Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

Depressione tra i minori e degrado sociale

La depressione tra i minori si allarga a macchia d'olio nella società contemporanea. Essa, purtroppo, sta estendendosi anche in quella parte della popolazione minorile che qualcuno poteva ritenerla esente. Un problema clinico od anche sociale?

La depressione tra i minori

In Italia si stima che circa 1,5 milioni di persone soffrano di depressione mentre il 10% degli italiani, cioè quasi 6 milioni di persone, hanno accusato almeno nel corso della loro vita un episodio depressivo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’anno 2020 la depressione è la seconda causa di malattia, dopo le patologie cardiovascolari, in tutto il mondo. La depressione è fonte di sofferenza, ma non solo per chi ne è colpito ma coinvolge anche i famigliari, i minori e gli adulti (dati del Ministero della salute).

La depressione sta incominciando a diffondersi anche tra i minori. Molti incolpano la situazione economica che rende i genitori più stressati e con comportamenti inadeguati verso i figli. Gli eventi stressanti della vita, come il divorzio in famiglia, l’essere vittime di bullismo, la malattia di un genitore possono incidere negativamente sull’umore. Esse sono le condizioni che possono portare un minore a manifestare sintomi della sfera ansioso depressiva. Ma anche quello che la nostra società ha prodotto negli ultimi decenni pesa sul dilagare dei disturbi della sfera depressiva nei minori.

Ad alta voce

Una sera, fermo al semaforo in attesa del verde pedonale in una città italiana, venivo raggiunto dalle voci concitate di un litigio di una coppia. Essa si accostava con me nell’attesa del via libera, insieme a due figli presumibilmente della suddetta coppia.

La donna, offendeva pesantemente il bambino, certificandone la reciproca genitorialità, con la frase: “Nostro figlio è un …”. Un termine che non riporto ma andava a significare la sintesi volgare di un ritratto di una persona incapace, poco attenta e con insufficiente intelligenza.

Il segnale verde portava i protagonisti del suddetto siparietto a scattare in avanti, facendo confondere sempre più, fortunatamente, le invettive nei rumori del traffico. Ma non ho potuto non notare l’andamento incerto e preoccupato del bambino oggetto delle mie osservazioni. Si vedeva una triste sensazione di freddo e sfiducia verso le figure genitoriali. Non credo che ci si possa stupire se quel minore manifesterà sintomi depressivi.

I bambini delle generazioni passate hanno avuto rimproveri anche aspri e quando ci voleva si sono presi qualche ceffone, io per primo. Ma era rarissimo il sentirsi offendere e degradare, anche perché eravamo una società con valori, regole e rispetto.

I miei colleghi neuropsichiatri mi segnalano quanto stiano aumentando i disturbi depressivi tra i minori, e come le famiglie siano sempre più disarticolate.  Esse sono preoccupate del futuro con sempre meno tempo da dedicare ai figli. I servizi di Neuropsichiatria infantile sono sempre più oberati di casi mentre gli organici del Sistema Sanitario Nazionale sono sempre carenti di specialisti del settore. Di qui, a cadere nel vortice della depressione, sia per genitori che per figli, il passo è breve.

Depressione tra i minori e degrado sociale. Pace e Quiete
“Pace e quiete”. Disegno di Gianluca Lisa su cartoncino, 2022.

Quali cause per l’espansione della depressione tra i minori?

 Le responsabilità sono di tutti noi e non delle singole famiglie, dal momento che non ci ribelliamo ad una società che da anni produce e diffonde sottocultura e mancanza di regole. Una società così conformata agevola il rischio di depressione tra i suoi componenti.

Le generazioni degli anni 60 hanno avuto la fortuna di usufruire di una scuola che educava, e soprattutto suppliva, in situazioni famigliari particolari, alla mancanza di strumenti educativi. Una scuola dove si insegnava il rispetto, l’educazione e si leggeva il libro “Cuore”.

Dal 1968 in poi questo pilastro della società è andato progressivamente degradandosi, senza che la comunità se ne preoccupasse più di tanto. Essa era tesa ad indicare ai giovani i diritti senza ricordare loro i doveri. Di più, le giovani generazioni d’oggi potrebbero prendere a modello gli eroi di trasmissioni di esaltazione del crimine. Il delinquere diventa quasi assurdamente la normalità e sopprimere una persona un atto svolto con leggerezza.

I minori e i mass media

Non tutti i messaggi veicolati dai mass media sono negativi, anzi alcuni sono indirizzati ad aiutare il minore e supportare i genitori nella crescita sua e delle sue relazioni.

Però, i minori oggi molte volte sono lasciati soli dai genitori, per gli impegni sempre più pressanti di una società esigente. Essa chiede sempre di più a propri componenti in termini di lavoro, stress ed insicurezza relativa. I minori possono trovarsi soli senza supervisione di un adulto davanti ad un televisore che spesso oltre a spettacoli interessanti e piacevoli dispensa anche spettacoli violenti e di dubbio gusto. Oppure restano per molto tempo davanti ad un computer od uno smartphone dove i social divulgano quello che vogliono.

