Che cos’è l’anedonia negli adolescenti
L’anedonia indica la difficoltà o l’incapacità di provare piacere da attività solitamente gratificanti: uscire con gli amici, ascoltare musica, fare sport, studiare per un obiettivo importante.
Negli adolescenti affetti da disturbi dell’umore l’anedonia può presentarsi con una riduzione del desiderio di stare con i coetanei, con isolamento e ritiro sociale. Altri aspetti importanti sono la perdita di interesse per hobby e passioni precedenti, la riduzione della curiosità e la fatica a trovare motivazione anche per piccoli compiti quotidiani. Spesso gli adulti possono interpretare questi segnali come “pigrizia”, “stanchezza”, “apatia” o “fase adolescenziale”. In realtà possono essere campanelli d’allarme della presenza di un disturbo dell’umore (McKay e Storch, 2023).
Il cervello del piacere che cambia in adolescenza
Uno studio recente di Lok e colleghi, pubblicato sul Journal of Affective Disorders nel 2026, ha analizzato 21 ricerche per un totale di 1.278 adolescenti affetti da disturbi dell’umore. Questo articolo si è concentrato soprattutto sui meccanismi neurobiologici dell’anedonia. Questo crea una sorta di “squilibrio” in cui le emozioni e la ricerca di novità sono molto intense. mentre i sistemi di controllo e regolazione sono ancora in costruzione. In questo contesto, i disturbi dell’umore possono interferire con i circuiti della ricompensa, rendendo più difficile provare piacere e far comparire l’anedonia.
Cosa mostrano gli studi di neuroimaging
Lo studio citato ha evidenziato diverse alterazioni dei circuiti cerebrali che sono responsabili della comparsa della anedonia negli adolescenti. Sono coinvolti alterazioni della funzione della area prefrontale del cervello, dello striato area chiave per il piacere) e le cosiddette aree limbiche. Sono aree che creano una rete di neuroni che sono responsabili nel creare emozioni e motivazioni e che risultano “sintonizzate” in modo anomalo. Per questo motivo in queste aree del cervello degli adolescenti con anedonia si trovano alterazioni dell’attività elettrica, del flusso sanguigno cerebrale e alterazioni dell’attività di alcuni neurotrasmettitori (Yun et al., 2024).
In sintesi, l’anedonia non è solo “psicologica” ma è legata a circuiti cerebrali del piacere e della motivazione che funzionano in modo diverso.
Il blocco prima del piacere
Un aspetto importante riguarda la differenza tra il piacere anticipatorio e il piacere consumatorio. Negli adolescenti con anedonia, il problema sembra riguardare soprattutto la fase anticipatoria e la valutazione dello sforzo rispetto alla ricompensa. Il cervello può sovrastimare la fatica necessaria e sottostimare la gratificazione attesa. Il risultato è che “non ne vale la pena”, anche quando razionalmente l’adolescente sa che “dovrebbe” farlo. È un blocco profondo della motivazione, non semplice mancanza di volontà.
Perché l’anedonia negli adolescenti è difficile da riconoscere
L’anedonia adolescenziale è particolarmente insidiosa. I cambiamenti di interessi in questa fase dell’età sono considerati “normali”. Il ritiro sociale può essere scambiato per timidezza o legato all’uso eccessivo di tecnologia. Esistono differenze dell’attività cerebrale tra la depressione negli adolescenti e quella negli adulti.
Gli strumenti clinici oggi disponibili (scale di autovalutazione del piacere, questionari per la depressione) non sempre hanno una sensibilità tale da valutare le varie sfaccettature dell’anedonia in età evolutiva.
Conseguenze a lungo termine e importanza dell’intervento precoce
Le ricerche mostrano che un’anedonia che compare presto e rimane nel tempo è un forte predittore di disturbi dell’umore persistenti e di esiti negativi sul piano scolastico, relazionale e lavorativo.
È necessario un intervento precoce. Intervenire presto significa ridurre il rischio che il disturbo diventi cronico e proteggere lo sviluppo della personalità e delle competenze sociali. Un intervento precoce sull’anedonia può previene condotte a rischio legate alla ricerca di stimoli forti per “sentire qualcosa”.
Quali interventi possono aiutare a superare l’anedonia
Gli autori di diversi studi sottolineano la necessità di interventi mirati ai meccanismi di ricompensa e al contesto specifico dell’adolescenza.
Alcune linee possibili sono rappresentate da una psicoterapia focalizzata sulla motivazione e sul piacere anticipatorio. Utili possono essere anche strategie che aiutano l’adolescente a riconoscere le attività potenzialmente gratificanti e a lavorare sulle convinzioni distorte (“tanto non mi divertirò comunque”). Un altro aspetto importante è anche la valorizzazione delle ricompense sociali oppure training sull’attenzione e sulla regolazione emotiva.
Nuove frontiere biologiche per l’anedonia
Diversi studi stanno cercando di valutare l’efficacia di nuove tecniche che agiscano direttamente sul controllo dell’anedonia agendo sulle alterazioni biologiche descritte in precedenza. Tra queste sta crescendo l’interesse per la stimolazione magnetica transcranica (TMS) che agisce sulle aree prefrontali, determinando cambiamenti dei segnali cerebrali legati al piacere.
Interessanti sono anche gli studi con la ketamina a dosaggi controllati, che riduce dell’iperattività in regioni coinvolte nell’anedonia aumentando le sensazioni di piacere.
Si tratta però di interventi specialistici, da considerare solo in centri qualificati e all’interno di linee guida precise.
Cosa possono fare genitori e insegnanti
Per chi vive accanto a un adolescente, alcuni segnali di anedonia meritano attenzione. Tra questi ci sono diversi sintomi come il calo marcato di interesse per ogni attività e il progressivo isolamento sociale. Va fatta particolare attenzione a frasi come “tanto non mi interessa più niente”, “è tutto inutile”, “non provo niente”. Si osserva negli adolescenti con anedonia anche una riduzione delle emozioni positive, più che aumento visibile della tristezza.
In presenza di questi segnali, è utile chiedere aiuto rivolgendosi a specialisti (neuropsichiatra infantile, psicologo o psichiatra dell’età evolutiva) che conoscano le specificità dell’anedonia negli adolescenti.
Conclusioni
L’anedonia negli adolescenti non è pigrizia ma un segnale precoce di sofferenza, di riduzione dell’umore, radicato nei circuiti cerebrali del piacere. Riconoscerla e intervenire in modo mirato significa offrire ai ragazzi una reale possibilità di tornare a desiderare e progettare il proprio futuro.
Francesco Franza
Suggerimenti di lettura
- Lok A et al. Neurobiological mechanisms of anhedonia in adolescents with mood disorders: A scoping review. J Affect Disord. 2026;403:121376.
- McKay D, Storch AS. Handbook of Child and Adolescent Anxiety Disorders. Springer, 2023
- Ritsner MS. Anhedonia: A Comprehensive Handbook Volume I. Springer, 2016
- Yun JY et al. Neural correlates of anhedonia in young adults with subthreshold depression. J Affect Disord. 2024;366:234-243.
Foto: Envato Elements







