Periodico dell’ EDA Italia Onlus, Associazione Italiana sulla Depressione

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Cosa è la Depressione

È necessario distinguere la semplice tristezza dalla depressione

La depressione è una malattia mentale reale, non virtuale o immaginaria. Bisogna distinguerla dall’umore depresso che è solo un sintomo della stessa. Sentirsi depressi può anche essere una normale reazione dell’individuo alle difficoltà della vita.

Sintomi della depressione

Per fare diagnosi di depressione la malinconia deve durare per più di due settimane, con almeno cinque dei seguenti sintomi, quali:

  • pensieri negativi,
  • tendenza al pianto,
  • stanchezza fisica, rallentamento delle attività mentali, del pensare, del rispondere alle domande,
  • avere difficoltà di concentrazione, di attenzione e di memoria.

Si può avere sentimenti di colpa, “tutto è colpa mia, sono la causa di tutto e della mia malattia,” senza una reale connessione di causa ed effetto.

Possono essere presenti pensieri di autosvalutazione e d’incapacità, “non valgo più niente, tutti sono più bravi di me, sono un incapace, tutto è molto difficile”.

Possono presentarsi pensieri di suicidio o speranza di morire presto, per porre fine alle sofferenze, o comportamenti che cercano di porre fine alla propria vita. Si può avere autolesionismo, cioè farsi del male da soli, anche per soffocare il malessere interiore e psicologico con quello fisico.

Possono essere presenti insonnia, difficoltà a dormire e in particolare con il risveglio precoce, alle tre, alle quattro del mattino, e con incapacità a riaddormentarsi.

L’appetito può essere ridotto, assente o in alcuni casi aumentato, con necessità di qualcosa di dolce che possa aiutare a superare “l’amaro vivere”.

L’attività fisica è molto scarsa, si passano intere giornate a letto a guardare il soffitto al buio, senza parlare, in attesa che finisca presto la giornata.

L’attività sessuale e la voglia di fare l’amore è molto scarsa e di solito si accetta passivamente le richieste del partner, solo per accontentarlo: niente fa più piacere!

È difficile prendersi cura di sé, di lavarsi, vestirsi, cucinare e fare i lavori domestici e fare il proprio lavoro.

Diagnosi

Per porre la diagnosi di depressione, secondo il DSM 5 (APA, 2014), Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, dell’Associazione Psichiatrica Americana, uno dei sistemi di descrizione diagnostica per le malattie mentali più utilizzati da psichiatri, psicologi e medici, è necessario per fare la diagnosi di depressione, che almeno cinque dei sintomi sopra descritti.

Essi devono durare per più di due settimane e la malattia debba compromettere la normale vita lavorativa, familiare e sociale di chi soffre di depressione. Essa cambia profondamente la vita delle persone per tutto il durare della malattia, che se non adeguatamente curata può durare anche per molti mesi.


Infine non deve essere causata dall’uso di sostanze stupefacenti, alcolici o da altre malattie che indeboliscono il fisico o la mente. Quali le malattie croniche gravi, le carenze alimentari e vitaminiche, l’anemia, carenze ormonali, stress prolungato e cronico, lavoro particolarmente intenso e continuativo, lutto, forti traumi ed esperienze negative, che lasciano un segno duraturo ed ossessivo nella memoria.

In questo caso, allora, si fa diagnosi di depressione secondaria alla malattia che l’ha determinata. Se entrambe sono contemporaneamente presenti e/o indipendenti l’’una dall’altra si parla di depressione associata. Per esempio la dipendenza da Internet, malattia riconosciuta nel DSM-5, può causare depressione secondaria o può essere associata alla stessa.

Consigli

Raccomando, non cercate di fare la diagnosi da soli o con l’aiuto di test auto praticati, essi hanno solo un valore orientativo e d’informazione per l’esaminato, non hanno da soli una valenza diagnostica.

La diagnosi è un compito complesso del medico o dello psicologo. Loro hanno le dovute conoscenze ed esperienze per distinguere ed esaminare le diverse malattie. Cercare, termini, significati e conoscenze sulle malattie può solo complicarvi l’esistenza ed indurvi a false preoccupazioni: affidatevi al vostro specialista o allo psicologo di fiducia.

Maurilio Tavormina

Bibliografia

1. American Psychiatric Association, Manuale Diagnostico e statistico dei Disturbi Mentali-Quinta edizione DSM-5. Curatore M.Biondi. Editore Cortina Raffaello, 2014

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7 risposte

  1. Ho letto con molto interesse gli articoli di questa rivista e, sebbene non sia un medico, li ho trovati molto interessanti e comprensibili. Sono molto utili per informarsi su questi argomenti anche perché tutte le informazioni che si trovano in rete spesso sono scritti in maniera non comprensibile ai lettori normali. Complimenti

  2. Articolo molto interessante ed esaustivo,espresso in maniera chiara e di facile comprensione. La sua lettura può davvero aiutare a comprendere meglio la differenza tra l’essere triste o l’essere depresso. Grazie mille carissimo dottore!

  3. L’articolo e’ scorrevole, di facile comprensione, insomma anche per i “non addetti al lavoro”. È giusto avere la possibilità di potersi documentare su tematiche come questa, in un periodo come il nostro in particolare dove vedo che anche i più giovani, quelli che sono meno sospettabili in questo momento storico, sono invece quelli forse più colpiti! Grazie per il contributo divulgativo alla portata di tutti e buon lavoro!

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