Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

Bambini plusdotati: tra neuroscienze e famiglia

I bambini plusdotati hanno un cervello rapido ma incline a sovraccarichi e sviluppo asincrono. Per questo la famiglia deve ridurre gli stimoli, aiutarli nella pianificazione e dare supporto emotivo.

Introduzione

Ti sei mai chiesto perché i bambini plusdotati risolvono problemi a velocità sbalorditive, ma faticano a completare un semplice test scolastico? Oppure perché sono incredibilmente sensibili a luci, rumori e distrazioni? La risposta a queste domande risiede nel cablaggio unico del loro cervello. Le recenti scoperte delle neuroscienze ci aiutano a comprendere queste affascinanti strutture biologiche. Esse spiegano non solo le grandi abilità, ma anche le complessità emotive di questi giovani studenti.                                                                                                                                                             

Il motore del cervello: la materia grigia                                                                                     

Per comprendere la mente dei bambini plusdotati, dobbiamo immaginare il cervello come un computer. Questo organo si compone principalmente di due elementi: la materia grigia e la materia bianca. La materia grigia rappresenta il vero centro di calcolo e di elaborazione delle informazioni. Gli studenti plus dotati possiedono un volume maggiore di materia grigia in specifiche regioni cerebrali.

Questo surplus anatomico li rende straordinariamente efficienti nell’elaborare i dati ambientali. Le aree coinvolte includono i lobi frontali, temporali, parietali e occipitali. Tali regioni gestiscono l’analisi complessa, il linguaggio, i segnali uditivi, il tatto e la vista. Un volume superiore consente ai bambini di gestire enormi flussi di informazioni. Di conseguenza, essi prendono decisioni in tempi molto più rapidi rispetto ai coetanei. Questa caratteristica biologica rappresenta il vero motore della loro potente intelligenza (Haier et al., 2004).

Le autostrade del pensiero: la materia bianca

Se la materia grigia memorizza le informazioni, la materia bianca si occupa di trasportarle. Possiamo immaginarla come l’autostrada delle nostre connessioni neurali. Nei bambini plusdotati, queste vie di comunicazione sono eccezionalmente fluide ed efficienti. Le loro autostrade neuronali gestiscono volumi di traffico dati molto elevati.

Più il bambino esercita un talento, più la relativa autostrada diventa veloce. Questo meccanismo spiega l’eccellenza in campi come la musica o la matematica. Le loro connessioni si ottimizzano per gestire flussi informativi specifici (Lee et al., 2014).

Il rovescio della medaglia. Gli ingorghi cerebrali

Possedere autostrade mentali così rapide comporta però un risvolto inaspettato. Parliamo dei veri e propri “ingorghi cerebrali”. L’intensa attività neurale crea una forte concorrenza tra i segnali. Durante un test, il bambino non vede solo la domanda. Egli visualizza simultaneamente molte possibilità di risposta e pensieri casuali. A ciò si sommano gli stimoli esterni come luci e rumori. A causa di una sensibilità amplificata, questi dettagli diventano distrazioni inarrestabili. Non si tratta affatto di scarsa intelligenza. Al contrario, la mente elabora troppi elementi contemporaneamente. Di fronte a troppe vie analitiche, il cervello rallenta per navigare tra le varie scelte. Per questo motivo un alunno geniale può non finire il compito in tempo (Silverman, 2019).

Il pericolo del “falso sé” e l’iper-adattamento

Il Falso Sé

Molti bambini plusdotati sviluppano una personalità compiacente o “camaleontica” per essere accettati dai coetanei, soffocando il proprio talento (effetto Pigmalione negativo).

Mancanza di “specchi

Non trovando nei coetanei stimoli adeguati, il bambino plusdotato si adatta alle richieste dell’ambiente per evitare l’isolamento, diventando l’allievo perfetto che non disturba mai ma che appiattisce le proprie potenzialità.                                                                                                                                          

Il pensiero creativo

La creatività è intesa come la capacità di unire frammenti diversi in una “sintesi magica“. Si basa su quattro dimensioni:

  1. Fluidità: Quantità di idee prodotte.
  2. Flessibilità: Varietà delle idee.
  3. Originalità: Novità e rarità delle idee.
  4. Elaborazione: Capacità di dare un senso pratico e utilizzare le idee.

Il pensiero veramente creativo nasce dall’alternanza tra pensiero convergente (logico, lineare, emisfero cerebrale sinistro) e pensiero divergente (visivo, emotivo, laterale, emisfero destro).

Neuroplasticità: un cervello in continua evoluzione

Una dote straordinaria del cervello è la neuroplasticità. Si tratta della capacità di cambiare e riorganizzarsi continuamente nel tempo. Nuove autostrade vengono create, mentre i vecchi sentieri vengono progressivamente abbandonati. Le esperienze vissute modellano fisicamente la mente del bambino plusdotato. Ogni stimolo attento rafforza le connessioni tra i neuroni. Gli scienziati ricordano che i neuroni attivati insieme si legano tra loro. Coltivando i propri interessi, i bambini plasmano attivamente la loro mente. Scegliere cosa imparare determina la struttura del loro comportamento futuro. La plasticità sinaptica del cervello rappresenta una risorsa eccezionale per la crescita intellettuale (Sing, 2022).

Il blocco a tarda età. La sfida dell’output

Molti genitori si stupiscono dei cambiamenti che avvengono durante la crescita. Un bambino che leggeva a tre anni può mostrare difficoltà a undici anni. Spesso emergono disorganizzazione, compiti incompleti e cali della performance. Nelle prime fasi della vita, lo studente eccelleva nell’input (stimolo) informativo. Assimilare e memorizzare i dati risultava naturale e immediato. Crescendo, tuttavia, cambiano le richieste del percorso scolastico l’apprendimento inizia a richiedere l’uso intensivo delle funzioni esecutive. Queste abilità servono per pianificare, organizzare e gestire il tempo. Diventa fondamentale saper produrre l’output (risposta) corretto nei tempi stabiliti.                     

