
Essere correttamente informati ed aggiornati sulla depressione facilita il percorso di cura e la guarigione

L’invecchiamento del cervello non è una condanna, ma un viaggio unico per ciascuno di noi. Le neuroscienze mostrano come i neuroni cambiano e sanno persino reinventarsi.

La stanchezza che si accompagna alla depressione non è solo un sintomo medico o psicologico ma anche un sintomo esistenziale. La neurobiologia e la filosofia analizzano lo stesso fenomeno partendo da due angolazioni diverse.

L’autonomia non è soltanto il “fare da soli”, ma anche sentirsi sostenuti e incoraggiati mentre si impara a fare. I bambini accompagnati a sbagliare, a gestire le frustrazioni della fatica e le emozioni contrastanti, sviluppano un’intelligenza emotiva adeguata che consente loro di essere un adulto migliore. Essere accolto non significa sostituirsi, ma accompagnare passo dopo passo il bambino nelle sue conquiste e sconfitte.

Mentre i tradizionali modelli dualistici della salute umana separavano le attività della mente dal corpo ora c’è una comprensione dello stretto legame tra queste due entità. Un esempio molto diffuso è la connessione tra il microbiota dell’intestino e la depressione.

L’inquietudine è l’essenza del malessere dell’umore di chi presenta un “quadro misto” nello spettro bipolare, di qualunque forma.

Affrontare oggi le più diffuse patologie psichiatriche richiede un importante investimento in termini finanziari, di personale, di strutture e di costi della ricerca scientifica. Bisogna per questo incrementare costantemente le risorse disponibili. Ma ciò non è sempre possibile. Il sindacato medico ANAAO ha sviluppato una ricerca sui costi delle prestazioni della sanità pubblica. La ricerca ha analizzato i ricoveri e le prestazioni sanitarie. Ha denunciato un persistente definanziamento del SSN. Ha evidenziato la transizione in atto verso un sistema sanitario privatistico basato sulle assicurazioni.

In un mondo che corre, la depressione silenziosa è un possibile scotto da pagare, la cura diventa un atto di resistenza e pausa necessaria.

Nel mondo iperconnesso di oggi, i giovani si trovano a navigare un mare di emozioni con strumenti ancora in via di definizione. L’educazione dei sentimenti e delle emozioni gioca un ruolo fondamentale nel plasmare il modo in cui gli adolescenti comprendono sé stessi e costruiscono relazioni sane e autentiche.

Le emozioni, regolate dall’amigdala, hanno un ruolo fondamentale nella vita personale, relazionale e lavorativa di un individuo. Comprendere, gestire e regolare la vita emotiva è un compito ed una responsabilità a cui tutti devono essere formati.

Negli ultimi anni, si è tentato di approfondire la definizione di apatia, come sintomo transdiagnostico, cioè presente in varie patologie sia di tipo psichiatrico che neurologico. Mentre la psichiatria ha evidenziato tre dimensioni centrali dell’apatia: comportamento/cognizione, emozione, interazione sociale. Invece, in Neurologia, le tre dimensioni sono state declinate in: iniziativa, interesse e espressione / responsività emotiva.
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