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Gli adolescenti nelle emergenze: le emozioni e il gruppo

In passato si era avuta un'emergenza simile alla pandemia attuale: l'influenza spagnola del 1918-20. Quali comportamenti sono stati messi in atto dagli adolescenti durante l'emergenza del Covid-19? Come gli adolescenti hanno vissuto le restrizioni e la relativa perdita della libertà? Quali emozioni!

Gli adolescenti rappresentano i giovani del nostro futuro. Non si può parlare degli adolescenti senza citare il “gruppo”. Nel ciclo della vita esso ha una funzione di fondamentale importanza. L’etimologia del nome gruppo dal latino communitas: società, oppure nelle sue due accezioni originali, cioè “nodo” e “tondo” (Anzieu D., Martin J.Y. 1968). Nel gruppo l’idea di coesione, e nella dinamica anche di trasformazione, è evidente. Secondo i due ricercatori, il gruppo è “una superficie proiettiva sia dell’inconscio sociale che di quello individuale, uno specchio a due facce, che ne fa una membrana sensibile sia della realtà materiale che di quella psichica”.

Nel gruppo è basilare concentrare l’attenzione sulle interazioni, sia negli adolescenti che più in generale negli individui. Il metodo di lavoro, quando si tratta di scuole o di altri ambiti, si inserisce in una dimensione trasformativa. Ma soprattutto si può agire sulla capacità di mettersi in discussione e prendere coscienza delle proprie potenzialità e limiti.

La separazione degli adolescenti dalla madre

Molto importante è il concetto di individuazione secondo C. G. Jung (1921) è un processo che nasce dal bisogno psicologico degli uomini di differenziarsi dall’inconscio collettivo. E, ciò fa emergere un individuo unico e creativo.

M. Mahler (1992) scrisse sul processo di separazione-individuazione che dal bambino in simbiosi con la madre divise in diverse fasi: quattro fasi. Egli si evolve verso la presa di coscienza del soggetto- individuo.

Secondo un’altra impostazione psicodinamica M. Klein (Meloni, 2019), la capacità di adattamento, in larga parte, è dovuta al superamento delle ansie inconsce legate a precoci conflitti irrisolti e alla cosiddetta posizione schizo-paranoide (Meloni, 2016). I cosiddetti “oggetti parziali”, come vengono definiti dalla Klein. Se, infatti, la persona non ha superato la posizione schizo-paranoide, proietterà più facilmente le sue ansie persecutorie sulle figure dirigenziali. Queste ultime saranno investite da forti cariche di “ambivalenza”, nella scuola: gli insegnanti, il preside, oppure nei diversi ambiti lavorativi le figure con ruoli direttivi. I conflitti psicologici quando si manifestano possono causare l’interruzione o l’abbandono delle attività, anche nell’ambiente scolastico.

L’epoca dell’apparire

Il gruppo può essere considerato come microcosmo sociale in continua trasformazione. È fondamentale pertanto utilizzare l’aspetto dinamico positivo del gruppo in cui ciascuna persona può identificarsi e ricevere appoggio (Dorn, 1983) come un “Io collettivo”. E, infatti è necessaria una riflessione sui gruppi attuali. Non solo di adolescenti ma anche di adulti in cui prevale una modalità nel relazionarsi con delle minacce e derisioni.

Basta vedere i variegati social che talvolta utilizzano non solo le parole ma anche le immagini, sicuramente più incisive. Il vissuto dei componenti del gruppo o di chi ne viene escluso, come nelle persone fragili, può portare alla disgregazione dell’Io. Soprattutto nell’era del consumismo per i giovani sono più importante l’apparire, le tendenze, le mode (Schaarschmidt, 2022), rispetto ai valori positivi manifesti in un gruppo.

Molti adolescenti, ma soprattutto le persone adulte, si identificano con i cosiddetti “beni economici”. Ciò può essere trasmesso dai genitori ai figli ed anche la stessa società odierna è influenzata dall’apparenza. E’ importante il costo dell’abbigliamento ed accessori, per poi passare ad altri beni mobili ed immobili (macchine, barche, ville). Questa è una tendenza che allo stato attuale sembra incidere di più negli adolescenti.

L’acquisizione del benessere in base a ciò che si possiede, però, dura poco tempo, in quanto queste aspirazioni diventano oggetto del desiderio. Ma non si è mai soddisfatti: smartphone ultimo modello, scarpe, borse, tatuaggi!

Conclusioni

Gli adolescenti cercano un gruppo amicale fuori dalla famiglia, e soprattutto nella emergenza della pandemia questo è mancato. L’impatto con la scuola, l’Università, i progetti per il futuro hanno quindi subito necessariamente un brusco ed inaspettato cambiamento. Lo “stress” dell’emergenza si è correlato infatti ad una reazione biologica e comportamentale finalizzata all’adattamento. C. Darwin (1965) scrisse che le stesse molteplici emozioni possono essere considerate una manifestazione comportamentale di un continuum emozionale. La rabbia e la frustrazione, durante l’emergenza pandemica possono essere correlata alla difficoltà di gestire le restrizioni della libertà.  Nella maggior parte degli adolescenti, l’angoscia e la paura, successive al periodo iniziale dell’emergenza hanno portato ad un adattamento alle “regole imposte”, nonostante lo sconvolgimento del vivere quotidiano. Non bisogna dimenticare i gruppi che si sono creati anche nei social in questi ultimi due anni. E, dove predominano alcune emozioni come la rabbia, in molti casi diventano disfunzionali, distruttive e possono sfociare nel bullismo.

Maria Efisia Meloni

Bibliografia

  1. Andreoli V: Adolescenti smarriti nella pandemia. MIND, Mente & Cervello: I potere delle relazioni. Per essere felici bisogna accettare con gioia le nostre reciproche dipendenze e coltivare i legami sociali. N.205-Anno XX gennaio 2022, pag.22-23
  2. Di Maria F, Lo Verso G: La Psicodinamica dei gruppi, teorie e tecniche, Milano, Raffaello Cortina Editore 1995
  3. Meloni ME: I paradossi della comunicazione. Umorismo, ironia, sarcasmo, Tema 2016.
  4. Schaarschmidt T: Elogio del minimalismo. MIND, Mente & Cervello: Il potere delle relazioni. Per essere felici bisogna accettare con gioia le nostre reciproche dipendenze e coltivare i legami sociali. N.205-Anno XX-gennaio 2022, pag 84-91.

Foto: Envato Elements

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