Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

Il gruppo e l’uomo

Il gruppo etnico nella scelta di un ruolo o, meglio, l'uomo nella vita inizia a riunirsi per la sopravvivenza. Talvolta la scelta è obbligata perché è influenzata dalla necessità di condividere nel gruppo gli obiettivi della vita stessa.

Introduzione

L’uomo è stato rappresentato nella storia della sua creazione, nella narrazione biblica che mette in luce l’importanza del gruppo. E, nella Bibbia Dio afferma «non è bene che l’uomo sia solo», dalla sua costola creò Eva (Genesi: 2:18). Ecco che nacque la prima famiglia, e in seguito la comunità. È proprio nell’evoluzione dell’uomo che emergono le dinamiche di gruppo.

Il conflitto lo ritroviamo nella storia di Caino e Abele (Genesi 4). Il potere ha radici lontane, e l’uomo ha la necessità del suo controllo, questo viene descritto nell’episodio della Torre di Babele (Genesi 11).

Le emozioni che ritroviamo nelle origini dell’uomo variano dalla vergogna, alla tristezza, al senso di colpa, esse sono state descritte magistralmente nella Bibbia. Nelle dodici tribù d’Israele non mancano i conflitti interni, nonostante fossero unite nella stessa fede. Le stesse comunità nomadi nel periodo storico di Davide e Salomone richiamano la necessità di organizzazione. Inoltre, non viene meno la difficoltà di coesione e le sue innumerevoli problematiche di una società che diviene sempre più complessa.

Il gruppo sociale in evoluzione

L’Homo Sapiens circa 300.000 anni fa nasceva come cacciatore e usava il fuoco, si sviluppò con il linguaggio, i simboli, la cultura. Gli uomini si riunivano in gruppo, e creavano forza, sicurezza nella caccia e difesa del territorio per la sopravvivenza. Dalla comunità per la caccia, per proseguire nelle piccole organizzazioni agricole e di pastori, nei diversi secoli fino alle organizzazioni delle rivoluzioni del lavoro. Dal lavoro rurale alla prima rivoluzione industriale, che è collocata nella seconda metà del XVIII secolo. La seconda rivoluzione industriale è rappresentata nella seconda metà del XIX secolo (Meloni & Rudas, 2019).

L’uomo è sempre stato un essere sociale, Freud nel 1929 scriveva: «dopo che l’uomo delle origini ebbe scoperto che dipendeva dalle sue mani la propria sorte sulla terra col lavoro, non poté più essere indifferente se l’altro lavorasse con lui o contro di lui. L’altro acquistò il valore di un compagno di lavoro, con cui era utile vivere insieme». Ma lo stesso Freud affermava che la pulsione di morte scava con i conflitti e porta all’odio e alla guerra (Glucksmann, 2020). Freud nel 1921 scriveva Psicologia delle masse e analisi dell’Io identità individuale e quella sociale. «L’odio non si riduce ad una mancata manifestazione dell’Eros, ma è un profondo desiderio di distruggere, non è dietro di noi, ma è in noi» (Glucksmann, 2020). Queste ultime affermazioni ci dovrebbero far riflettere su quanto incide l’odio nell’uomo e nelle numerose guerre nella storia dell’umanità, nonché su quelle attuali.

L’uomo e il gruppo secondo Jung

Un altro psicanalista, Jung, descrisse il simbolo correlato agli archetipi dell’inconscio collettivo, l’uomo è rappresentato dal gruppo dal punto di vista biologico, culturale e anche pratico o organizzativo. Secondo Durkheim la società è preesistente all’uomo. Nel contesto sociale si manifesta una coscienza collettiva ed una individuale, sia nel bene che nel male. La coesione e la coscienza collettiva aumentano quando diminuisce quella individuale. La stessa coscienza morale può essere determinante nella condotta tanto da sottrarla all’arbitrio individuale.

