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Il medico di medicina generale. Un alleato prezioso nella prevenzione del suicidio

Il medico di medicina generale, in prima linea nella risposta ai bisogni di salute della popolazione, può svolgere un ruolo cruciale nella prevenzione del suicidio.

Il medico di medicina generale, una volta definito medico di famiglia, o medico di base, è sempre stato in prima linea nel rispondere ai bisogni di salute della popolazione italiana.

La pandemia Covid-19 ha reso ancora più evidente il suo ruolo cruciale nella gestione territoriale delle malattie. Purtroppo ha pagato un alto prezzo negli ultimi anni, e anche oggi si trova a fronteggiare una crescente domanda di salute e di assistenza.

La dr.ssa Doriana Franch

Doriana Franch è una giovane collega che ho la fortuna di conoscere da tempo. Alla passione per il suo lavoro, che svolge con dedizione e competenza, unisce dolcezza e gentilezza non scontate. Ha una sensibilità particolare Doriana, nata purtroppo dalla perdita di una persona cara per suicidio. Per questo motivo la dr.ssa Franch è coinvolta intensamente nei programmi di prevenzione del suicidio in atto nella Provincia di Trento.

Ho pensato quindi di chiedere a lei, con l’osservatorio privilegiato del suo ambulatorio, cosa ne pensa oggigiorno del suo lavoro in ottica preventiva. E cosa pensa della necessità sempre più evidente di arginare l’onda di malessere generale alla base del trend in crescita del fenomeno suicidario.

È stata così gentile che, pur tra mille impegni, ha trovato un po’ di tempo da dedicarmi.

In primo luogo dr.ssa Franch ti chiedo, come consideri il ruolo del medico di medicina generale nella prevenzione del suicidio?

Il medico di medicina generale riveste un ruolo potenzialmente strategico. Rappresenta spesso il primo punto di contatto con la popolazione, soprattutto quella fragile e a rischio. Può essere “sentinella” nel riconoscimento precoce di individui in crisi suicidaria, e intervenire direttamente e/o indirizzandoli a servizi più specifici e dedicati. In generale il medico di medicina generale potrebbe essere promotore di una cultura di prevenzione nell’ambito di salute mentale, ancora purtroppo fortemente stigmatizzata.

Pertanto, secondo te quali sono gli strumenti che il medico di medicina generale ha a disposizione nella prevenzione del fenomeno suicidario?

Il medico di medicina generale, oltre ad essere più facilmente raggiungibile rispetto ad altre figure mediche, ha una potenziale posizione privilegiata nel cogliere situazioni critiche. Negli anni riesce a creare con il paziente e i familiari un rapporto di fiducia che gli permette di conoscere situazioni di disagio nascoste o trascurate. Può anche parlare precocemente con i familiari dei pazienti con disturbi psichici circa il tema del suicidio, le possibilità di supporto e aiuto. Nella sua sala d’attesa può promuovere messaggi utili ad incentivare le richieste di aiuto, ad esempio con materiale informativo ad hoc (poster, depliant).

Si condivido la tua opinione. In base alla tua esperienza di medico di medicina generale, la pandemia Covid-19 ha contribuito all’aumento del disagio e del tasso suicidario? 

I dati ufficiali sui numeri di suicidi di questi ultimi anni non sono ancora disponibili. La sensazione è che sia nettamente aumentato il disagio psicologico nella popolazione, andando a sommarsi a fattori di rischio già presenti. Molti fattori di rischio sono associabili direttamente alla pandemia di COVID-19: distanziamento sociale, violenza domestica, consumo di alcolici, paura del contagio, restrizione delle libertà. Per non dimenticare anche il peso della riduzione dei servizi dedicati alla prevenzione, e i lutti vissuti in circostanze inusuali e difficili. Una categoria molto colpita sono sicuramente gli anziani. Loro hanno subito un importante isolamento, e ora ho l’impressione facciano molta fatica a riadattarsi e riprendere la vita e abitudini di prima.

Quali iniziative potrebbero essere sviluppate secondo la tua prospettiva di medico di medicina generale per migliorare l’incisività delle strategie di prevenzione locali?

Si potrebbe innanzitutto prevedere di inserire un modulo relativo al tema “suicidio e prevenzione” nel percorso di formazione del medico di medicina generale. Potrebbe essere molto utile nel dare alcune indicazioni e spunti operativi ai giovani medici.

Anche favorire dei momenti di condivisione programmati con i servizi di salute mentale sarebbe importante. Il lavoro di rete e lo scambio tra colleghi, forse ancora di più in questo ambito di altri, sarebbe fondamentale. Si era parlato anche di inserire la figura dello psicologo di famiglia negli ambulatori dei medici di medicina generale, anche questo sarebbe un ottimo supporto per avere un confronto e per rendere questo servizio più accessibile alla popolazione.

Quindi pensi ci sia un bisogno informativo specifico per i tuoi colleghi medici sull’argomento? 

Nell’arco della vita professionale di un medico di medicina generale può capitare di avere un paziente che si toglie la vita. Come medico ecome persona, ci si pongono molteplici domande: quali sono le ragioni che portano ad una tale scelta? Ci sono dei segni premonitori? Cosa si può fare per prevenire tali eventi? 

Quando un medico di medicina generale perde un suo paziente per suicidio sperimenta emozioni forti, che possono avere ripercussioni negative sia nella sua vita professionale che privata. Diventa lui stesso un sopravvissuto al suicidio. L’argomento è complesso e comprendo che alcuni medici non si sentano a proprio agio con questo tipo di problema. Credo sia quindi ancora più importante essere consapevoli di questo tema, e che una formazione specifica sia necessaria anche per questo motivo.

Se è vero che il suicidio è un fenomeno prevenibile è vero anche che lo è solo in parte.  Conoscere l’argomento, essere consapevoli di limiti e possibilità che abbiamo è fondamentale per una buona pratica clinica, e anche per la salute del medico stesso.

Considerazioni

Dopo questa conversazione sono ancora più convinta che il medico di medicina generale possa avere un ruolo determinante nel sostenere la salute psicologica dei suoi assistiti. La sua opera è molto utile nella percezione e prevenzione dei comportamenti suicidari.

Gli studi in effetti ci dicono che 1 paziente su 4 che si rivolge al medico di base ha un disturbo psichico diagnosticabile. Può essere una depressione, o molto più di frequente un mal di testa o un mal di pancia che si ripresentano e sottendono un problema psichico.

Negli ultimi anni le diagnosi di depressione sono in aumento. L’OMS ha previsto che tra pochi anni la depressione sarà la seconda causa di invalidità per malattia, subito dopo quella cardiovascolare: una vera emergenza. Investire nella formazione del medico di medicina generale e coinvolgerlo attivamente nei programmi di prevenzione per il benessere mentale della popolazione, sarebbe certamente un ottimo investimento per il futuro.

Wilma Di Napoli

Bibliografia

  1. Bersia M, Koumantakis E, Berchialla P, Charrier L, Ricotti A, Grimaldi P, Dalmasso P, Comoretto RI. Suicide spectrum among young people during the COVID-19 pandemic: A systematic review and meta-analysis. EClinicalMedicine. 2022 Dec;54:101705.
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Foto: Envato Elements

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