Introduzione
Il mesencefalo, il nostro cervello primitivo, è la sede di questo patrimonio ancestrale di emozioni. L’amore si declina in modi diversi ed anche l’oggetto d’amore è diverso. Amore tra partner, amore tra amici, amore familiare, amore per gli animali ma anche amore per il lavoro, per la vita, per la natura. Da sempre alla base della nostra spinta evolutiva, la relazione è il suo nutrimento.
La letteratura psicologica distingue due principali fasi dell’amore: l’amore romantico intenso e l’amore maturo o di attaccamento. Questa distinzione è stata studiata da Robert J. Sternberg con la Triangular Theory of Love. Con questa teoria egli identifica intimità, passione e impegno come componenti fondamentali che definiscono diverse forme di amore (Sternberg, 1986). A questo proposito definisce “l’amore completo” quando le tre componenti coesistono.
Sternberg dà il nome di “amore-amicizia” ai rapporti caratterizzati solo da intimità e impegno, “amore romantico” dove prevale l’intimità e la passione. Definirà “l’amore fatuo” quello caratterizzato dalla presenza di impegno e passione senza intimità. Ed infine “amore vuoto” quello connotato dal solo impegno
Secondo la Attachment theory di John Bowlby (1969), le esperienze affettive precoci con i caregiver (genitori o figure di riferimento) modellano le relazioni future. Come la capacità di fidarsi degli altri, la sicurezza emotiva, il modo di gestire l’intimità e la separazione. Le persone con attaccamento sicuro vivono le relazioni in modo stabile, tollerano la frustrazione
Questo approccio spiega perché, dopo l’innamoramento iniziale, le coppie sviluppano una forma di amore più duraturo e maturo. Meno impulsivo e più centrato sulla continuità della relazione.
Chi ha attaccamento insicuro o ansioso, teme l’abbandono e la sua relazione è disturbata e più fragile.
Amore e crescita personale
Khalil Gibran (1923) nel suo libro “Il Profeta” diceva: ““Quando l’amore vi chiama, seguitelo, anche se le sue vie sono ardue e ripide. E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui, anche se la spada nascosta tra le sue piume può ferirvi.”
Questa frase di Khalil Gibran è molto intensa e simbolica. Gibran invita a seguire l’amore. Quando l’amore entra nella vita, bisogna lasciarsi guidare da esso, anche se il percorso non è facile, perché l’esperienza dell’amore è fondamentale per la crescita personale. Dice ancora “Abbandonati a lui” volendo significare che, quando l’amore ti coinvolge pienamente (“le sue ali vi avvolgono”) è necessario accettarlo completamente, senza trattenere o resistere. In queste righe Gibran sottintende il tema del dolore nell’esperienza dell’amore.
L’amore porta gioia, ma può anche ferire (“la spada nascosta tra le sue piume”), e questo dolore fa parte della sua natura. Evitarlo significherebbe negare la profondità e la verità dell’esperienza amorosa.
In sintesi, Gibran ci dice che amare significa coraggio, apertura e accettazione sia della bellezza sia delle difficoltà dell’esperienza emotiva. È un invito a vivere l’amore in modo pieno, senza paura, sapendo che anche il dolore può insegnarci e trasformarci.
Emozioni e razionalità nei giovani e nell’innamoramento
Il comportamento dei giovani e degli innamorati presenta importanti analogie. In entrambi esso sfida la realtà ed affronta il rischio con entusiasmo e determinazione. Il fine è di ottenere, gli uni, il riconoscimento del proprio valore e, gli altri, la conquista di un amore totale.
La dopamina, il principale neurotrasmettitore legato alla motivazione e alla ricompensa, può essere metaforicamente considerata la benzina che alimenta quel motore. Essa intensifica la spinta all’azione e all’eccitazione emotiva.
In entrambe le situazioni, entra quindi in funzione un motore emotivo molto potente che porta a vivere nuove esperienze. Alla ricerca di intensi piaceri e di appagamenti felici.
Nei giovani questo motore è particolarmente sbilanciato. Il sistema limbico, a quell’epoca, responsabile delle emozioni e del desiderio, è molto attivo. Mentre la corteccia frontale, che permette di valutare le conseguenze e controllare gli impulsi, non è ancora completamente matura. È come guidare una Ferrari ad alte prestazioni con un acceleratore potentissimo, ma con freni ancora inesperti. Negli adulti l’innamoramento attiva lo stesso potente motore emotivo, generando intensità, passione e coinvolgimento.
Anche se ora la corteccia frontale è matura, l’intensità delle emozioni è tale da dominare sulla razionalità.
Riflessioni
Mi piace terminare con questi versi del poeta Gibran che custodiscono in maniera sublime il significato del concetto di Amore Universale. Di cui l’amore di coppia ne è un aspetto.
“Come covoni di grano egli vi raccoglie a sé.
Vi trebbia per mettervi a nudo.
Vi setaccia per liberarvi dalla pula
Vi macina fino a rendervi bianchi.
Vi impasta finché diventiate malleabili;
poi vi affida al suo fuoco sacro,
perché possiate diventare pane sacro per il banchetto di Dio.”
L’immagine dell’amore che “trebbia” o “batte il grano” dell’anima compare nel capitolo “Sull’amore” del libro Il profeta di Khalil Gibran (1923). In quel passaggio il poeta usa una lunga metafora agricola per spiegare che l’amore non è solo dolcezza. È una forma di vita non esente da sofferenze, tribolazioni e depressione ma nella sostanza è un processo che purifica, trasforma e mette a nudo l’essere umano.
Enza Maierà
Bibliografia
- Bowlby, J. (1969). Attachment and loss: Vol. 1. Attachment. Basic Books.
- Gibran, K. (1923). Il profeta. New York: Alfred A. Knopf.
- Sternberg, R. J. (1986). A triangular theory of love. Psychological Review, 93(2), 119–135. https://doi.org/10.1037/0033-295X.93.2.119
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