I messaggi di Internet, social e TV stanno influenzando, nel bene e purtroppo nel male, i comportamenti dei minori e vanno a sostituirsi a tutti i mezzi divulgativi che conoscevamo.

Sia negli Stati Uniti che in Italia, le ore complessive passate dalle popolazioni scolastiche si discostano poco dalle ore dedicate all’Istruzione.

I principali effetti negativi dall’uso non controllato di programmi con contenuti negativi potrebbe portare i minori ad emulazione di comportamenti come: abuso di alcool, di sostanze tossiche ed acquisizione acritica di modelli di violenza sociale (Bertelloni et al, 2004).

Quando ero ragazzo

Mi ricordo, quando ero ragazzo, i personaggi ai quali la televisione di allora indicava come esempi. Essi erano il dr. Manson, della “Cittadella di Cronin” ed il dr. Kildare. Ricordo che vi erano anche discussioni se fosse opportuno trasmettere per televisione immagini di sesso e nudo: età felice!

Oggi spesso si trasmettono spettacoli con immagini violenti e di prepotenze. Forse non si pensa abbastanza ad eventuali danni prodotti all’educazione dei minori e poi ci si meraviglia del fenomeno delle cosiddette “Baby Gang “. Soprattutto i genitori, forse, per mancanza di tempo e/o superficialità, permettono la visione delle stesse ai propri figli minori nelle fasce di orario non protette.

Esemplare il commento degli Inquirenti dopo interrogatori di una baby gang che ha effettuato devastazioni ad Imperia riportato in questi giorni da testata giornalistica locale: “Impalpabilità dei loro sistemi valoriali a scimmiottamento di quel mondo della malavita percepito come modello di riferimento.” (Panzera A, 2022).

Quale futuro?

I genitori sempre di più al lavoro entrambi, nell’incertezza economica e con la paura del domani, con i rapporti di coppia sempre più fragili e conflittuali vivono una vita molto stressante. Essa può generare una situazione di circuito ansioso-depressivo tra genitori e figli. Si esprime nell’ansia, nella conflittualità e nel disagio, nella depressione tra i minori e nei comportamenti sempre più disturbati e disturbanti (Spinetti et al, 1999). Diventa sempre più difficile il loro contenimento, e nella famiglia non vi è più pace né quiete.

La società moderna, con queste distorsioni, fortunatamente può contare sul lavoro che psichiatri, psicologi, neuropsichiatri infantili e psicologi dell’età evolutiva, sempre con più difficoltà, svolgono. La presa in carico di genitori, sia in coppia che singolarmente, e gli ambiti di ascolto per i minori e adolescenti sono determinanti per esprimersi (Spinetti et al, 1996). A questi professionisti è necessario rivolgersi prima possibile, senza rimandare a domani e dire “vedremo…crescerà, cambierà”. Di fronte a comportamenti problematici di un figlio non bisogna dire “…è l’età!”.

Medici e psicologi possono supportare le difficoltà di nuclei famigliari sofferenti per vari motivi.  E possono tentare di dare, lavorando con i loro assistiti, quello che questa società sta cercando di farci perdere: la fiducia nel domani.

Gianluca Lisa

Bibliografia

  1. Bertelloni S, Lombardi D, Tucci M. (2004) TV, Internet e minori. Atti Congresso XI Congr. Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza, ottobre 2004
  2. Bongioanni M. (1999) Ansia e paure relative al vissuto di morte nella società contemporanea -Manuale di Psichiatria per operatori sociosanitari -Grafiche Amadeo, Imperia 1999,209
  3. Lisa G. (1999) Nuove Prospettive del trattamento della depressione -Ed. Istituto Internazionale di Psichiatria e Psicoterapia -It. 1999
  4. Lisa G. (2013) Riflessioni sulla Situazione Sanitaria Italiana -Edizioni Grafiche Amadeo, Imperia 2013
  5. Panzera A. (2022) Sanremonews.it https://www.sanremonews.it/2022/04/06/mobile/leggi-notizia/argomenti/imperia-golfo-dianese/articolo/imeria-decine-di-auto-danneggiate-in-piazzale-cristino-gli-indagati-sfilano-dal-gip-in-tre-fanno.html
  6. Spinetti G, Bongioanni M, Netti A. (1996) “La Malattia depressiva: Aspetti psicologici e socioculturali” -La Psichiatria del terzo millennio- Ed. Istituto Internazionale di Psichiatria e Psicoterapia- 1996,117
  7. Spinetti G, Bongioanni M. (1999) “La psichiatria di consultazione” -Manuale di Psichiatria per operatori sociosanitari -Grafiche Amadeo, Imperia 1999, 209
  8.  “Le Psiconevrosi D’Ansia” -Giornale Clinico di Psicoanalisi -Roma gennaio 1993
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