Il sovraccarico di stimoli può ostacolare queste funzioni di controllo. La complessità del super cablaggio rende difficile incanalare il potenziale. I compiti strutturati e sequenziali diventano così un ostacolo imprevisto (Kaufman, 2013).

Il ruolo delle famiglie: supportare lo sviluppo asincrono

In psicologia, lo sviluppo asincrono descrive la crescita irregolare nei bambini ad alto potenziale intellettivo. Si verifica una diversità notevole tra le abilità di pensiero, che sono molto avanzate rispetto all’età cronologica, e lo sviluppo emotivo e fisico. Quest’ultimo segue i tempi naturali dell’età (Gifted Italia, 2022).

Accanto alla neurobiologia, il ruolo dei genitori è decisivo. Supportare una mente così complessa richiede specifiche strategie quotidiane.

I genitori devono prima di tutto rimodulare l’ambiente domestico. Un cervello ipersensibile agli stimoli amplifica ogni rumore o luce della casa. Diventa, pertanto, fondamentale creare ambienti confortevoli senza luci e suoni intensi e forti. Ridurre il caos riduce direttamente l’ansia da sovraccarico d’informazioni e stimoli.

Parallelamente, la famiglia può intervenire sul blocco delle funzioni esecutive. Poiché l’output sequenziale (la risposta agli stimoli) è faticoso, i ragazzi vanno guidati nella pianificazione. I genitori possono insegnare a scomporre i macro-compiti in micro-obiettivi scritti. Questo metodo evita la paralisi di fronte alle scadenze scolastiche.

Infine, serve un profondo supporto emotivo. La mente corre veloce, ma l’emotività resta fragile. Bisogna lodare l’impegno e mai il talento innato. Questo approccio protegge i ragazzi dalla paura del fallimento. L’ascolto empatico resta la medicina più potente per i loro intensi vissuti interiori.

In sintesi

  1. Il Ruolo dei genitori: La famiglia è un porto, i genitori guidano, i figli cercano pace.                  
  2. Creare l’ambiente adatto: La mente è ipersensibile, i rumori fanno male, le luci forti stancano, serve una stanza calma, senza schermi accesi. Lì il bimbo si rilassa e ritrova la calma.                                                                                                                                                                 
  3. Insegnare l’organizzazione: L’input è immediato, l’output è difficile. I compiti lunghi spaventano vanno divisi in più parti, ogni passo va scritto. Usa agende colorate, fissa pause brevi, così impara a gestire le informazioni e il tempo non fa paura.                                                                                              
  4. Supporto emotivo: Il peso è nel cuore. La mente corre troppo. L’ansia blocca le mani, non serve la fretta, non serve il giudizio, loda solo l’impegno, resta ad ascoltare, accetta ogni emozione, questo dona forza (Webb, 2014).

Conclusioni

La scienza sta finalmente svelando i misteri dei bambini plusdotati. Le vecchie osservazioni empiriche trovano oggi una conferma nelle connessioni cerebrali. Comprendere la biologia della mente plusdotata è il primo passo per valorizzarla al meglio. Solo supportando lo sviluppo asincrono e le funzioni esecutive possiamo aiutare questi ragazzi a esprimere il loro straordinario potenziale senza ansie o blocchi emotivi.

Antonio La Daga

Bibliografia

  1. Haier, J. R. et al. (2004) “Structural brain variation and general intelligence “.   
  2. Gifted Italia (2022) Il concetto di sviluppo asincrono, di Linda Silverman. https://gifted-italia.com/2022/01/24/il-concetto-di-sviluppo-asincrono-di-linda-silverman-parte-2/ 
  3. Kaufman, S. B. (2013)” The complexity of giftedness “. Journal of Advanced Academics, 24(4), 226–250. Neuroimage, 23(1), 425-433.                                                                                                                               
  4. Lee, K. H. et al. (2014) “The Neural Architecture of General Intelligence”, The Journal of Neuroscience, 34(3), 738–745.                                                                                                                     
  5. Silverman, L. K. (2019). ”Asynchronous development: The core characteristic of the gifted “ Gifted Education International, 35(4), 332-348.                                                                                                
  6. Singh, I., & D’Souza, L. (2022).”The Neuroscience of Giftedness” A Review. International Journal of Psychology and Cognitive Science, 8(1), 1-8.
  7. Webb, J. T. (2014). Guida per i genitori dei bambini plusdotati “(Edizione italiana https://www.iagassociazione.com/fbclid=IwdGRzaASuTjhleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAwzNTA2ODU1MzE3MjgAAR7dB3RDM7f6Q3eLiWmdp30fL9HncQJJcYgqd7Q5uzlZQUzVClRjEa6fPgFD4g_aem_p-6F-TjIW5XHKEUFh8ciHQ&sfnsn=scwspwacura di R. Renati). Monza: Casa Editrice Mimep-Docete.Press.

Link utile per le famiglie dei bambini plusdotati

  1. https://www.iagassociazione.com/fbclid=IwdGRzaASuTjhleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAwzNTA2ODU1MzE3MjgAAR7dB3RDM7f6Q3eLiWmdp30fL9HncQJJcYgqd7Q5uzlZQUzVClRjEa6fPgFD4g_aem_p-6F-TjIW5XHKEUFh8ciHQ&sfnsn=scwspwa

Foto: Envato Elements

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