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Stare bene a scuola

La scuola rappresenta una palestra fondamentale per acquisire competenze sociali ed emotive. Esse possono risultare protettive nei confronti dei disturbi depressivi in bambini e adolescenti.

È ormai noto che la terapia della depressione infantile e giovanile si dovrebbe basare su una combinazione di psicoterapia e farmacoterapia; anche se è necessario agire con la prevenzione e la diagnosi precoce. Possono passare molti mesi dai primi segni di depressione alla richiesta di aiuto del paziente o dei familiari.


Diversi sono i paesi che si stanno organizzando in tal senso attraverso l’attivazione di servizi territoriali di promozione della salute. In Italia il “Protocollo scuola” è stato siglato tra il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi e Ministero dell’Istruzione per il supporto psicologico nelle Istituzioni scolastiche.


L’accordo prevede linee di indirizzo per la promozione del benessere psicologico a scuola”. Esso è volto a tracciare un riferimento per gli alunni ed il personale scolastico, per far fronte all’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia Sars Cov-19 in corso.

Protocollo scuola


Questo documento affonda le radici sulle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul concetto di salute. Esso è inteso come: “uno stato di benessere fisico, mentale, sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità”. Il “Protocollo scuola” tenterà di concentrare le risorse e la professione per favorire il benessere psicologico attraverso l’apprendimento per rendere la scuola un luogo sano.


Le attività si concentrano sulla promozione della salute, programmi per la nutrizione e la sicurezza alimentare, miglioramento della salute della comunità scuola. Questo progetto nasce a seguito di alcuni studi pubblicati nel 2020 sulla rivista Lancet da parte di Holms e collaboratori. Essi sottolineano l’urgenza di mettere in campo linee guida ed interventi mirati nella scuola. L’intento è a favore dei bambini e degli adolescenti che cercano aiuto a seguito della loro chiusura.


Non dimentichiamo che in brevissimo tempo tutto il sistema scolastico si è dovuto reinventare. Il fine era di garantire l’apprendimento con modalità alternative alla presenza, provocando non poca difficoltà tra bambini, adolescenti e adulti. La virtualità ha consentito l’unico contatto con il mondo circostante in un momento in cui tutto si è fermato. Ma ha provocato un forte impatto sul distanziamento emotivo, sulla socialità, sulla crescita psicomotoria, sulle espressioni degli affetti e delle emozioni.


Una indagine del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (Istituto Piepoli, 2020) ha rilevato che almeno un italiano su due ha bisogno di un supporto psicologico. Esso è necessario per affrontare e curare ciò che sente: ansia, depressione, stress, insicurezza, difficoltà a seguito di quanto vissuto in questo periodo storico. I disagi che la pandemia ha sviluppato possono trasformarsi in veri e propri disturbi; ecco perché è necessario intervenire con programmi di informazione, sensibilizzazione e prevenzione.


Il team di professionisti che collaborerà con la scuola si occuperà di quattro macro-aree. Esse sono il supporto organizzativo all’istituzione scolastica, supporto al personale scolastico, supporto alle studentesse ed agli studenti, supporto alle famiglie. Tanto, in attesa di recuperare percezioni, sensazioni ed emozioni caratteristiche della nostra umanità, attualmente “sospesa”.


Maria Rosaria Juli


Bibliografia

  1. Holmes EA. Multidisciplinary research priorities for the COVID-19 pandemic: a call for action for mental health science. The Lancet.2020; Vol. 7, Issue 6, 547-560.
  2. Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi. Protocollo di Intesa Tra Ministero Dell’Istruzione e CNOP per il supporto psicologico nelle Istituzioni Scolastiche, 2020. Linee di Indirizzo per la promozione del Benessere Psicologico a Scuola.
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