Il gruppo sociale è la vita

Durkheim come sociologo nel 1897 rappresenta una pietra miliare nello studio dei suicidi nella popolazione generale in relazione alle mutazioni economiche della società. Il concetto di anomia tratto dal suo famoso saggio (Daniele, 2013) mette in luce il fenomeno del suicidio nella crisi economica sociale del 2007-2008 in Italia, Grecia e altri Paesi Europei.

L’ipotesi sociologica formulata nel 1897 da Durkheim sui suicidi si basa sulle motivazioni del contesto sociale e la sua crisi economica. I gruppi si sviluppano nei primi anni di vita, sono i primi rapporti di gruppo o amicali. Un ruolo determinante è svolto dal significato di identificarsi in un gruppo. Esso avviene attraverso alcune emozioni, sia positive che negative che derivano dal linguaggio o dalla loro coesione e dalla comune creatività.

Un altro psicanalista che fu un esperto di gruppi durante la Seconda guerra mondiale fu Bion. Egli si occupava prevalentemente della riabilitazione degli uomini dell’esercito. Secondo Bion ci sono due stati mentali nel gruppo, uno cosciente e razionale e l’altro composto da contenuti non coscienti e pulsionali. Le dinamiche che poi possono svilupparsi sono tre:

  1. dipendenza, nel senso di dipendere dal gruppo.
  2. Attacco e fuga, dinamiche incoscienti portano ad aggressioni e alla fuga dal gruppo.
  3. Accoppiamento, due individui del gruppo porteranno alla nascita di soluzioni nuove.

Gli scritti e le esperienze psicoterapiche dei gruppi di Bion furono all’avanguardia negli anni a venire, cioè, dal 1961, che diedero origine allo sviluppo di diverse teorie.

Riflessioni

Nella storia dell’uomo e nel suo iter nei secoli per svariate motivazioni si sono formati i gruppi, più o meno numerosi. Se ne analizziamo le dinamiche, tutti hanno in comune la condivisione di ideali, cultura, e religioni. I leader nei gruppi potevano essere spontanei o nei gruppi di lavoro vi era proprio una modalità e metodo organizzativo di chi dirige un gruppo.

L’efficienza di un gruppo di lavoro è dovuta ad un buona comunicazione, alla capacità di delegare, all’empatia, all’ abilità organizzativa. E, infine ad un’attitudine al problem solving. L’uomo nonostante possa richiedere dei periodi di solitudine o per scelta o in altri casi, una solitudine subita, necessita di un confronto nel gruppo.

Nel periodo della recente pandemia, nonostante l’isolamento forzato, si sono creati dei gruppi alternativi. Sia di professionisti per condividere i saperi scientifici o il confronto, sia della gente comune. Basti pensare ai social, oppure anche alle adunate presso i balconi dove si intonavano canzoni e si suonavano i vari strumenti musicali. L’uomo è un animale sociale ed è impossibile sottrarsi al confronto con un gruppo.

Maria Efisia Meloni

Bibliografia

  1. Bibbia, Genesi 9: 40-41. La Bibbia di Gerusalemme E.D.B.
  2. L.E.GO Spa, Trento 2016. (metti la giusta bibliografia)
  3. Freud S.: Il disagio della civiltà, in Opere, Vol.X, Bolllati Boringheri, 1078, pag555-630
  4. Glucksmann A.: Disullusione freudiana. Il discorso dell’odio. Mondadori libri S.p.A 2020, pag17-18
  5. Meloni M.E & Rudas N.: Nl lavoro Negato. Mimesis Edizioni, Milano 2019.

Sitografia

  1. Martins Y.: Il segreto per avere ottime dinamiche di gruppo. 29 gennaio 2025 https://asana.com
  2. Vitale I.: Psicoanalisi dei gruppi secondo Bion: gli assunti di base. 23 marzo 2015 https://www.igorvitale.org
  3. Galli L.: Il gruppo in teoria e pratica-Lewin e Bion. 7 aprile 2014 http://www.corpusinfabula.it

Foto: Envato Elements

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