Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

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La poesia e la depressione

La forza creativa della poesia permette a chi è depresso di uscire dal suo angusto mondo senza colori e senza speranza e di affrontare il dolore della depressione. Gli vengono in aiuto le sue fantasie poetiche che l’accompagnano in innumerevoli viaggi mentali, fatti di ricordi e di esperienze vissute.

Col suo viaggio poetico l’artista approda finalmente al suo obiettivo esistenziale. La poesia diventa il superamento di quel dolore legato alla depressione che aveva reso oscura e senza senso la sua vita. Nella sua esistenza hanno fatto spesso da muse ispiratrici la solitudine e con essa le profonde riflessioni, i dolci ricordi della sua vita. Figure rassicuranti e protettive. Con la fantasia il poeta intraprende un viaggio tra le nuvole, il cielo, il sole, la luna, il paradiso eppoi il mare, la terra. Il suo paesino è la meta di approdo dei viaggi e dove la potenza lirica dei suoi versi è più intensa e toccante. Con la poesia effettua un lavoro di scavo aiutato dalla sua trivella poetica. Deve ricostruire la sua abitazione fin dalle fondamenta.

Con la poesia riesce a dare vita a tanti ricordi ma anche a tanti sogni infranti che mai avevano trovato altre vie di comunicazione e di condivisione. Lo spirito creativo viene in aiuto offrendogli con la scrittura il mezzo più efficace per intraprendere il suo viaggio interiore. Nella poesia emerge la sua voce che cerca affetto, sicurezza, comprensione ma soprattutto bisogno di aprirsi all’esterno. Bisogno di uscire da un mondo in cui si era barricato per proteggersi dalle sue insicurezze e che ha tanto difeso con rabbia e moti di ribellione. La poesia è diventata il suo grido di aiuto, il suo mezzo di apertura all’altro e di condivisione, senza paure, sicuro di essere compreso ed accolto.

La poesia come terapia

L’obiettivo è raggiunto. In tutto questo è stato di grande aiuto il potere sublime e magico della scrittura. Una terapia.

La sua diventa un’opera laboriosa e consapevole nel tentativo di porre ordine, dare un significato della sua anima colma di esperienze, emozioni, sentimenti e dare infine un’identità alla sua vita. Un lavoro complesso, quindi, di indagine e di riordino che egli compie avvalendosi della sua prodigiosa arma che è la scrittura…la sua poesia

Uscire dalla depressione con l’arte della poesia

Disse un’ostrica a una vicina: “Ho veramente un gran dolore dentro di me. È un qualcosa di pesante e di tondo, e sono stremata”. Rispose, al contrario, l’altra: “…Sto bene e sono sana sia dentro che fuori”. In quel momento, un granchio che udì le due ostriche, disse a quella che stava bene: “Sì, tu stai bene e sei sana; ma il dolore che la tua vicina porta dentro di sé è una perla di straordinaria bellezza” (Kahlil Gibran, 1988).

Nel racconto, che assurge a poesia, Gibran esalta il significato del dolore e lo paragona alla bellezza della perla. In tal senso, la sofferenza che scaturisce dalla depressione e dalla malinconia è stata la musa ispiratrice di poeti, scrittori, musicisti.

Grazie a loro abbiamo delle meravigliose opere d’arte ma anche una descrizione chiara, vivida e profonda di personali quadri clinici. A sua volta, la metafora della perla, ci riconduce alla bellezza “terapeutica” della creatività artistica.   

La poesia di Hesse

Hermann Hesse (1877-1962) fu il poeta, scrittore, filosofo tedesco che ebbe un grande successo letterario che gli valse il premio Nobel per la letteratura nel 1946. Nelle sue opere e nella sua poesia, egli va alla ricerca del senso della vita. Hesse soffrì tutta la vita di depressione e una delle descrizioni più poetiche e profonde del dramma del suicidio e della depressione, la ritroviamo nel racconto dal titolo “Klein e Wagner”.

“Grazie alla creatività e all’accettazione del proprio destino è riuscito ogni volta a salvarsi dai vicoli ciechi e a ritrovare la strada… La vita e l’opera di Hesse, quindi, regalano una speranza a coloro che attraversano la valle della depressione” (Ruediger Dahlke, 2008). Dahkle suggerisce che leggere le opere di Hesse in ordine di pubblicazione equivarrebbe ad una sorta di psicoterapia per la depressione e le crisi esistenziali. In questo percorso, la poesia manifesta la sua vera essenza, la cura.

Conclusione

La poesia porta in sé una immensa forza simbolica ed un grande potere evocativo delle emozioni e dei pensieri più reconditi dell’animo e del suo tempo.

“Poesia/ I versi/ vengono dalla penna/ che su carta/ trova sfogo, / misura del pensiero/ volitivo/ emotivo/ intellettivo/ a volte passivo/ stringato/ fra note e frasi/ idee/ del presente/ che scruta il passato/ inspiegabilmente/ vicino/ eppure assente, / che vive/ perché esiste. / La poesia/ non comunica/ Vive/   Nasce/ Persiste/ al di là del tempo/ per chi la sente/ unica”.  (Tavormina G., 2017)

Enza Maierà

Bibliografia

  1. Kahlil Gibran, Il vagabondo. Le sue parabole e le sue parole, SE Editoriale, Milano 1988, pp.31- 32
  2. Ruediger Dahlke, uscire dalla depressione, Milano 2008, p.36
  3. Tavormina G., La mia vita e il mare, edizioni Arnaldo da Brescia, 2017
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