Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

Self Help Plus (SH+). Un nuovo approccio per la promozione della salute mentale

A fronte di una crescente domanda di salute mentale le risorse sanitarie non sono sempre adeguate. Anche in Italia la spesa per la salute mentale stagna. A livello mondiale spesso non vi sono i servizi necessari e accessibili per tutti. L’auto aiuto, anche nella forma di un nuovo strumento standardizzato come il Self Help Plus, può essere una promettente risposta a tali bisogni.

Introduzione

La salute mentale sta divenendo una priorità globale. A livello planetario si moltiplicano guerre, migrazioni, calamità climatiche, pandemie, crisi economiche e isolamento sociale. Si tratta di fattori profondamente dannosi per la salute dell’individuo. Fattori che aumentano le probabilità per le persone di sperimentare disagio psicologico, ansia, fino a sviluppare veri e propri disturbi psichici.

D’altra parte, molti sistemi sanitari, specie in paesi economicamente svantaggiati, non dispongono di un numero sufficiente di professionisti per rispondere alla crescente domanda.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha sviluppato il Self-Help Plus (SH+), un intervento psicologico di gruppo, evidence-based, tra pari. È semplice da attivare ed è pensato per raggiungere un elevato numero di persone (Epping-Jordan JE et al, 2016).

Che cos’è Self-Help Plus

Self-Help Plus è un intervento di gestione dello stress rivolto a adulti esposti a situazioni di vulnerabilità o a un importante carico emotivo (WHO, 2021). Non sostituisce la psicoterapia né il trattamento psichiatrico, quando indicati, ma rappresenta un intervento precoce e a bassa intensità, inseribile in un modello di auto aiuto. Il programma utilizza registrazioni audio standardizzate, un manuale illustrato e facilitatori specificamente formati, consentendo una diffusione ampia anche in contesti con limitate risorse specialistiche.

Le basi teoriche: Acceptance and Commitment Therapy

Il Self-Help Plus si fonda sull’Acceptance and Commitment Therapy (ACT), un approccio appartenente alla cosiddetta “terza onda” delle terapie cognitivo-comportamentali. L’obiettivo non è eliminare pensieri ed emozioni spiacevoli, ma sviluppare flessibilità psicologica (Hayes et al, 2012). Si promuove la capacità di rimanere in contatto con il momento presente, accogliere le esperienze interne e scegliere comportamenti coerenti con i propri valori. Le competenze insegnate comprendono mindfulness (pratica meditativa), accettazione (processo di consapevolezza), defusione cognitiva (tecnica che insegna a prendere le distanze dai propri pensieri).

Struttura del programma di Self Help Plus

Il percorso comprende cinque incontri di gruppo. Ogni sessione affronta un tema specifico. Riconoscere lo stress, imparare tecniche di radicamento (rimanere nel qui e ora), osservare i pensieri senza esserne dominati, fare spazio alle emozioni difficili. E ancora coltivare gentilezza verso sé stessi e orientare il comportamento verso ciò che è realmente importante. L’impiego di registrazioni audio garantisce uniformità nella conduzione e facilita la formazione dei facilitatori (WHO, 2021).

Numerosi studi controllati hanno valutato l’efficacia di Self Help Plus in rifugiati, richiedenti asilo e in altre popolazioni vulnerabili (Karyotaki et al, 2022). I risultati mostrano riduzione del distress psicologico e miglioramento del benessere soggettivo, della capacità di coping (strategie di fronteggiamento dello stress) e del funzionamento quotidiano. Alcuni studi hanno inoltre evidenziato una riduzione dell’incidenza successiva di disturbi mentali comuni nelle persone maggiormente esposte a eventi stressanti.

Applicazioni cliniche e organizzative del Self-Help Plus

Self-Help Plus può essere utilizzato nei Centri di Salute Mentale, nei servizi per migranti, nelle emergenze umanitarie, nei contesti comunitari e nei luoghi di lavoro. Inoltre, può essere inserito nei programmi di promozione della salute mentale. La sua natura lo rende interessante anche per interventi di prevenzione rivolti alla popolazione generale o a gruppi specifici ad alto rischio (Purgato et al, 2022).

Certo, non è indicato come unico trattamento per persone con disturbi mentali gravi o ad elevato rischio di suicidio. Non possiamo considerarlo un rimedio universale per condizioni cliniche che richiedono una presa in carico specialistica. Deve essere considerato parte di un percorso assistenziale più ampio, con adeguata valutazione clinica e possibilità di invio ai servizi specialistici quando necessario.

Conclusioni

Self-Help Plus rappresenta uno degli esempi più interessanti di trasferimento delle evidenze scientifiche nella pratica della mutualità (WHO, 2021). Rende disponibili competenze psicologiche essenziali a un numero elevato di persone, attraverso lo strumento del gruppo facilitato e auto-guidato. In questo modo contribuisce a ridurre la carenza di disponibilità delle cure e a promuovere una cultura della prevenzione e della resilienza.

Wilma Di Napoli

Bibliografia

  1. Epping-Jordan JE, Harris R, Brown FL, et al. Self-Help Plus (SH+): a new WHO stress management package. World Psychiatry. 2016;15(3):295-296.
  2. Hayes SC, Strosahl KD, Wilson KG. Acceptance and Commitment Therapy: The Process and Practice of Mindful Change. Guilford Press. 2012.
  3. Karyotaki E, et al. Self-Help Plus for refugees and asylum seekers: individual participant data meta-analysis. BMJ Mental Health. 2023.
  4. Management Course for Adults. Geneva: WHO; 2021.
  5. Purgato M, Carswell K, et al. Guided self-help intervention for prevention of mental disorders in refugees and asylum seekers. World Psychiatry. 2022.
  6. World Health Organization. Self-Help Plus (SH+): A Group-Based Stress
  7.  
  8. Foto: Envato Elements
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