali con maggiore consapevolezza ed empatia.

Antonio La Daga

Bibliografia

  1. Fiore F. ,2019 “Ironia: alla scoperta della comunicazione ironica – Introduzione alla Psicologia” -State oh Mind  in Therapy “https://www.stateofmind.it/2019/05/ironia-comunicazione
  2. Happè G. 1993 “Communicative competence and theory of mind in autism: a test of relevance theory”- PubL Med PMID: 8243028 DOI: 10.1016/0010-0277(93)90026-r                                     
  3.  Kyra Kauffmann, Sascha Kauffmann,“Attiva gli ormoni della felicità. Dai l’addio a svogliatezza e ansia e ripristina i tuoi livelli di serotonina, dopamina, noradenalina e GABA “ 2021 Ed. Il punto d’incontro
  4. Gurrado G. -2022, “Dall’ironia al sarcasmo: quello che le parole non dicono” V. 7 N. 3 (2022) -Studi di Glottologia-https://doi.org/10.15162/1970-1861/1665
  5. Panksepp, J. (2000). “The riddle of laughter: Neural and psychoevolutionary underpinnings of joy.” Current Directions in Psychological Science, 9(6), 183-186.
  6. Shamay-Tsoory G. Rambam T. 2005, “The Neuroanatomical Basis of Understanding Sarcasm and Its Relationship to Social Cognition”- Neuropsychology Copyright 2005 by the American Psychological Association 2005, Vol. 19, No. 3, 288–300 – https://www.apa.org/pubs/journals/releases/neu-193288.pdf
  7. Stuss, D. T., & Knight, R. T. , 2002. “ Principles of frontal lobe function.” Oxford University Press. https://doi.org/10.1093/acprof:oso/9780195134971.001.0001
  8. Tal Shany-Ur 1, Katherine P Rankin 2011,“Personality and social cognition in neurodegenerative disease”-PubLMed -https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22002077/
  9. WilweN. 2024. “Dopamine and serotonin work in opposition to shape learning”- Neurosciences Istitute, Stanford University https://neuroscience.stanford.edu/themes/custom/stanford_wutsai/logo.svg

Foto: Envato Elements

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Ironia e sarcasmo.

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